I cellulari sul campo di battaglia

11 mins read
Fonte Immagine: Rodrigo Abd/The Associated Press https://www.cbc.ca/news/world/ukraine-osint-war-1.6410037

L’uso dei cellulari in guerra è una novità dei conflitti degli ultimi anni che porta con sé vantaggi notevoli. Essi, infatti, vengono usati per diversi scopi, dalla ricognizione alla comunicazione, oltre che per controllare dispositivi a distanza. La loro connettività e precisione sono adatte nei contesti bellici contemporanei, dove gli scontri avvengono spesso in città e in cui i civili sono in pericolo costante. Tuttavia, i cellulari non sono ancora strumenti totalmente sicuri e la loro costante presenza sui campi di battaglia richiede un’evoluzione tecnologica verso maggiori potenzialità e invulnerabilità. 

L’evoluzione tecnologica coinvolge ogni settore della vita di uno Stato. Quello militare, ovviamente, non ne resta fuori, ma anzi abbraccia le innovazioni per adattarle ai suoi scopi. Ecco come si è passati all’uso bellico di un dispositivo dall’aria innocente come il cellulare. Essi sono importanti protagonisti delle guerre contemporanee grazie al ruolo che hanno trovato al loro interno come eccezionali strumenti di comunicazione e ricognizione. 

Il primo uso intensivo dei cellulari in un contesto bellico si è avuto abbastanza di recente, nel 2016, durante la terza battaglia di Fallujah, uno dei più importanti episodi della guerra all’ISIS. Già da prima l’uso da parte dello Stato Islamico dei cellulari era rinomato per detonare gli IED, degli ordigni artigianali. Si tratta di dispositivi, come bombe, non industriali che possono essere comandati a distanza anche tramite un cellulare. Gli IED venivano usati per attacchi terroristici e spesso erano nascosti in edifici abbandonati dall’ISIS stesso[1].

Tuttavia, in questo conflitto emerse un altro ruolo essenziale del dispositivo mobile: quello informativo. Le immagini di scontri e bombardamenti venivano infatti riprese da civili e soldati di ogni fazione. Queste erano importanti perché segnalavano la posizione degli attaccanti e anche di dove si trovavano le vittime di questi scontri in modo da poter organizzare specifici interventi.

Sia la capacità dei cellulari di controllare a distanza dispositivi sia quella di trasmettere immagini li hanno resi strumenti adatti ad entrare sul campo insieme ai soldati. I loro usi negli ultimi anni sono diventati innumerevoli e questa evoluzione sembra non fermarsi.  Basti pensare al ruolo dei cellulari per controllare i droni tramite apposite app.

A livello informativo, le immagini riprese dai telefoni svolgono un importante compito di ricognizione. Esse trasmettono in diretta attacchi e rendono possibile l’organizzazione di una risposta dall’altra parte, permettendo inoltre alla Croce Rossa e altri enti umanitari di intervenire per aiutare le vittime dei conflitti. Infine, tramite comuni App come Google Maps si possono avvisare i cittadini dei movimenti delle truppe nemiche. 

Tuttavia, l’utilizzo dei cellulari in guerra porta con sé dei problemi che li rendono meno sicuri tanto da mettere a rischio la vita di coloro che li usano. Ad esempio, le comunicazioni possono essere tracciate, lasciando scoperti soldati e le loro posizioni. L’attuale conflitto in Ucraina fornisce molti esempi in merito, da entrambe le parti. Dei russi è noto l’uso di particolari dispositivi che funzionano da antenne e che vengono montati su droni per essere spediti sul campo di battaglia.

Essi riescono a captare il segnale dei cellulari vicini e a localizzarli. Questi dispositivi sono montati anche su veicoli militari e hanno potenze davvero notevoli. Anche da parte ucraina esistono simili strumenti, tanto che un generale russo è stato ucciso ad inizio conflitto proprio dopo che una sua telefonata era stata intercettata. 

Il governo ucraino, in un’ottica di prevenzione da questo problema del tracciamento, ha reso nota ai cittadini una lista di comportamenti da seguire per evitare che i loro cellulari rappresentino un pericolo. Ad esempio, bisogna lasciare le SIM in luoghi di battaglia o comunque lontani da dove ci si trova e mantenere il telefono sempre spento se non per emergenze. E in ogni caso, se necessario fare una chiamata, bisogna spostarsi a debita distanza dal proprio rifugio. Il dilemma dei civili è quindi lo stesso dei militari. 

Questo problema di sicurezza però deriva dal fatto che entrambe le parti in guerra utilizzino proprio dei cellulari civili. Esistono infatti cellulari militari tattici, studiati e collaudati sul campo per ottemperare ogni possibile minaccia, come il Galaxy S20 della Samsung. Questi dispositivi possono agire in segreto e usare canali criptati per effettuare le comunicazioni e archiviare dati.

Essi inoltre sono usati per scopi bellici in ogni contesto grazie alla loro notevole potenza di calcolo. Ad esempio, si usano per la ricognizione, come già detto in precedenza, e quindi per mappare il territorio sconosciuto ai soldati. Essi, inoltre, sono corazzati e dotati di piattaforme di sicurezza tali da renderli indistruttibili. 

Per ora il futuro dei cellulari nei conflitti sembra essere molto promettente. Essi hanno infatti funzionalità che nessun altro dispositivo possiede. La loro dimensione ridotta, anche per quanto riguarda il modello tattico, è un notevole vantaggio che li rende utilizzabili in ogni situazione.

La loro connettività gli permette di funzionare in diversi ambienti senza problemi. Essi forniscono una visione costante del luogo di battaglia grazie anche al collegamento con altri sistemi di sorveglianza, quali telecamere e webcam. Essi riescono anche potenzialmente ad infiltrarsi nei sistemi informativi del nemico. 

Come si è visto, la quantità di operazioni che svolgono è garanzia di efficienza anche in momenti di crisi. I cellulari garantiscono comunicazioni rapide tra reparti dato che ad esempio possono essere inviate le posizioni con maggiore precisione anche a forze non sul terreno, ma in aria o nel mare. Questo porta ad un ulteriore vantaggio derivante dall’uso dei cellulari, ovvero la minore necessità di reparti di grandi dimensioni ed invece la preferenza di gruppi ridotti di soldati.

Si tratta di un vantaggio nelle guerre contemporanee, combattute spesso in ambienti dove bisogna muoversi velocemente, come le città. Proprio la dimensione urbana dei conflitti, dove i militari si trovano a fianco dei civili, spesso ostili, rende vitale una comunicazione rapida e una costante visione d’insieme. Ecco come le funzionalità dei cellulari garantiscono agilità ai soldati e maggiore attenzione alle minacce. 

Le caratteristiche dei conflitti contemporanei richiedono proprio un atteggiamento nuovo ai soldati moderni, più flessibile e rapido. Le guerre irregolari sono una caratteristica tipica del panorama delle relazioni internazionali attuale. Si tratta di conflitti dove le parti non sono costituite per forza da due eserciti regolari, ma vi partecipano anche altri corpi, tra cui mercenari e cittadini, e in cui non si riesce a distinguere la componente civile da quella militare.

Questi problemi coinvolgono anche le operazioni di stabilizzazione, come il peace keeping, che sono molto delicate. Proprio tali aspetti rendono necessaria la rapida trasmissione di informazioni tra le forze, soprattutto di immagini e posizioni. L’ultima cosa che un soldato in una missione di stabilizzazione e ricostruzione deve fare è proprio urtare la componente civile lì presente. 

Infine, un altro motivo per cui i cellulari sono essenziali nei conflitti contemporanei è l’aspetto logistico. Succede che le guerre vengano combattute in territori sconosciuti e complessi, come deserti o montagne. In queste situazioni, la logistica tradizionale è messa in difficoltà e gli aiuti ai soldati sono resi più inaccessibili dall’ostilità di chi supporta la parte nemica. I cellulari, specialmente quelli militari, permettono di segnalare posizioni precise a chi si occupa di logistica e di tenere sempre sotto controllo le forze in missioni pericolose. 

L’evoluzione nel settore dei cellulari li renderà di sicuro ancora più adatti a contesti bellici. Ci saranno innovazioni che renderanno ancora più efficace l’azione militare, ad esempio, l’installazione sulla superficie dei cellulari di sensori in grado di riconoscere residui di sostanze nucleari o batteri che potranno identificare gravi minacce per i soldati in campo. 

Il futuro potrà anche riservare delle novità che andranno a superare i cellulari. Potranno esserci dei dispositivi collegati direttamente al nostro corpo, come dei tatuaggi, attivabili in maniera immediata e capaci quindi di fornire una rapida immagine dello scenario di azione. In ogni caso, il futuro della guerra non è per ora prevedibile, ma la tecnologia ne farà sicuramente parte. 


[1] Andrea Beccaro “ISIS. Storia segreta della milizia più potente e più pericolosa del mondo”, Newton Compton editori, 2018

Latest from DIFESA E SICUREZZA