Il cambio della guardia: in UK il potere cambia volto

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Fonte Immagine: https://www.express.co.uk/news/politics/1667162/king-charles-iii-first-meeting-liz-truss-pictures-buckingham-palace

Aria di cambiamento nel Regno Unito. In meno di una settimana, un nuovo monarca e una nuova premier ma il contesto economico e politico inglese non è sicuramente facile da affrontare.

La Gran Bretagna sta vivendo settimane davvero intense dal punto di vista governativo, culminate con la scomparsa della seconda regnante più longeva nella storia, Elisabetta II. Solo una settimana fa, Her Majesty aveva incontrato il nuovo Primo Ministro inglese, la conservatrice, sua omonima, Liz Truss, per confermare ufficialmente l’incarico assunto a seguito delle dimissioni di Boris Johnson. Di certo non si sarebbe mai potuto pensare, perlomeno tra i comuni mortali e forse anche la stessa Premier, che di lì a qualche ora potesse rappresentare l’ultimo impegno ufficiale della Regina.

Weakness governative

Con le dimissioni di Boris Johnson, sia da leader dei Tories sia da premier, il governo britannico ha attraversato una nuova fase di crisi, condivisa con altri governi europei come ad esempio quello italiano, che attualmente è in piena campagna elettorale in vista delle elezioni previste per il 25 settembre.

Troppi scandali e di diversa natura, tra cui quelli sessuali come quello recente che ha coinvolto il vice-coordinatore dei Toris, Chris Pincher, hanno portato alle dimissioni di numerosi ministri in brevissimo tempo e costretto Johnson a dimettersi da Primo Ministro. Tra i numerosi quotidiani inglesi, si legge il diffuso imbarazzo degli stessi sostenitori di partito nel difendere palesi scandali come la questione Partygate, le feste organizzate dallo stesso Johnson a Downing Street durante il lockdown.

Nonostante una minaccia di crisi del partito conservatore, probabilmente con la nomina di Liz Truss, il Regno Unito potrebbe non affondare del tutto. Forse.

Nel momento in cui sale il potere una donna a Downing Street, perdipiù conservatrice, la mente degli inglesi va alla prima donna Premier, la Lady di ferro, Margaret Thatcher, che ha segnato un’epoca molto dura per l’economia e i risparmiatori del Regno Unito. 

Liz Truss, all’anagrafe Mary Elisabeth, politicamente nasce come una liberal democratica e contro la monarchia. Durante gli anni dell’università abbraccia il polo conservatore, che nel 2022 la porterà a diventare la terza premier donna della storia del Regno Unito, nonché l’ultimo Primo Ministro “benedetto” (si fa per dire) dalla Regina Elisabetta.

Il contesto economico e politico che la neo-premier andrà ad affrontare non è sicuramente dei migliori e si presume ne sia consapevole, dal momento che nel governo Johnson ricopriva il ruolo di Ministro per le donne e le pari opportunità nonché quello di Segretario di Stato per gli affari esteri, del Commonwealth e per il commercio internazionale del Regno Unito.

Alti tassi di inflazione, la crisi energetica, i disservizi del sistema sanitario nazionale sono solo alcuni dei problemi che attanagliano il territorio britannico, comuni anche alla maggior parte dei paesi europei.

Sicuramente potrebbe rappresentare una figura interessante, soprattutto per i rapporti con le ex colonie, alcune delle quali particolarmente titubanti sulla nuova figura del regnante e sulla Corona inglese in generale. Già in luglio, l’allora candidata alla leadership britannica dichiarava di voler aumentare i commerci con le colonie al fine di «contrastare la grave minaccia ai nostri valori e al nostro stile di vita» avanzata da alcuni paesi orientali come la Cina e la Russia.

Il cambio della guardia

L’altro grande passaggio di consegne della settimana è stato quello tra la Regina e suo figlio, il principe ereditario più paziente al mondo, ormai soprannominato da tutti «l’eterno erede», che ha dovuto attendere ben 73 anni prima di salire al trono.

Venerdì scorso, l’ormai ex Principe Carlo è stato proclamato ufficialmente re a St. James’s Palace, la cui cerimonia è stata trasmessa per la prima volta nella storia della monarchia inglese proprio in televisione e online nelle piattaforme dedicate.

Nonostante la preparazione lunga quasi tre quarti di secolo, Re Carlo III (questo il nome scelto dal regnante) non ha suscitato ancora grandi approvazioni da parte del popolo. Sicuramente erano già note le non poche perplessità nei confronti del neo monarca, esternate non solo dalla stessa popolazione britannica ma soprattutto in tutti quei paesi del Commonwealth particolarmente avversi alla monarchia inglese.

Come sottolinea anche The Guardian, la scomparsa della Regina Elisabetta e la recente trasformazione di Barbados in una repubblica lo scorso 2021, potrebbero essere degli elementi che potrebbero creare non pochi problemi alla monarchia e al governo britannico. Per esempio, già nei giorni scorsi la Giamaica ha dichiarato di avere oggi una più ampia possibilità di ottenere l’autonomia dalla Gran Bretagna e diventare completamente indipendenti rispetto a qualche anno fa. Anche questo un segnale da non sottovalutare nel giudicare il nuovo regnante evidentemente di “poco polso”.

Di sicuro molto viene recriminato alla corona inglese, non solo per il suo passato (in un certo qual modo ancora presente per alcuni) colonialista, come denunciato dalla senatrice australiana di origine indigena Lidia Thorpe durante il giuramento in Parlamento. Ma anche a coloro che la compongono, spesso oggetto di vizi e di scandali senza precedenti, come ad esempio quelli legati agli abusi del Principe Andrea.

Insomma, sebbene sia un forte ambientalista e il primo monarca inglese laureato, Re Carlo III non ispira molta fiducia tra i suoi sudditi. Non tanto quanto suo figlio maggiore, il neo Principe del Galles, William. Per i maligni Carlo sarebbe «debole, vanitoso e tutt’altro che predisposto» a regnare un territorio come quello della Gran Bretagna.

Sicuramente la presenza ingombrante e risoluta della madre nonché le vicende succedutesi con il divorzio da un’altra figura a dir poco defilata come quella di Lady D non sono state un bagaglio facile da gestire e regnare in un momento come questo, di grave incertezza e mancanza di fiducia, deve essere tutt’altro che semplice.

Tuttavia, la settimana scorsa il potere ha subìto un grande scossone e la fragilità percepita anche dal popolo infiamma i quotidiani di tutto il mondo. Si ritorna a riprendere vecchi (non troppo) discorsi sulla questione del Sovereign Grant, il sussidio pubblico dato alla famiglia reale, che era stato utilizzato da Carlo per noleggiare un volo e godersi la prima di un film di James Bond. Non solo. Addirittura, secondo un rapporto pubblicato di recente, parrebbe che un’associazione di beneficienza sostenuta e gestita dall’attuale Re, avrebbe ottenuto circa un milione di sterline dai parenti di Osama Bin Laden.

Si può semplicemente affermare che con tutta probabilità ci si dovrà abituare ad un monarca un po’ meno risoluto di quello a cui il mondo si era ormai abituato e dal quale era rimasto affascinato, pensando anche ad eventuali note di colore improvvise.

Quello che forse più preoccupa sono questi cambiamenti così radicali e influenti nella politica e nel potere inglese in uno spazio di tempo così ristretto. Una premier e un monarca che succedono ai loro predecessori nel giro di pochi giorni.

Entrambi nuovi nel loro ruolo di potere e con una situazione politica ed economica molto particolare da affrontare. Vedremo nelle prossime settimane, una volta finite le cerimonie funebri dedicate alla defunta regina, quali sorprese questa nuova coppia ci riserverà.

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