Vietnam-Russia: continuità nonostante i rischi

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Fonte Immagine: https://vietnamdaily.org/vietnam-listed-among-russias-most-trustworthy-partner-in-asia-pacific-sergey-lavrov.html

I due stati mantengono la cooperazione strategica ma Hanoi potrebbe uscirne danneggiata.

L’invasione russa dell’Ucraina ha trascinato molti stati in una difficile posizione: mantenere il rapporto economico e militare con Mosca o appoggiare le sanzioni occidentali? Uno di questi paesi è il Vietnam. 

Hanoi cerca da decenni di mantenere una posizione equidistante tra le grandi potenze, seguendo la politica dei “4 no”: no ad alleanze militari, no a basi militari di potenze straniere, no a schieramenti contro stati terzi, no all’uso o alla minaccia dell’uso della forza nelle relazioni internazionali. Nonostante ciò, la cooperazione tra Vietnam e Russia è di primissimo livello per i due paesi. Non a caso, Il Ministro degli Esteri russo Lavrov ha visitato Hanoi la prima settimana di luglio per riaffermare il partenariato strategico tra i due paesi. Tuttavia, l’invasione russa e la precaria posizione di Mosca sullo scacchiere internazionale potrebbero minare la posizione vietnamita nell’Asia-Pacifico e danneggiare gli interessi strategici del paese sudest-asiatico.

Un rapporto solido e duraturo

La relazione tra Mosca e Hanoi risale all’appoggio sovietico alle guerre di indipendenza vietnamite e alle turbolente relazioni che entrambe hanno avuto a partire dalla fine degli Anni ’60 con la Repubblica Popolare Cinese. Da allora il Vietnam e la Russia sono partner strategici, soprattutto nella cooperazione militare. Mosca, infatti, è il primo fornitore di armi del Vietnam e mantiene un accesso privilegiato al porto di Cam Ranh Bay. Gli scambi commerciali, seppur non esorbitanti, con un valore che ha superato di poco i $7 miliardi l’anno scorso, sono in crescita. La cooperazione energetica, inoltre, è di primaria importanza con molte imprese russe che operano sulla costa vietnamita, fornendo un cuscinetto contro la crescente assertività cinese nel Mar Cinese Meridionale.

Non è quindi una sorpresa che, dall’inizio della guerra in Ucraina, il Vietnam ha ripetutamente rifiutato di condannare l’aggressione russa, sottolineando che non vuole prendere posizione nel conflitto. Inoltre, il Vietnam si è astenuto o ha votato contro ogni risoluzione ONU che condannava o criticava la Russia. Incluso il voto di espulsione della Russia dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. 

Le prime fratture

I punti di contrasto però non mancano. Le posizioni russe sulle dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale e sul fiume Mekong hanno irritato non poco Hanoi. Il Vietnam è da anni in prima fila per far rispettare la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) nel tentativo di fermare l’aggressività cinese nel Mar Cinese Meridionale. Mosca, invece, non riconosce la sentenza della Corte Permanente di Arbitrato del 2016 che trova infondate le azioni provocatorie cinesi. A questo proposito, l’approccio di Hanoi volto a non condannare l’aggressione russa contro Kiev non solo va contro uno dei suoi “no” in politica estera, cioè la proibizione dell’uso della forza, ma contraddice l’insistenza del Vietnam sull’importanza del diritto internazionale per quanto riguarda le proprie contese territoriali, aprendo a precedenti pericolosi contro gli interessi vietnamiti. Inoltre, gli investimenti russi sulle dighe idroelettriche sul fiume Mekong irritano Hanoi che è preoccupata per i danni ambientali che esse possono causare alla foce del Mekong. 

Inoltre, l’isolamento russo dall’Occidente e la dipendenza vietnamita dalla cooperazione militare russa potrebbero causare ad Hanoi molte difficoltà. Il supporto diplomatico russo è importante per il Vietnam, soprattutto nelle organizzazioni internazionali. Supporto che oggi è più difficile da gestire e che comunque nuocerebbe alla reputazione internazionale vietnamita. Le forniture militari russe, poi, non solo sono “problematiche” per l’immagine di Hanoi ma è prevedibile che possano calare in numero e qualità nel prossimo futuro in quanto le energie dell’industria militare russa saranno rivolte all’Ucraina. Nonostante ciò, la storica compravendita di armi russe sarebbe quasi impossibile da interrompere nel breve termine e l’economicità delle armi di Mosca non è facilmente rimpiazzabile. 

I rapporti tra Russia e Cina possono costituire il principale punto di rottura. Se la Russia, il principale alleato vietnamita per bilanciare la potenza cinese, dovesse diventare ancora più dipendente da Pechino commercialmente e tecnologicamente, Hanoi si ritroverebbe senza una delle sue principale risorse per arginare l’influenza cinese. In tal caso, sotto pressioni cinesi, Mosca potrebbe anche ridurre le vendite di armi e la cooperazione energetica, inducendo così il Vietnam ad aumentare la cooperazione militare con gli Stati Uniti. 

L’asse Mosca-Vietnam continuerà

Servirà tuttavia qualcosa di più deleterio per gli interessi strategici vietnamiti, soprattutto nell’Asia-Pacifico, per interrompere la cooperazione strategica con Mosca. La cooperazione energetica e militare, insieme all’affinità ideologica – entrambi i paesi, infatti, sono regimi autoritari – saranno difficili da minare dato che sono convenienti per entrambe le parti. 

Come avevamo scritto non troppo tempo fa, il Vietnam cercherà comunque di assumere una posizione intermedia tra Washington, Pechino e Mosca nel tentativo di non irritare nessuno e di trovare un equilibrio multipolare nelle proprie relazioni internazionali. Lo scopo finale è preservare relazioni politico-economiche da usare poi in chiave anticinese. Dall’altro lato, gli Stati Uniti non sembrano voler sottolineare la postura vietnamita sul conflitto in Ucraina o i rapporti con la Russia. Il Vietnam viene infatti considerato a Washington un potenziale alleato strategico nel contenimento della Repubblica Popolare e irritarlo potrebbe comportare ripercussioni sulla politica di Biden nel Pacifico.

È importante ricordare però che l’appeal di Mosca quale partner strategico può cambiare velocemente. Fondamentali, in questo senso, saranno la forza diplomatica russa nei prossimi mesi e la vicinanza tra Mosca e Pechino nell’Asia-Pacifico. Nel caso in cui Mosca dovesse assumere posizioni contrarie agli obiettivi vietnamiti nella regione, il Vietnam sarà pronto a riposizionarsi per proteggere i propri interessi nazionali. 

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