L’accentramento dei poteri di Scott Morrison

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Fonte Immagine: https://www.bbc.com/news/world-australia-57925798

Dopo la sconfitta elettorale di maggio, un nuovo scandalo travolge l’ex Primo ministro australiano Scott Morrison.

Il premier uscente Scott Morrison e la sua coalizione di centrodestra non sono riusciti a trovare la riconferma alle elezioni svoltesi a maggio. La sensazione è però che a influenzare maggiormente il risultato delle urne siano stati, più che i meriti di Anthony Albanese e dei laburisti, i demeriti di Morrison stesso, reo di aver portato avanti un’agenda politica dove temi come il clima e i diritti civili non avevano abbastanza rilevanza.

A complicare ancora di più il quadro è ora emerso che, negli ultimi due anni di governo, l’allora Primo ministro Morrison si incaricò in segreto come co-ministro di diversi ministeri, in alcuni casi all’insaputa degli effettivi titolari. Morrison si è difeso spiegando le sue ragioni con l’emergenza relativa alla pandemia, poiché qualora un ministro fosse risultato incapacitato a svolgere le sue funzioni, egli sarebbe potuto intervenire per garantire l’azione di governo. Effettivamente, Morrison fece uso di questi poteri in una sola occasione, in cui bloccò il rilascio di una licenza esplorativa a fini estrattivi come ministro delle risorse, di fatto esautorando il volere dell’allora ministro Keith Pitt.

L’attuale Primo ministro Anthony Albanese non ha perso occasione per sottolineare ulteriormente la mancanza di integrità politica del suo predecessore, aspetto che ha pesato molto presso l’elettorato delle grandi città. Per chiarire la faccenda è stata istituita una commissione d’inchiesta, la quale però, pur non rilevando nessuna illegalità nelle azioni di Morrison, ha sottolineato come queste siano quantomeno bizzarre, soprattutto per la segretezza con cui sono state portate avanti. Morrison ha poi detto di aver mantenuto tutto segreto per evitare risposte negative da parte dell’opinione pubblica in un momento così delicato come la crisi pandemica.

A dispetto di quanto possa sembrare, questo scandalo è solamente l’ultimo di una serie di eventi che evidenzia la problematicità della figura di Morrison durante il suo mandato. La portata dello scandalo è più simbolica che reale, non essendoci di fatto alcuna violazione della procedura legale. A essere danneggiata è però l’immagine delle istituzioni democratiche, verso le quali gli australiani nutrono ormai ben poca fiducia.

La mancanza di trasparenza danneggia ancora di più il nesso tra le istituzioni e la società, creando profondi rischi per il sistema. Oltre a ciò, il quadro di Morrison che emerge dalla situazione è difficilmente positivo, considerati anche i diversi scandali che hanno investito il suo governo: politiche energetiche, scandali sessuali in Parlamento, gestione degli incendi e delle alluvioni del 2019-2020.

In mezzo a tutto ciò, anche una lunga serie di passi falsi e di mancate opportunità che hanno portato a una lenta erosione dell’influenza politica australiana nel Pacifico e alla conseguente sottoscrizione del Patto di sicurezza tra le Isole Salomone e la Cina. Sottolineando ancora una volta che delle democrazie, una volta accantonati i propri principi cardine di trasparenza e responsabilità, rimangono solamente grandi vulnerabilità nazionali.

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

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