Gli utenti cinesi di weiboleaks reagiscono alla morte della regina Elisabetta

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La morte della regina Elisabetta II è sotto i riflettori di tutto il mondo. Come tutti i capi di Stato, anche Xi Jinping ha porto le condoglianze al figlio, il neo-re Carlo III, e alla famiglia reale britannica. Come ha reagito il popolo cinese davanti a una tale notizia?

Dopo settant’anni di regno, la regina Elisabetta ci ha lasciati all’età di novantasei anni. La sua dipartita è sotto i riflettori di tutto il mondo e tutti i politici e capi di Stato intorno al globo hanno porto le sue condoglianze al figlio, il neo-re Carlo III, e alla famiglia reale britannica. Anche Xi Jinping si è unito al cordoglio insieme al web cinese; “Non è la mia regina. Ma comunque mi dispiace” è stata una frase comune scritta dagli utenti in questi ultimi giorni.

Molti hanno ricordato la visita della regina a Pechino nel 1986, la prima di un monarca inglese nella Repubblica Popolare Cinese. E anche per questo alcuni utenti trovano che “la grazia, generosità, tolleranza e amore della regina rimarrà sempre nei cuori della gente”. Al dispiacere c’è poi chi preferisce l’indifferenza: “La regina d’Inghilterra è morta e la cosa non mi tocca molto, ma se dovesse morire il mio cane sarei triste per un mese”. Per ultimo, ci sono gli utenti pragmatici, coloro che notano che “dopotutto aveva 96 anni” e “se ne è andata in tranquillità”. E chi addirittura fa notare che l’essere deceduta l’8 settembre sia una data particolarmente propizia, dato che 8 e 9 sono numeri fortunati nella cultura cinese.

Non tutti, però, hanno mostrato dispiacere. Tutt’altro: “infame colonialista” e “schiavista che è sfuggita alla giustizia” sono stati gli epiteti più utilizzati dagli utenti. C’è anche chi scrive che la regina, per “guadagnare karma”, dovrebbe restituire gli artefatti “rubati ai legittimi proprietari”, facendo riferimento alle conseguenze del Secolo di umiliazione nazionale (1839 – 1949). Questo periodo storico racchiude la fase previa alla nascita della Repubblica Popolare cinese: dopo la Prima Guerra dell’Oppio, infatti, Hong Kong fu ceduta all’impero coloniale inglese. 

Chiaramente, in questo momento la Repubblica Popolare ha molte questioni interne di cui occuparsi; ciò non toglie che anche i cinesi siano stati profondamente toccati da un evento come questo, con cui si chiude un’era.

Nata sotto il segno del Toro, è barlettana di origine ma romana di adozione. Dopo aver acquisito il diploma di laurea triennale in Mediazione Linguistica alla SSML “Carlo Bo” di Bari, nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università degli Studi Internazionali di Roma con una tesi in geopolitica, incentrata sul profilo identitario di Hong Kong e sul ruolo che ricopre nel rapporto antagonistico tra Cina e Stati Uniti.
Appassionata di Estremo Oriente da tempo immemore, dal 2019 studia il cinese e si interessa alla strategia di ascesa politica ed economica della Cina a livello internazionale e alle dinamiche di potere che intrattiene con le altre nazioni; un giorno, spera di riuscire a metterci piede fisicamente. Incuriosita dall’ambiente giovanile, stimolante e professionale dello IARI, è entrata a farne parte nell’aprile del 2021 in qualità di membro della redazione “Asia e Oceania”.

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