Perché lo “scandalo” Tornado Cash ci deve interessare

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Fonte Immagine: https://www.cybersecitalia.it/corea-del-nord-gruppo-hacker-attivo-cybercrimini/4696/

La messa al bando statunitense del sistema mixer Tornado Cash che si occupa di criptovalute ha implicazioni che vanno ben oltre questioni legate al mondo informatico e finanziario e si inserisce in un contesto di tensioni globali sempre più complesso.

Lo scorso 8 agosto, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha proibito l’uso di un famoso sistema mixerconosciuto come Tornado Cash, la cui funziona consisteva nel mescolare diversi flussi di criptovalute al fine di rendere le transazioni tra gli utenti più difficilmente rintracciabili e garantirne quindi una maggiore privacy.

La decisione del governo di Washington ha non solo scatenato un grosso dibattito all’interno delle community interessate alle criptovalute ma ha anche sollevato un interessante dibattito che coinvolge temi sempre più rilevanti per l’attuale società globale e che coinvolge due potenze che, sotto diversi aspetti, possono definirsi agli antipodi, gli Stati Uniti d’America e la Corea del Nord.

Sin dal termine della Guerra di Corea (1950-1953), la Repubblica Popolare Democratica di Corea ha conosciuto un isolamento sempre più stringente dal punto di vista internazionale che ha portato il regime dittatoriale al potere di sostenere sé stesso e il suo famigerato apparato militare tramite l’uso di svariate attività illecite rimanendo sempre al passo con l’attuale evoluzione politica, economica e tecnologica mondiale.

Tra questi, sin dai primi anni 2000 il regime di Pyongyang ha efficientemente finanziato numerosi gruppi hacker, tra i quali spicca sicuramente il gruppo governativo conosciuto come “Lazarus Group”. Accusato di diversi attacchi cyber ai danni di sistemi e infrastrutture internazionali, è appunto di recente tornato sotto gli occhi dei servizi di sicurezza globali: nella dichiarazione relativa alle sanzioni statunitensi emesse a maggio nei confronti di Blender.io, altro sistema di mixing del tutto simile a Tornado Cash, le autorità di Washington hanno accusato il sopracitato sistema di aver favoreggiato operazioni “malevole” portate avanti dal gruppo nordcoreano volte a finanziare il sistema missilistico e lo sviluppo di armi di distruzione di massa del proprio Paese.

Partendo da tali basi il passaggio dalla lotta al crimine informatico alla difesa della sicurezza nazionale è stato breve e, trattandosi ovviamente dei sistemi difensivi di Washington, le implicazioni globali si mostrano elevate e preoccupanti secondo l’opinione di diversi esperti del settore finanziario ma anche geopolitico. Si stima ad esempio che l’organizzazione conosciuta con il nome di “Circle”, la quale si occupa della “stablecoin” statunitense (il valore fisso di una criptovaluta rispetto a un’altra valuta, un altro asset o un’altra cripto) abbia congelato tutti i wallet personali collegati a Tornado Cash per un valore totale di 75000 dollari “cripto”. In Olanda, uno dei giovani sviluppatori di Tornado Cash è stato arrestato con l’accusa di aver favorito il riciclaggio di denaro coinvolto in azioni criminali e le autorità non hanno escluso la possibilità di portare avanti ulteriori arresti di simile connotazione. 

Tali azioni hanno acceso un feroce dibattito circa la possibilità da parte di forze governative di condannare singoli individui per reati commessi all’interno di un sistema di per sé totalmente legale, con alcuni osservatori che hanno denunciato una simile violazione del diritto alla privacy, verificatosi in diverse forme, a seguito dei fatti dell’11 settembre 2001.

Sebbene sia stato accertato come il sistema Tornado Cash abbia permesso a gruppi informatici nordcoreani di “dirottare” centinaia di milioni di dollari verso il recente potenziamento dei sistemi bellico-nucleari di Pyongyang, è stato fatto anche notare come i sistemi di mixingabbiano in diversi casi permesso l’invio di denaro a associazioni benefiche soggette a uno stretto controllo autoritario di tipo statale (tra le quali si può citare secondo alcuni fonti un gruppo russo che fornisce aiuti umanitari ai rifugiati ucraini sparsi per il mondo).

Sicurezza, privacy, finanza, internet, diritti umani. Da qualsiasi punto la si voglia analizzare, la “nicchia” delle criptovalute ha di nuovo portato alla luce tutte le criticità della nostra comunità globale e le implicazioni di queste all’interno di scontri di potere fra i principali attori mondiali sempre più allarmanti.

Laureata triennale in Lingue, Culture e Società dell'Asia e dell'Africa Mediterranea (LICSAAM) indirizzo "Cina" e magistrale in Relazioni Internazionali Comparate (RIC) indirizzo Asia Orientale all'università Ca'Foscari di Venezia. Membro di redazione dello IARI per la sezione Asia, con focus sui Paesi del gruppo ASEAN e Corea.

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