Russia e Scandinavia: a che punto sono i rapporti al netto delle tensioni 

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Fonte Immagine: https://www.worldpoliticsreview.com/what-finland-can-teach-the-west-about-countering-russia-s-hybrid-threats/

Lo stato di salute dei rapporti tra la Russia e i paesi scandinavi è piuttosto precario. Tra l’ingerenza della NATO e la pressione dovuta al conflitto in Ucraina, si parla di un dialogo ai minimi storici dai tempi della guerra fredda. Tuttavia, ci sono luoghi e tempi in cui, l’interazione tra i due fronti esiste e non sempre è violenta.

Che le relazioni tra la Russia e i propri vicini siano ai minimi termini è ormai un dato di fatto. Le interazioni si fanno sempre più aspre e, almeno dal punto di vista diplomatico, pare che ambo le parti siano intenzionate a tagliare i ponti in maniera definitiva. Un esempio lampante in merito è la recente decisione della Norvegia, che adotterà le nuove sanzioni aggiornate dell’Unione Europea ai danni della Russia. Il settimo pacchetto di sanzioni adottato dal Consiglio Europeo il 25 luglio, che prevede misure ancora più restrittive per Mosca, vedrà quindi anche la Norvegia agire di concerto agli altri partner europei.

Sostanzialmente Oslo non ha accettato per solo spirito di squadra nei confronti degli alleati, ma anche perché queste sanzioni faranno gioco ai norvegesi, i quali potranno utilizzare le sanzioni come ulteriore punto di pressione nei confronti del vicino russo. Il discorso infatti potrebbe avere dirette conseguenze riguardo la presenza della marina militare russa nei mari del nord, dato che le nuove sanzioni, a cui partecipa anche la Norvegia, mirano a ridurre la capacità della Russia di finanziare azioni di guerra, giudicate “illegali e barbariche”, come le ha definite il Ministro degli Esteri Anniken Huifeldt. 

Russia – Norvegia: tutto da rifare, o quasi.

La decisione norvegese appare conseguenziale. Dal 24 febbraio, le relazioni bilaterali e i progetti di cooperazione tra Oslo e Mosca sono andati gradualmente a finire. Non ci sono praticamente più contatti politici a livello locale e gli accordi di confine subiscono tutte le tensioni del periodo. Bloccati anche molti settori del commercio tra i due paesi, mentre una serie di progetti importanti decisamente ha visto momenti migliori.

La Norvegia infatti, pur adottando in blocco tutte le decisioni europee in materia di sanzioni, preferisce lasciarsi una porticina aperta per alcuni traffici di vitale importanza per l’economia: la pesca. Mentre le sanzioni europee prevedono divieti di attracco per i pescherecci russi, la Norvegia ha preferito non adottare questo specifico punto; pertanto i grandi pescherecci battenti bandiera russa potranno ancora fare scalo nei porti norvegesi.

L’eccezione in realtà è dovuta non solo a questioni economiche, ma anche ad un precedente accordo bilaterale tra Mosca e Oslo inerente le risorse ittiche nel Mare di Barents.  I due paesi infatti, data la vicinanza, condividevano progetti di pulizia e rimozione delle scorie nucleari, ma anche attività culturali e sociali, che oggi, seppur resistenti, sono a rischio. Questo è uno dei punti focali del rapporto tra i due paesi. Laddove si ferma la diplomazia e si interrompono i dialoghi, non è detto che cessino del tutto, anche le interazioni di altro tipo, come quelle relative alla cultura o alla tutela dei mari artici. 

Mare di Barents: il dialogo che resiste

Se le tensioni internazionali sembrano ergere l’Artico a potenziale polveriera, c’è una zona in particolare dove Russia e Norvegia intrattengono dei rapporti che sono decisamente diversi, ed è quella del Mare di Barents. Qui strutture come il Barents Press, i Barents Games e il Barents Pride, resistono nonostante le relazioni non più idilliache tra I due paesi.

In queste strutture, russi e norvegesi cooperano per fini diversi che poco hanno a che fare con le dinamiche interne dei due paesi. Per queste attività di cooperazione, giornalisti, operatori ma anche semplici artisti indipendenti hanno un grande bisogno di contatti transfrontalieri. C’è da dire poi, che l’intera struttura della cooperazione nei mari del nord è retta dal Segretariato di Barents, nato nel 1993 con l’obiettivo di promuovere l’interazione, ma soprattutto la distensione tra paesi occidentali e quelli dell’ex blocco sovietico.

All’interno del Segretariato si trovano anche Svezia e Finlandia, altri due attori indispensabili per la cooperazione nella zona. Esempi delle attività promosse dal Segretariato sono i giochi di Barents, delle gare sportive che favoriscono l’interazione tra russi e scandinavi e infine, anche gli scambi scolastici. 

Le New Entry NATO e il rapporto con Mosca

Svezia e Finlandia sono praticamente nuovi membri NATO. Ora attendono la ratifica delle loro domande da parte di 7 stati membri (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Grecia e Turchia), mentre gli altri 23 hanno già firmato.  Resta da capire come l’ingresso in NATO influenzerà l’agenda strategica di Svezia e Finlandia. A breve la Finlandia incontrerà anche la Norvegia per discutere del processo di adesione all’Alleanza e l’approvvigionamento militare.

Con tutte queste premesse e tenuto conto delle recenti esercitazioni militari nell’Artico, si potrebbe pensare che in effetti, anche Helsinki non ha intenzione di tenere stretto il legame con Mosca. In realtà non è del tutto così perché, stando alle dichiarazioni del premier Sauli Niinistö il rapporto con la vicina Russia è peggiore dei tempi della Guerra Fredda, ma le relazioni non possono interrompersi del tutto. Sono venuti meno i legami di fiducia ma non i canali di comunicazione praticamente. Questo, lo ribadisce il premier finlandese, il quale nonostante le tensioni si dimostra realista nelle prospettive che riguardano il suo paese e l’approccio da adottare con il vicino russo.

È chiaro che la Finlandia condanni la guerra, ma non si parla di odio. D’altronde il governo del paese ritiene di potersi difendere anche senza avversare il vicino russo. La Finlandia, insieme alla Svezia pone in esame tutte le questioni che potrebbero cambiare una volta entrate in NATO. Una di queste è proprio la cooperazione di cui sopra, un’attività che finora ha avuto come interlocutore anche la Russia. Su questo punto si apre un interrogativo enorme, dato che l’ingresso nell’Alleanza, potrebbe portare ad uno sconvolgimento tale, da indurre i due paesi a troncare ogni rapporto con Mosca, anche sul piano sociale e culturale. Non è da escludere che i progetti congiunti possano essere orientati diversamente, e stavolta in chiave occidentale, escludendo del tutto la Russia dai piani. 

Uno sguardo verso future relazioni

Da quanto emerge, pare chiaro che le ingerenze culturali e sociali, che spingono i paesi alla cooperazione, viaggiano su un binario parallelo rispetto alle dinamiche geopolitiche e strategiche. Pertanto appare imprescindibile la persistenza della comunicazione tra gli apparati scandinavi e quelli russi; i dialoghi continueranno, ma resta da capire come e in che termini. Lo stravolgimento delle relazioni che riguarderà in particolar modo Svezia e Finlandia quali new entry della NATO, difficilmente porterà ad una cesura definitiva dei contatti con Mosca.

È più probabile che la linea seguita sia anche quella più naturale, ossia quella attuata dalla Norvegia, la quale sceglie di allinearsi al fronte atlantico, ma non disdegna fare alcune eccezioni, specie nei punti in cui le restrizioni entrano in contrasto con quelli che sono gli interessi interni al paese stesso. 

Vive a Brusciano (NA) ed è ha una laurea Magistrale in Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali, incentrata sulla geopolitica del Mar Glaciale Artico. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, collabora da pubblicista con la rivista online, tra cui “Grande Campania”, e gestisce la rivista online “Impronte Sociali” nel ruolo di direttore editoriale. Contestualmente svolge l’attività di Content Manager & editor presso la casa editrice “Edizioni Melagrana”. Nell’ottobre 2019 entra a far parte dello IARI, mettendo a frutto quelle che sono le competenze acquisite durante gli studi universitari. Scrive di Affari Artici, approfondendo gli aspetti geopolitici e strategici dei territori interessati. Ha un diploma IFTS come Social Media Manager conseguito a maggio 2021, grazie al quale gestisce account social di alcune attività del territorio. Da sempre attivo in associazioni che mirano alla promozione socio-culturale e politica, è componente del Nucleo di Valutazione presso il Comune di Brusciano.

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