Un rapporto Onu accusa l’Ucraina: “Anche Kiev responsabile dei morti all’ospizio di Lugansk – civili come scudi umani”

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In un rapporto delle Nazioni Unite viene analizzato come i soldati ucraini presero posizione all’interno della casa di cura di Stara Krasnyanka, dove morirono oltre 50 tra anziani e disabili, rendendo l’edificio un bersaglio per gli attacchi russi, avvalorando ufficialmente, per la prima volta, il sospetto dell’uso di scudi umani da parte di Kiev. Motivo per cui, subito dopo l’attacco russo,il governo ucraino accusò immediatamente Mosca di aver causato indiscriminatamente ed arbitrariamente la morte di oltre 50 civili.

Lo scorso luglio però, le Nazioni Unite hanno corretto la versione, sostenendo che pochi giorni prima dell’attacco dell’11 marzo, i soldati ucraini presero posizione all’interno della casa di cura, non curandosi dell’evacuazione dei civili, rendendo difatti l’edificio un pericolo per i degenti ricoverati. In tale rapporto dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite non si arriva a sostenere che le parti in causa abbiano commesso crimini di guerra, ma si specifica che la battaglia nella casa di cura è un esempio di come nelle aree di guerra i civili possano essere utilizzati come “scudi umani”. Almeno 22 dei 71 pazienti sono sopravvissuti all’assalto, ma il numero esatto delle persone uccise rimane ancora sconosciuto, secondo le Nazioni Unite.

Le conseguenze dell’attacco alla casa di Stara Krasnyanka forniscono anche una finestra su come sia la Russia che l’Ucraina si muovano rapidamente per impostare la narrazione di come si stanno svolgendo gli eventi sul campo, anche quando quegli eventi potrebbero essere ancora avvolti dalla nebbia della guerra.

I bombardamenti spesso indiscriminati da parte della Russia di condomini, ospedali, scuole e teatri sono stati la causa principale delle migliaia di vittime civili della guerra. Ma il rapporto datato 9 luglio 2022 dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani apre la strada all’ipotesi che l’esercito e/o le milizie ucraine abbiano volontariamente cercato di installare posizioni militari in ambienti urbani coinvolgendo così la popolazione civile. 

David Crane, un ex funzionario del Dipartimento della Difesa statunitense e veterano di numerose indagini internazionali sui crimini di guerra, ha affermato che le forze ucraine potrebbero aver violato le leggi del conflitto armato non evacuando i residenti e il personale della casa di cura; anche l’Ucraina deve rispettare le regole internazionali del campo di battaglia. 

“La regola di fondo è che i civili non possono essere presi di mira intenzionalmente”, ha detto Crane. “Gli ucraini hanno reso volontariamente quelle persone dei bersagli. Questo comportamento contravviene ad ogni norma internazionale che si applica ai conflitti”.

I primi resoconti dei media sulla casa di cura di Stara Krasnyanka, che si trova a circa 580 chilometri a sud-est di Kiev, riportavano l’uccisione cinica e deliberata di 56 civili da parte di occupanti russi che avrebbero sparato a distanza ravvicinata da un carro armato. Versione poi smentita successivamente.

Nel frattempo l’ufficio del procuratore generale ucraino non ha risposto direttamente al rapporto delle Nazioni Unite, ma ha affermato che sta anche esaminando se le truppe ucraine fossero state all’interno della struttura al momento dell’attacco.

Viktoria Serdyukova, il commissario per i diritti umani per il governo separatista di Luhansk, ha dichiarato, il 23 marzo, che le truppe ucraine erano responsabili delle vittime nella casa di cura. 

All’inizio di marzo, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, quando i militari russi avanzavano verso la casa di cura, veniva ripetutamente chiesto alle autorità locali di evacuare i residenti. L’evacuazione, però, era resa impossibile dalle forze ucraine che avevano minato l’intera area circostante e bloccato le strade.

Sempre secondo il rapporto delle Nazioni Unite, il 7 marzo, i soldati ucraini sono entrati nella casa di cura; due giorni dopo, sono stati “impegnati in uno scontro a fuoco” con i separatisti sostenuti da Mosca, “sebbene non sia chiaro quale parte abbia aperto il fuoco per prima”, afferma il rapporto, rimane il fatto che i civili non sono stati evacuati. 

L’11 marzo, 71 residenti e 15 dipendenti sono rimasti intrappolati all’interno della casa privi di acqua ed elettricità. Quella mattina, le forze separatiste di Luhansk, che le Nazioni Unite hanno definito “gruppi armati affiliati alla Russia”, hanno attaccato la struttura.

Secondo il rapporto ONU, un incendio sarebbe scoppiato durante i combattimenti e si sarebbe diffuso in tutta la casa di cura; un numero imprecisato di pazienti e personale sarebbe rimasto vittima dell’incendio mentre un altro numero imprecisato è riuscito a fuggire dalla casa ed è arrivato nella foresta vicina dove sono stati accolti dai combattenti separatisti

Mentre le parti opposte si incolpano a vicenda per la tragedia di Stara Krasnyanka, la triste realtà è che gran parte della guerra in Ucraina viene combattuta in aree popolate, aumentando il potenziale di vittime civili.

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