Genesi dell’Alleanza Atlantica

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I Paesi Europei dopo la Seconda Guerra Mondiale avevano la necessità di ricostruire le proprie società ed economie. Questa ricostruzione fu possibile grazie all’aiuto statunitense: il Piano Marshall, varato nel 1947 sotto la presidenza statunitense Truman. Già dagli anni precedenti l’obbiettivo degli Stati Uniti congiuntamente al Regno Unito era quello di opporsi al regime nazista e liberare così dal suo giogo tutta l’Europa. Da questo obbiettivo comune i due Paesi posero le basi per la costruzione di un nuovo ordine internazionale fondato sul rispetto reciproco tra le nazioni. 

I rispettivi leader del tempo per gli Stati Uniti, Franklin Delano Roosevelt e, per il Regno Unito, il Primo ministro Wiston Churchill, firmarono la Carta Atlantica il 14 Agosto 1941. 

Nella Carta Atlantica, Stati Uniti e Regno Unito decisero che entrambi i Paesi si sarebbero impegnati a:

  1. Non compiere nessun ingrandimento territoriale;
  2. Nessun mutamento territoriale senza il consenso dei popoli interessati;
  3. Libera scelta di governo;
  4. Libero accesso alle materie prime;
  5. Collaborazione nel processo economico e sociale;
  6. Dopo il nazismo, assicurare la pace e la sicurezza internazionale; 
  7.  Libertà dei mari; 
  8.  Riduzione degli armamenti. 

Questi principi sanciti nella Carta Atlantica posero le basi per un futuro assetto internazionale non solo dal punto di vista economico ma anche da un punto di vista militare.

Intanto con il Piano Marshall che aveva lo scopo di ricostruire l’Europa, dilaniata dalla guerra era da ricomprendersi in generale in quella che gli studiosi chiamano dottrina Truman del contenimento, del 1947; ossia si pose l’obbiettivo di contenere l’avanzata del comunismo che imperversava oramai nell’est Europa. 

Proprio in quell’anno, il presidente Truman con la propria dottrina aveva richiamato l’attenzione del Paese e degli alleati, che Paesi come la Grecia e la Turchia rischiavano di cedere all’influenza dell’Unione Sovietica. Questo episodio, così come la crisi nell’anno successivo, nel marzo 1948, riguardo la questione della Germania non fece altro che incrinare le relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

In Europa si iniziava a dialogare tra i Paesi di una possibile alleanza difensiva e militare sotto gli auspici degli Stati Uniti che porterà alla firma del Patto di Bruxelles, nel marzo 1948. In realtà un Patto di mutua difesa esisteva già con il Patto di Dunkerque del 1947, alleanza in funzione antitedesca. 

Fin da subito però si notò che la Germania era stata sconfitta e questo Patto difensivo e di sicurezza doveva ricomprendere la stessa Germania. 

Fu chiaro, fin dalla dottrina Truman, che il nuovo Patto difensivo doveva mirare a contenere l’influenza dell’Unione Sovietica nell’Est Europa. Iniziarono così i colloqui tra sette Paesi (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia e i Paesi del Benelux) tenutasi a Washington per stipulare il nuovo Patto difensivo. Il Patto di Bruxelles che comprendeva i Paesi del Benelux, Francia e Regno Unito, si poneva l’obbiettivo di estenderlo anche ai Paesi europei che si affacciavano nell’Oceano Atlantico. Dopo lunghi negoziati si arrivò alla firma del Patto Atlantico il 4 Aprile del 1949 alla quale aderirono Paesi che si affacciano nell’Atlantico come Islanda, Norvegia, Danimarca e Portogallo.

Dopo lunghe discussioni fu ammessa anche l’Italia, pur essendo un Paese che non si affaccia nell’Oceano Atlantico ma il suo ingresso fu fortemente voluto dalla Francia per interessi di sicurezza nazionale. L’Italia, da Paese sconfitto nella Seconda Guerra Mondiale diventa un attore importante della sponda Sud del Patto Atlantico. 

Il  Patto Atlantico si differenzia dal Patto di Bruxelles soprattutto nell’articolo 5; infatti  in quello di Bruxelles le Parti convengono che se un Paese fosse stato attaccato da un Paese terzo, i suoi alleati sarebbero intervenuti  in suo soccorso invece nell’articolo 5 del Patto Atlantico viene disposto che se un Paese terzo attacchi uno Stato membro del Patto Atlantico sarà considerato come un attacco verso tutti i membri dell’alleanza perciò gli alleati del Paese attaccato verranno in suo soccorso anche con l’uso della forza. 

Una prima sfida che i Paesi dell’Alleanza dovevano attraversare riguardava il fatto di dare attuazione all’idea esposta dal Presidente statunitense Truman, il 12 marzo 1947, il quale auspicava il fornire ingenti aiuti economici alla Grecia e alla Turchia, due nazioni che in quel periodo necessitavano di ingenti aiuti economici. Paesi che secondo Truman stesso non dovevano essere abbondonati in quanto in caso contrario sarebbero stati influenzati dall’ideologia comunista dell’Unione Sovietica.

Così i 12 Paesi dell’Alleanza discussero dell’eventualità di far entrare nel Patto la Grecia e la Turchia completando così la sicurezza sud dell’Alleanza Atlantica. Si poteva dire completa l’Alleanza del Nord Atlantico.. Altro aspetto da tenere in considerazione riguardava la possibilità di far entrare la Germania controllata dal comando occidentale (la Repubblica Federale tedesca); dopo lunghe trattative la Repubblica Federale entra nell’Alleanza Atlantica il 14 maggio 1955 poteva così far parte dell’alleanza militare sotto il controllo degli altri Paesi della stessa. 

In quello stesso periodo nei due blocchi stavano avvenendo importanti cambiamenti: da una parte negli Stati Uniti si insediò a gennaio del 1953 Eisenhower che nel corso della sua presidenza definirà meglio e in modo più assertivo il contenimento verso l’Unione Sovietica. Intanto l’Unione sovietica e in tutto il suo blocco dovette affrontare un evento non di poco conto: la morte di Stalin avvenuta nel marzo 1953. Si aprì nell’Unione Sovietica un momento di crisi di leadership: l’élite del Paese discutevano con toni aspri per chi dovesse essere il successore di Stalin.

Alla fine dopo lunghe discussioni venne scelto come successore Kruscev. Quest’ultimo in occasione del XX congresso del PCUS nel 1956, fece un importante discorso nel quale denunciò la politica di Stalin e il suo “culto della personalità” definendola come “estranea allo spirito del marxismo e leninismo” ed anche i crimini che fece durante la propria leadership. 

Le reazioni internazionali al discorso del nuovo Segretario del Partito furono molto diverse nei toni. Molte delle Repubbliche Socialiste Sovietiche si divisero in chi stava ancora dalla parte di Stalin e chi accoglieva il discorso di Krusciov. Da questo momento si può evidenziare in qualche modo che all’interno delle Repubbliche socialiste sovietica, in particolare in Ungheria e poi, in Repubblica Ceca, iniziarono dei movimenti di protesta contro i rispettivi Partiti comunisti che guidavano quei Paesi, proteste che scoppiarono rispettivamente nel 1956 e nel 1968 che furono brutalmente fermate nel sangue dal Partito comunista Sovietico. 

Intanto l’amministrazione Eisenhower non si fece ammorbidire dalla nuova leadership sovietica ma continuò con la sua linea di fermezza del contenimento della stessa Urss.  Nel blocco occidentale e nella stessa Alleanza Atlantica con il contesto che si andava creando, nel 1956 scoppia la crisi del Canale di Suez, i rapporti tra i Paesi si deteriorarono. 

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