SINGAPORE BATTE HONG KONG: IL PORTO PROFUMATO NON E’ PIU’ IL PRIMO HUB FINANZIARIO AL MONDO

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Hong Kong non detiene più il primato di hub finanziario globale. Ad averla soppiantata è Singapore che, quest’anno, è risultata essere prima in classifica insieme a Regno Unito e Stati Uniti, mentre Hong Kong è al quarto posto.

Stando alle giurisdizioni globali di Vistra, Hong Kong non è più il primo hub finanziario al mondo. Quest’anno, Singapore, che da anni gareggia con Hong Kong per la detenzione del primato di hub finanziari midshore (che consentono l’accesso all’Asia orientale), è salita al primo posto insieme a Regno Unito e Stati Uniti, mentre Hong Kong è scivolata in quarta posizione. Il vantaggio che Singapore ha guadagnato rispetto al Porto Profumato è piuttosto marginale (46% contro 43%), ed è dovuto principalmente a tre elementi: il primo è lo sviluppo economico regionale di Singapore registrato nell’era post-pandemica, perché le politiche zero-COVID messe a punto dalla Repubblica Popolare Cinese hanno fatto sì che i produttori spostassero le catene di approvvigionamento nell’area del Sud-est asiatico.

Ciò ha permesso a Singapore di acquisire un’importanza finanziaria ancora maggiore perché, in questo contesto, ha rivestito il ruolo di facilitatore di tali spostamenti grazie alla sua presenza commerciale stabile nella regione e alla profonda conoscenza dei processi commerciali cinesi. Le istituzioni finanziarie mettono in contatto i clienti con gli investitori, gli studi legali supportano l’apertura di nuove filiali e le società di consulenza forniscono indicazioni sull’approvvigionamento dei fornitori regionali e provvedono alla formazione del personale.

Il secondo elemento è costituito dai disordini politici che, negli ultimi anni, hanno travolto il Porto Profumato e che Singapore ha saputo sfruttare in modo proattivo per guadagnare terreno sul piano finanziario.

Infine, il terzo elemento è rappresentato dalla contesa del primato delle proprietà commerciali, le quali attraggono importanti finanziamenti per sviluppare progetti urbani ecocompatibili. La città-stato si è classificata al primo posto nell’ultimo indice di sostenibilità per l’Asia-Pacifico, elaborato dalla società di consulenza immobiliare Knight Frank. Shenzhen e Hong Kong sono state le successive città asiatiche meglio classificate, appena sotto Australia e Nuova Zelanda, con le città di Sydney e Wellington. Tokyo ha completato la top 10. La classifica di Knight Frank considera come fattori principali il numero di edifici verdi e la volontà dei governi locali di spingere verso un’urbanizzazione sostenibile, guardando anche al mercato degli asset verdi investibili. Il report di Knight Frank ha evidenziato il piano singaporiano “80-80-80 nel 2030”, con l’obiettivo di avere l’80% degli edifici con caratteristiche eco-compatibili, l’80% dei nuovi edifici a risparmio energetico, e per quelli che sono già leader nella sostenibilità ambientale è previsto un ulteriore efficientamento energetico dal 65% all’80%.

Nell’ottica di una previsione a medio termine, si stima che Singapore continuerà a rimanere al primo posto ancora per alcuni anni, ma Hong Kong, essendo la «porta d’ingresso» commerciale e finanziaria della Cina, è destinata a tenere testa alla città-stato ancora per molto tempo.

Nata sotto il segno del Toro, è barlettana di origine ma romana di adozione. Dopo aver acquisito il diploma di laurea triennale in Mediazione Linguistica alla SSML “Carlo Bo” di Bari, nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università degli Studi Internazionali di Roma con una tesi in geopolitica, incentrata sul profilo identitario di Hong Kong e sul ruolo che ricopre nel rapporto antagonistico tra Cina e Stati Uniti.
Appassionata di Estremo Oriente da tempo immemore, dal 2019 studia il cinese e si interessa alla strategia di ascesa politica ed economica della Cina a livello internazionale e alle dinamiche di potere che intrattiene con le altre nazioni; un giorno, spera di riuscire a metterci piede fisicamente. Incuriosita dall’ambiente giovanile, stimolante e professionale dello IARI, è entrata a farne parte nell’aprile del 2021 in qualità di membro della redazione “Asia e Oceania”.

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