L’Ue approva il piano per la riduzione dei consumi di gas

4 mins read
Fonte Immagine: https://twitter.com/EU_Commission/status/1549711165990866944

Mentre gli Stati membri si impegnano a ridurre volontariamente del 15% la domanda di gas, la Corte dei conti europea avverte che il RePowerEU rischia di non riuscire a produrre gli effetti sperati. 

La guerra in Ucraina non sembra dirigersi verso alcuna tregua e il timore che la Russia possa bloccare parzialmente o completamente le forniture energetiche per accelerare il corso degli eventi pone l’Ue dinanzi alla necessità di pensare ad una strategia che consenta di prepararsi all’inverno in modo da essere in grado di affrontare anche lo scenario peggiore. Il Consiglio Affari Energia, dunque, il 26 luglio ha approvato il regolamentoper la riduzione del 15% della domanda di gas.

L’accordo politico raggiunto dai ministri dell’Energia prevede che gli Stati membri dell’Ue riducano volontariamente la domanda di gas del 15% rispetto al livello medio dei consumi degli ultimi cinque anni. Tuttavia, nel caso in cui venisse attivato uno “stato di allarme dell’Unione” per la sicurezza dell’approvvigionamento, deciso dal Consiglio su proposta della Commissione, il taglio dei consumi di gas diventerebbe obbligatorio. Questo meccanismo permetterebbe di realizzare i risparmi energetici necessari a prevenire eventuali interruzioni delle forniture di gasdalla Russia. 

Sono previste, però, alcune deroghe alla riduzione dei consumi di gas del 15%, che potranno essere concesse agli Stati membri previa valutazione della Commissione europea. Ad esempio, potranno godere di un’esenzione gli Stati membri che non hanno un collegamento con le reti del gas degli altri Stati membri e che, per questo motivo, non potrebbero trasferire risorse a beneficio di questi ultimi, oltre che gli Stati membri che dimostrano di utilizzare al massimo delle capacità le infrastrutture per il trasporto di GNL. Infine, potranno chiedere una deroga anche gli Stati che superano gli obiettivi di stoccaggio nei depositi di gas e quelli che utilizzano il gas come materia prima nelle industrie critiche o che nell’ultimo anno hanno registrato un aumento del consumo di gas almeno dell’8% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. 

Il regolamento, a cui si è opposta unicamente l’Ungheria, è stato concepito come una misura straordinaria e dalla durata limitata, in quanto la riduzione della domanda di gas verrà attuata tra il 1° agosto 2022 e il 31 marzo 2023, con la possibilità di una proroga a seguito di una verifica da parte della Commissione europea entro maggio 2023. Si tratta di una misura volta a garantire forniture di gas sicure e a scongiurare i contraccolpi di eventuali interruzioni dell’approvvigionamento, sulla scorta di altre iniziative quali la creazione di una piattaforma per gli acquisti comuni di energia e il RePowerEU.

Tuttavia, facendo riferimento al RePowerEU, proprio il 26 luglio è stato pubblicato un parere della Corte dei conti europea da cui emerge che il piano rischierebbe di non rivelarsi all’altezza delle aspettative. Nel comunicato stampa, infatti, si legge: “REPowerEU, il piano dell’UE per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi, diversificare l’approvvigionamento energetico a livello dell’UE e accelerare la transizione verde, potrebbe dover affrontare notevoli difficoltà pratiche”.

Si tratta di un monito importante, che ricorda che queste misure potrebbero non riuscire a produrre gli effetti sperati, soprattutto nel caso in cui la copertura finanziaria non fosse sufficiente per gli investimenti necessari a dare attuazione ai progetti strategici che consentirebbero all’Ue di raggiungere una maggiore indipendenza energetica. La strada verso l’indipendenza energetica è ancora lunga e i prossimi mesi saranno decisivi per l’Ue. 

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Studi internazionali presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi sulle relazioni esterne dell'UE. Iscritta all’Albo dei giornalisti pubblicisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, occupandosi di Politica ed Esteri. In seguito, ha intrapreso il percorso professionale da consulente.
Per lo IARI è caporedattrice della Redazione Europa. In particolare, si occupa di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. È profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, mai isolati e sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI, analizzando temi di respiro europeo e internazionale, le permette di coniugare i suoi più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

Latest from EUROPA