La NATO sfoggia l’assetto con i nuovi partner nell’Artico ma la Russia non sta a guardare

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Fonte Immagine: https://www.analisidifesa.it/2021/12/la-finlandia-annuncia-la-scelta-dellf-35a/

Aerei scandinavi si esercitano con quelli americani: ecco come la NATO schiererà le forze nell’Artico in caso di attacco. Mosca non ci sta e replica con esercitazioni nel Mare di Barents.

L’Artico continua ad essere una zona calda per quel che riguarda le tensioni tra Russia e NATO. Qui, dove il Mare di Barents funge un po’ da zona di confine, le esercitazioni militari assumono un significato diverso e l’atmosfera si fa più pesante. Nei giorni scorsi infatti, alcuni aerei da combattimento scandinavi si sono congiunti con i bombardieri americani B-52, in una esercitazione militare nei cieli del Circolo Polare Artico.

Una semplice esercitazione militare? Sicuramente, ma di semplice c’è poco o nulla visti gli ultimi risvolti e l’entrata di Svezia e Finlandia in NATO. La Russia infatti, non è stata a guardare ed ha reagito con un’esercitazione di ampio raggio, che ha coinvolto l’aviazione e la marina militare. Luogo dell’esercitazione è stato proprio il Mare di Barents, nelle immediate vicinanze del confine con la Norvegia. Mosca ha preferito mostrare i muscoli preventivamente, ma cosa dovrà aspettarsi?

I velivoli si sono incontrati in volo sui cieli della Norvegia. I B-52 partivano dalla base di Minot, in North Dakota, mentre i caccia svedesi e quelli norvegesi, partivano dal nord della Norvegia, nei pressi di Andøya. Si trattava di due Jas Gripen e di due F-35, una tecnologia di tutto rispetto per queste esercitazioni.

Quando i velivoli si sono incontrati, hanno dato vita alla vera e propria esercitazione, mentre da terra, le attività venivano svolte in contemporanea con l’esercito norvegese. Le operazioni hanno quindi riguardato attività di sorvolo dei territori artici e dei mari circostanti, con l’avvicinamento pericoloso alle zone di maggior interesse strategico, ma anche attività di terra, svoltesi al poligono di Setermoen a est di Tromsø.

Le esercitazioni NATO, possono lasciar spazio a molteplici interpretazioni, ma il messaggio appare lampante: la NATO vuole mostrare alla Russia, come si svolgeranno le esercitazioni militari nell’Artico, da qui al prossimo futuro, ora che ci sono due nuovi partner scandinavi. Un nuovo assetto militare che sembra destinato a non avere precedenti: mai prima d’ora, i caccia svedesi e quelli norvegesi avevano viaggiato in perfetta sintonia con i B-52, i grandi bombardieri statunitensi.

Con Svezia e Finlandia in NATO si potrebbe già parlare di una “roccaforte artica”, dato che i due paesi, assieme alla Norvegia, cooperano da anni nel settore della difesa, specie delle aree a nord. Ora che i mezzi militari scandinavi saranno affiancati a quelli statunitensi, il rafforzamento delle strategie di difesa appare più marcato di prima. Nel frattempo Norvegia, Svezia e Finlandia, stanno implementando le proprie flotte, con la messa a punto di nuovi velivoli.

La Norvegia avrà presto nuovi F-16, mentre la Finlandia ha chiesto 64 nuovi F-35, da sistemare a Rovaniemi in Lapponia. Presi complessivamente, i tre paesi hanno circa 250 jet da combattimento, frutto di un decennio circa di impegno profuso nella crescita militare. Il numero considerevole di velivoli a disposizione ha fatto anche sollevare l’ipotesi di costituire un centro operativo aereo congiunto, con cui coordinare e pianificare le operazioni militari. 

E la Russia? La potenza della sua flotta non è al momento in discussione. Che si tratti di coincidenza o meno, l’esercitazione russa ha avuto luogo in concomitanza con quella della NATO, e la cosa fa sorgere delle perplessità. In realtà l’esercitazione si è chiusa il 19 agosto, tenendo quindi, per alcuni giorni, la zona del Mare di Barents sotto scacco. Infatti, durante il periodo delle esercitazioni, un’area di circa 10.000 km² è stata interdetta al traffico marittimo e areo civile.

La Russia è scesa in campo con oltre 10 navi da guerra e alcuni sottomarini, nonché con l’aviazione e le varie unità di difesa delle aree costiere. L’addestramento è volto a respingere eventuali attacchi alla Russia, che potrebbero provenire dal fiordo di Varanger, sulla penisola di Kola o lungo gli arcipelaghi di Franz Josef Land e Nova Zemlya. Per il momento si tratta di una messa in mostra di muscoli, ma le ultime esercitazioni rendono ancora più chiaro il fatto che, in caso di scontro, nessuna delle due forze mollerebbe la presa. 

Vive a Brusciano (NA) ed è ha una laurea Magistrale in Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali, incentrata sulla geopolitica del Mar Glaciale Artico. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, collabora da pubblicista con la rivista online, tra cui “Grande Campania”, e gestisce la rivista online “Impronte Sociali” nel ruolo di direttore editoriale. Contestualmente svolge l’attività di Content Manager & editor presso la casa editrice “Edizioni Melagrana”. Nell’ottobre 2019 entra a far parte dello IARI, mettendo a frutto quelle che sono le competenze acquisite durante gli studi universitari. Scrive di Affari Artici, approfondendo gli aspetti geopolitici e strategici dei territori interessati. Ha un diploma IFTS come Social Media Manager conseguito a maggio 2021, grazie al quale gestisce account social di alcune attività del territorio. Da sempre attivo in associazioni che mirano alla promozione socio-culturale e politica, è componente del Nucleo di Valutazione presso il Comune di Brusciano.

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