La nuova dottrina navale russa fa paura: Mosca è pronta a creare basi navali in India, Arabia Saudita, Iraq, Iran

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Per chi pensa che la guerra russo – ucraina stia facendo concentrare lo stato maggiore russo solamente su operazione di terra e di aria cade nell’errore strategico di non valutare la marina russa un asset fondamentale delle stesse forze armate.

Va specificato, innanzitutto, che il concetto di incrociatore della Marina russa è diverso da quello di altre potenze navali, come per esempio da quello degli Stati Uniti, incentrati sulla difesa e scorta delle portaerei. 

Gli Slava (oppure conosciuti come Progetto 1164 sono incrociatori missilistici di prima fabbricazione e ideazione sovietica), infatti, sono destinati principalmente all’atto delle portaerei nemiche. 

Questo influenza sia il design che la dotazione, composta da 16 missili supersonici anti-nave, originariamente di tipo P-500 Bazalt, poi aggiornati con i P-1000Vulkana lungo raggio. 

Con la guerra in Ucraina anche lo stato maggiore della marina russa ha deciso di applicare una nuova dottrina navale, che ha portato Mosca ad annunciare l’intenzione di creare nuove basi navali nel Mar Mediterraneo, nella regione Asia-Pacifico (TAEG), nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico.

Tanto che il 31 luglio 2022 il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto che ne da attuazione. La dottrina afferma che la rotta degli Stati Uniti per il dominio negli oceani è la principale sfida alla sicurezza nazionale della Federazione Russa. La dottrina definisce le zone di “interessi vitali” in cui i metodi militari possono essere utilizzati quando i metodi diplomatici non possono più essere utili. Queste zone “sono direttamente correlate allo sviluppo dello stato, alla protezione della sua sovranità, all’integrità territoriale e al rafforzamento della difesa e influenzano criticamente lo sviluppo socio-economico del paese”.

Questi includono le acque marine interne e il mare territoriale della Federazione Russa, la zona economica esclusiva del paese e la sua piattaforma continentale:

  • il bacino artico, compresa l’area idrica della rotta del Mare del Nord (NSR),
  • il mare di Okhotsk,
  • settore russo del Caspio.

Sulla base delle priorità artiche, la dottrina prevede l’espansione delle attività della Russia nelle seguenti aree:

  • sulle Svalbard,
  • terra di Francesco Giuseppe
  • Novaya Zemlya
  • Wrangel Island.

La nuova dottrina navale russa nomina i paesi di cooperazione navale prioritaria

La dottrina rileva la mancanza di un numero sufficiente di basi navali al di fuori della Federazione Russa, che è un rischio per la sicurezza della Russia e propone la creazione di punti di supporto logistico per la Marina russa:

  • nell’Asia Pacifico
  • in “un certo numero di paesi della regione mediterranea”,
  • nel Mar Rosso
  • nell’Oceano Indiano.

La Russia prevede inoltre di espandere la cooperazione con Iran, Iraq e Arabia Saudita e sviluppare la cooperazione navale con l’India. Tutti i paesi sopra menzionati, va specificato che ad oggi non hanno mai accusato la Federazione Russa in relazione all’operazione speciale in Ucraina. 


L’India è il principale partner della Russia

L’India è il paese più rilevante e utile per la cooperazione marittima e militare grazie alla sua appartenenza ai BRICS, alla SCO e agli interessi nell’Artico.

Dopo il 24 febbraio, l’India è diventata il principale partner geopolitico della Russia. I due paesi si sono avvicinati sia politicamente che economicamente. Secondo le statistiche indiane, il fatturato commerciale tra i due paesi è stato pari a 6,4 miliardi di dollari USA da gennaio ad aprile 2022. Questo è quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’India acquista idrocarburi russi sanzionati dai paesi occidentali e compra le imprese lasciate da società occidentali.

Alla fine del 2021, al vertice di Nuova Delhi, sono stati firmati accordi militari, anche sulla fornitura di sistemi S-400. Inoltre, Russia e India tengono esercitazioni militari congiunte.

Il principale accordo chiave di scambio reciproco di logistica (RELOS) è stato a lungo sviluppato e sarà firmato a breve. In conformità con questo documento, Russia e India possono utilizzare strutture logistiche e militari mentre si visitano reciprocamente i porti, le basi e le strutture militari.

L’India ha apertamente ha abbracciato la visione russa dello sviluppo del sistema di produzione dei materiali ed è interessata allo sviluppo nell’Artico.

Gli interessi dell’India nella regione artica sono cresciuti ultimamente, anche, in parte, per controbilanciare l’ambizione della Cina. 

Nel prossimo futuro, Nuova Delhi intende investire, in particolare, nell’esplorazione di petrolio, gas e altri minerali come le terre rare nel territorio artico russo. Inoltre, attualmente, l’India non ha né strutture portuali né basi navali nell’Artico, dove la Russia ha una presenza stabile e forte. Un accordo come RELOS consentirà alla Marina indiana di avere una maggiore copertura operativa in questa regione e la Russia sarà in grado di espandere la sua influenza nell’Oceano Indiano, una zona di interessi diretti degli Stati Uniti.

L’Iran non lascerà che la Russia perda contro l’Occidente

Durante il vertice Samarcanda SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) di settembre, l’Iran diventerà un nono membro a tutti gli effetti dell’associazione, in aggiunta Teheran ha fatto domanda di adesione anche ai BRICS. La visita di Vladimir Putin a Teheran a luglio ha mostrato che le relazioni della Russia con la repubblica islamica stanno raggiungendo un nuovo livello strategico.

Teheran non può permettere che la Russia perda la guerra in Ucraina con l’Occidente, questo conflitto per l’Iran è una proxy war a fianco di Mosca; motivo per cui Teheran continuerà ad aumentare la cooperazione militare e progetti di ricerca bellici con la Federazione Russa. Non è escluso che Teheran fornirà anche i suoi porti nel Golfo Persico per punti di supporto logistico.

Iraq grato alla Russia per aver condannato l’intervento degli Stati Uniti del 2003

L’Iraq sta attraversando un’altra crisi politica ora, ma in generale ampi strati dell’opinione pubblica e quasi tutta la totalità dei partiti che compongono la scena politica del paese hanno un atteggiamento nei confronti di Mosca che varia dal neutrale al filo-russo.

Va ricordato che solamente nel 2017, l’Iraq ha ordinato carri armati russi per un valore di 1 miliardo di dollari, dotazione che si aggiunge ad altre numerosi veicoli blindati di fabbricazione russa comprati nelle prime due decadi del 2000. Inoltre, nel maggio 2019, l’Iraq ha annunciato la decisione di acquistare sistemi di difesa aerea russi S-400.

L’Iraq risulta un alleato strategico da un punto di vista marittimo per la Russia e per la nuova dottrina navale in quanto il Paese garantirebbe a Mosca l’accesso al Golfo Persico. Sebbene la costa sia molto breve, il Golfo è collegato dallo Stretto di Hormuz con:

  • il Golfo di Oman,
  • il Mar Arabico,
  • l’Oceano Indiano.

Lavrov tuona sulle opportunità sulle basi navali nel Mar Rosso

Non da ultimo va menzionato il possibile negoziato che vedrebbe Mosca avere una base navale anche in Sudan. Le autorità sudanesi non hanno ancora deciso se ratificare o meno l’accordo. Mosca vorrebbe ricevere il permesso dal Sudan di tenere stabilmente fino a quattro navi da guerra nel Mar Rosso. In cambio, la Russia fornirebbe al Sudan attrezzature militari e altra assistenza governativa.

Nel suo ultimo tour africano, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha visitato i paesi che accedono al Mar Rosso: Egitto ed Etiopia. Anche l’Eritrea, che vota sempre contro le risoluzioni anti-russe all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, si trova in quella regione definita da Mosca di fondamentale importanza.

Le basi della sfida all’unipolarismo sono state gettate con l’inizio della guerra in Ucraina, adesso bisogna solo capire se il mondo si adeguerà e accetterà l’idea di nuove e differenti zone di influenza o si persisterà ad oltranza nella lotta ad ogni forma di contrasto di visioni alternative rispetto alla guida globale che l’occidente vuole tenere saldamente nelle proprie mani.

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