LA NUOVA GUERRA FREDDA STA RAGGIUNGENDO IL PUNTO DI NON RITORNO?

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Fonte Immagine: analisidifesa.it. https://www.analisidifesa.it/2021/03/lamministrazione-biden-alla-prova-con-russia-e-cina/

Meeting della NATO di Madrid, G20 e dichiarazioni delle Superpotenze. Tutti elementi che indicano un punto di non ritorno della Nuova Guerra Fredda?

I rapporti tra Cina, Russia e Stati Uniti/NATO (North Atlantic Treaty Organization) sono, al momento, molto influenzati dagli eventi accaduti recentemente. Essi stanno dando chiare indicazioni di come le Superpotenze si concepiscono e di come potrebbero agire nei confronti reciproci. 

Il Meeting della NATO di Madrid, tenuto il 18 giugno 2022, è molto emblematico per il “blocco occidentale” poiché è stato delineato il nuovo Strategic Concept dell’Alleanza, cioè le linee guida da seguire per i prossimi dieci anni. Oltre ad indicare la stessa NATO come un soggetto globale, questo documento concepisce come principali minacce i leader e gli Stati autoritari. Quest’ultimi sfidano i valori, gli interessi e lo stile democratico dei membri dell’Alleanza Atlantica in quanto non sono trasparenti, non rispettano le norme e gli impegni internazionali e utilizzano la guerra ibrida (es. interferenza con i processi democratici e attività dannose nel cyberspazio). 

Seguendo tali principi, il nuovo “Strategic Concept” indica la Russia come la minaccia più significativa, mentre la Cina come una “concorrente sistematica”

La prima, a detta della NATO, ambisce ad ottenere sfere d’influenza attraverso la sovversione, la coercizione, l’aggressione e l’annessione. Inoltre, l’Occidente ha ribadito il suo supporto al Governo di Kiev, prediligendo una sua vittoria sul campo di battaglia, e concepisce la Russia come l’aggressore che ha distrutto la pace ponendo, allo stesso tempo, a rischio la sicurezza euro-atlantica.  

Invece la Cina rappresenta agli occhi della NATO una seria sfida poiché il Governo di Pechino, applicando “metodi ibridi”, ambisce ad allargare la sua impronta globale, controllare i settori industriali, tecnologici, delle infrastrutture critiche, dei materiali strategici e delle catene d’approvvigionamento. 

Inoltre, il suddetto documento esprime chiaramente le preoccupazioni occidentali di una possibile “alleanza” tra la Russia e la Cina per sovvertire l’ordine internazionale. 

La NATO, sempre nello “Strategic Concept”, indica le azioni da intraprendere in risposta a queste minacce. Prima di tutto si presenta la necessità di incrementare il livello di deterrenza, inclusa quella nucleare. Tuttavia ciò non rappresenta la volontà dell’Alleanza di uno scontro militare diretto e dell’abbandono del Trattato riguardante la non proliferazione delle armi nucleari. Poi si presenta la necessità di creare una rete di relazioni e di collaborazioni con partner dell’Unione Europea, del Nord Africa e dell’Indo-Pacifico.

Infine, per “arginare” la minaccia russa in Europa è stato deciso di incrementare la presenza militare della NATO a 300.000 soldati, con il posizionamento di equipaggiamenti pesanti lungo i confini orientali europei e con un piano per rendere celere lo spostamento delle truppe.

In risposta allo “Strategic Concept” della NATO, la Cina ha espresso la considerazione secondo cui tale documento è la prova eloquente della “mentalità da Guerra Fredda” dell’Occidente. Infatti il Governo di Pechino concepisce l’Alleanza Atlantica come un “retaggio del passato” e strumento degli Stati Uniti per raggiungere tutti i suoi scopi. A detta della Cina, ulteriori prove di tale pensiero sarebbero rappresentate dai seguenti elementi: l’espansionismo della NATO dopo la caduta del Muro di Berlino; la sua continua ricerca di confronti tra “blocchi”; l’alimentazione dell’ideologia della “minaccia cinese”; l’esecuzione di esercitazioni militari navali a ridosso delle acque territoriali della Cina. A più riprese il Governo di Pechino ha invitato la NATO ad abbandonare questo tipo d’approccio, poiché l’unico risultato sarebbe quello di alimentare le tensioni e di crearsi nuovi nemici

Durante il summit dei BRICS (meeting delle cinque maggiori economie emergenti: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), il Governo di Pechino, oltre a ribadire i concetti sopra citati, ha sostanzialmente espresso la sua volontà di controbilanciare l’azione occidentale di riunirsi in “piccole cricche” (come il G7) con un sistema di governance globale più equo e non di dominio esclusivo statunitense. Inoltre la Cina si identificherebbe come il “garante” e il “collante” dei Paesi emergenti.

Il Summit dei BRICS ha dato la possibilità alla Cina di stringere/saldare le relazioni politiche, soprattutto con la Russia. Esse sono state maggiormente approfondite al G20 dei Ministri degli Esteri a Bali in cui entrambe le Parti hanno sottolineato la necessità di implementare la cooperazione strategica e quella in politica estera, poiché condividono posizione unificate riguardanti la maggior parte delle questioni

Sempre al G20 di Bali, il Segretario di Stato americano Anthony Blinken e il Ministro degli Esteri cinese Wang-Yi hanno dialogato arrivando a concordare sui seguenti punti: necessità di migliorare le relazioni bilaterali; impegnarsi per gestire responsabilmente la competizione reciproca; collaborare sulle questioni riguardanti i cambiamenti climatici; ridurre le possibili incomprensioni reciproche. 

Inoltre, il Presidente statunitense Joe Biden sarebbe pure intenzionato ad eliminare una serie di dazi riguardanti specifici merci cinesi. Viene anche ipotizzato un possibile futuro colloquio telefonico tra il Presidente degli Stati Uniti e quello cinese Xi-Jinping

Nonostante che il colloquio tra Blinken e Wang-Yi sia stato descritto dalle Parti come “sostanziale e costruttivo”, esistono “punti d’attrito” tra gli Stati Uniti/NATO e la Cina

Il primo riguarda la questione della guerra in Ucraina. Nel luglio 2022 lo stesso Blinken ha esortato la Cina a condannare formalmente l’attacco russo e di abbandonare, così, la sua posizione a riguardo considerata “ambigua”. Infatti, da un lato il Governo di Pechino sostiene l’illegalità delle sanzioni occidentali ai danni della Russia e comprende le ragioni del Cremlino in questo conflitto. Dall’altro, invece, si era proposta di fare da mediatrice tra le Parti e non sta sostenendo militarmente ed economicamente la Russia, come è stato confermato dall’Intelligence statunitense.

Il secondo punto è la questione di Taiwan. La Cina, a più riprese, ha riferito agli Stati Uniti di non sfidare la sovranità cinese e di non ostacolare la sua riunificazione pacifica con l’isola in questione. Successivamente al G20, la Cina ha intimato gli Stati Uniti di smettere di vendere armi a Taiwan, ricevendo dagli stessi statunitensi la risposta secondo cui non è loro intenzione modificare lo status quo tra questi due Paesi asiatici. Tuttavia gli Stati Uniti rimangono ambigui sulla questione: sostengono da un lato i taiwanesi, mentre dall’altro riconoscono la “politica di una Sola Cina”.

Infine, le dichiarazioni del Direttore della CIA (Central Intelligence Agency) Bill Burns potrebbero ulteriormente alimentare le tensioni riguardanti Taiwan, in quanto sostiene con certezza che la Cina invaderà l’isola in questione. Solo il “quando” rimarrebbe sconosciuto

Se da un lato c’è il tentativo di riaprire un dialogo tra gli Stati Uniti e la Cina, non si può dire che stia avvenendo la stessa cosa tra l’Occidente e la Russia. Cosa rimarcata dal mancato colloquio al G20 tra il Segretario di Stato americano Anthony Blinken e il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov

I nodi cruciali rimangono il conflitto in Ucraina e le sanzioni economiche imposte dall’Occidente al Cremlino. Infatti, riferendosi alle azioni della NATO degli ultimi mesi, il Presidente della Russia Vladimir Putin ha affermato che lo stesso “blocco occidentale” provi pure a sconfiggere l’esercito russo sul campo, ammesso che ne sia in grado. Inoltre ha voluto rimarcare la determinazione del Cremlino nel raggiungimento di tutti i suoi obiettivi militari

Recentemente, come ha riportato Lavrov, sembrerebbe pressoché impossibile una soluzione negoziata del conflitto ucraino, in quanto le Parti al momento non sono disposte a trattare, e il Cremlino ha deciso di espandere i suoi obiettivi militari nel suddetto territorio. Ciò è stato causato dalla consegna da parte degli Stati Uniti al Governo di Kiev di un sistema missilistico in grado di colpire il territorio della Russia, percepito dal Cremlino come una minaccia diretta. Mentre la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha riportato la considerazione secondo cui la NATO sta applicando un “conflitto ibrido” ai danni della Russia, il quale potrebbe comportare uno scontro militare aperto tra Potenze nucleari

Tutte queste azioni/dichiarazioni vengono accompagnate dalla considerazione del Cremlino che il mondo unipolare voluto dall’Occidente sarebbe già “caduto e, al suo posto, si starebbe instaurando un’Ordine Multipolare. Sempre a suo dire, le prove di ciò sarebbero rappresentate dall’inefficacia degli effetti delle sanzioni economiche occidentali (considerate illegali dal Governo di Mosca) nei confronti della Russia e il rafforzamento di nuove collaborazioni economiche-strategiche di quest’ultima con i Paesi dell’Est del globo (soprattutto con Cina, India e Iran).

In conclusione, al momento possiamo affermare con certezza che questa “Nuova Guerra Fredda” non è arrivata al “punto di non ritorno” in quanto, da un lato, si cerca di mantenere una linea comunicativa tra le Parti (es. Stati Uniti con la Cina), mentre dall’altro, seppure in assenza di relazioni diplomatiche ufficiali, esistono sistemi per evitare l’accidentale esplosione di conflitti atomici (es. Stati Uniti con la Russia).

Tuttavia le ambizioni e le azioni intraprese dalle Superpotenze, oltre a sottolineare l’inevitabile transizione verso un mondo multipolare in cui gli Stati egemoni ne vogliono essere protagonisti, hanno sicuramente creato maggiori tensioni. Questi elementi rappresentano seriamente il rischio di un possibile ulteriore aggravarsi della situazione in futuro e, in questo caso, il raggiungimento del temuto “punto di non ritorno” non sarebbe irrealistico.  

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