Una nuova fase nelle relazioni tra Australia e Indonesia?

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Fonte Immagine: https://thediplomat.com/2014/10/jokowi-and-australia-indonesia-relations/

L’Australia e l’Indonesia sono due vicine reciprocamente “ingombranti”: nessuna delle due può fare a meno di prendere in considerazione l’altra, sia dal punto di vista economico che politico e della sicurezza. Tuttavia, almeno finora, le relazioni tra i due paesi hanno stentato a decollare.   Con l’elezione di Anthony Albanese come Primo Ministro australiano, sembra che possa finalmente aprirsi una nuova fase nei rapporti tra Canberra e Giacarta. Infatti, un tale obiettivo appare auspicabile non solo per apportare benefici tutt’altro che trascurabili alle due nazioni sul piano bilaterale, ma anche alla luce del crescente ruolo strategico di entrambe nella regione dell’Indo-Pacifico, pur nella loro diversità di vedute. 

Il nuovo approccio di Albanese verso il Sud-est asiatico

In seguito alle elezioni parlamentari tenutesi in Australia lo scorso 21 maggio, è stato eletto Primo Ministro Anthony Albanese, appartenente al Partito Laburista (di centro-sinistra), rompendo quasi un decennio di governi conservatori nel paese. È altamente probabile che, pur mantenendo una certa continuità con il precedente governo di Scott Morrison in tema di politica estera, soprattutto per quanto riguarda elementi strutturali – quali le relazioni con gli Stati Uniti, il Regno Unito e gli altri alleati occidentali, da un lato, nonché le sfide sempre più ardue poste dal deterioramento dei rapporti con la Cina, dall’altro – l’attuale compagine laburista intenda allo stesso tempo imprimere un proprio “marchio di fabbrica”. Ciò potrebbe rivelarsi quanto mai vero nel caso del Sud-est asiatico. Infatti, fin dalla campagna elettorale, Albanese ha promesso di migliorare le relazioni con la regione, la quale risulta essere cruciale per l’economia ma soprattutto per la sicurezza australiana. 

Il Primo Ministro ha dichiarato la sua intenzione di nominare un nuovo inviato per gli affari regionali e creare un Ufficio per il Sud-est asiatico all’interno del Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio, analogamente al già esistente Ufficio per il Pacifico, così da coordinare le politiche dell’Australia nella regione. Inoltre, saranno incrementati gli aiuti allo sviluppo verso i paesi dell’area (fino a 470 milioni di dollari in 4 anni), sia singolarmente che attraverso la piattaforma multilaterale dell’ASEAN, di cui Canberra è partner da decenni. Sempre in quest’ottica, l’Australia intende anche incrementare gli scambi commerciali e le possibilità di investimento nei paesi dell’ASEAN.

Com’è facilmente prevedibile, il capofila di una tale serie di iniziative non può che essere il più grande dei paesi dell’ASEAN (sia in termini economici che fisici e demografici) nonché il “vicino di casa” più prossimo dell’Australia: l’Indonesia. Proprio per mettere in pratica le promesse fatte in campagna elettorale, dal 5 al 7 giugno scorsi, il Primo Ministro Anthony Albanese si è recato in visita ufficiale nel paese, realizzando di fatto il suo primo viaggio ufficiale all’estero dopo l’elezione (Albanese si era già recato a Tokyo il 24 maggio per il Summit dei Leader del gruppo QUAD, ma questo era un incontro pianificato prima dell’elezione N.d.R.).

Il fatto che Albanese abbia scelto l’Indonesia come meta della sua prima visita ufficiale all’estero (la prima di un leader australiano dai tempi della partecipazione di Scott Morrison alla cerimonia per l’inizio del secondo mandato del Presidente Joko Widodo alla fine del 2019) è altamente significativo, poiché rappresenta il desiderio di migliorare realmente le relazioni tra l’Australia e il Sud-est asiatico,         a partire dalla sua nazione principale.

Una panoramica delle relazioni tra Australia e Indonesia

Come detto in precedenza, l’Indonesia è il principale vicino dell’Australia nonché uno dei paesi ai quali quest’ultima attribuisce maggior importanza nello sviluppo delle relazioni bilaterali. Malgrado ciò, queste non sono state sempre facili: esse sono state indebolite da una lunga serie di divergenze, che vanno da temi relativi ai diritti umani, alla questione israelo-palestinese, fino ad episodi di spionaggio (nel 2013 indiscrezioni di stampa riportarono che il governo australiano aveva cercato di sorvegliare le telefonate private dell’allora Presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, di sua moglie e di altri ufficiali di governo). In generale, a Giacarta si è sempre avuta la percezione che Canberra privilegiasse le sue relazioni con l’Occidente a discapito di quelle con l’Indonesia e il Sud-est asiatico nel suo complesso. 

In realtà, va detto che un miglioramento delle relazioni era già avvenuto durante il mandato del precedente Primo Ministro Scott Morrison. Nel 2020, Australia e Indonesia hanno, infatti, firmato l’Indonesia-Australia Comprehensive Economic Partnership Agreement (IA-CEPA). Esso contiene clausole inerenti, tra l’altro, il libero commercio bilaterale, gli investimenti e la protezione della proprietà intellettuale.

In base all’accordo, l’Indonesia si impegna a rimuovere le tariffe su quasi tutti i prodotti australiani esportati mentre tutti i prodotti indonesiani esportati in Australia saranno privi di tariffe. Inoltre, è prevista una semplificazione della regolamentazione per gli investimenti delle imprese australiane in Indonesia. Eppure, ancora oggi risulta che l’Australia commerci molto di meno con l’Indonesia che con altri paesi del Sud-est asiatico, quali Singapore, la Thailandia, il Vietnam e la Malesia.

Va comunque sottolineata l’importanza delle relazioni tra Australia e Indonesia nel campo della cooperazione in materia di difesa e sicurezza. Proprio lo scorso anno, i due paesi hanno firmato una serie di accordi in materia di lotta al terrorismo, difesa e cybersecurity. Tra gli accordi, particolare rilievo è rivestito dalla versione revisionata e aggiornata dell’Australia-Indonesia Defense Cooperation Agreement, originariamente firmato nel febbraio 2018, poco prima che le due nazioni elevassero la loro relazione al livello di “Comprehensive Strategic Partnership”.

Le parti hanno anche aggiornato due memorandum in materia di lotta al terrorismo e cybersecurity. Infine, è stata addirittura ventilata l’ipotesi che il sopracitato accordo in materia di difesa possa aprire la strada allo svolgimento di esercitazioni militari congiunte tra le forze armate dei due paesi, per la prima volta nella storia. 

Preoccupazioni comuni e punti di divergenza nell’Indo-Pacifico

L’Australia e l’Indonesia trovano attualmente terreno comune nell’affrontare le molteplici sfide poste dall’atteggiamento sempre più assertivo tenuto dalla Cina negli ultimi anni. Da un lato, Pechino sta cercando di intessere legami più stretti con i tradizionali alleati dell’Australia nel Pacifico, creando forte allarme a Canberra. A questo si aggiunge il deterioramento delle relazioni tra l’Australia e la Cina, legato soprattutto alle critiche espresse dalla prima riguardo la questione dei diritti umani ad Hong Kong e nello Xinjiang e alla controversia relativa all’origine della pandemia di Covid-19.

Dall’altro, il Dragone ha esteso le sue rivendicazioni nel Mar Cinese meridionale. Sia l’Australia che l’Indonesia seguono con attenzione gli sviluppi nell’area. Essa ricopre, infatti, un’importanza economica e strategica fondamentale, dal momento che circa un terzo del commercio mondiale marittimo vi transita ogni anno. L’Indonesia ha avvertito in modo sempre più forte la preoccupazione per la sicurezza delle sue acque. Le rivendicazioni della Cina sulle acque circostanti le isole Natuna, che rientrano nella Zona Economica Esclusiva indonesiana, hanno provocato la rabbia di Giacarta. 

Mentre le posizioni dell’Australia e dell’Indonesia potrebbero sembrare vicine, vi è una profonda differenza quanto all’approccio adottato dai due paesi. Quest’ultima ha sempre seguito una politica di cosiddetto “non-allineamento”, ribadendola con orgoglio. Un esempio di tale politica è stata la decisione del Presidente Joko Widodo di invitare al Summit del G20 – che quest’anno sarà ospitato proprio dall’Indonesia, a Bali, nel mese di novembre – sia il Presidente russo Vladimir Putin, nonostante l’opposizione espressa dai paesi occidentali in ragione dell’invasione dell’Ucraina, che   il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy.

Resta da vedere se e in che modo i due leader vi prenderanno effettivamente parte. Proprio il conflitto attualmente in corso in Ucraina simboleggia la diversità di vedute tra l’Australia e l’Indonesia: quest’ultima ha ancora una volta portato avanti la sua politica di “non-allineamento”, condannando l’invasione da parte della Russia, ma rifiutandosi di imporre sanzioni contro di essa; Canberra, al contrario, si è totalmente allineata alle sanzioni alla Russia varate dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dagli altri alleati occidentali. 

Ritornando all’approccio nei confronti della Cina, anche in questo caso non sono mancati contrasti tra Canberra e Giacarta. Lo scorso settembre, ci fu un aumento delle tensioni in seguito all’annuncio da parte di Australia, Stati Uniti e Regno Unito di un accordo di sicurezza trilaterale, ribattezzato AUKUS. In base all’accordo, l’Australia acquisirebbe sottomarini a propulsione nucleare.

Alcune nazioni del Sud-est asiatico hanno espresso preoccupazione poiché ritengono che il patto possa rappresentare un’escalation nel Mar Cinese meridionale e minare la stabilità regionale. In particolare, l’Indonesia è stata uno dei paesi ad aver espresso maggiori timori riguardo l’accordo e addirittura la visita dell’allora Primo Ministro Scott Morrison a Giacarta fu cancellata.

Quando Morrison e Widodo ebbero finalmente occasione di incontrarsi – seppur virtualmente – al Summit dei leader dell’ASEAN, quest’ultimo sollevò gravi e ripetute preoccupazioni, accusando l’Australia di essere responsabile di una “nuova corsa alle armi nella regione”. Com’era prevedibile, Anthony Albanese si è ben guardato dal trattare l’argomento durante la sua visita in Indonesia, con il presunto scopo di concentrarsi su temi che non erano già stati trattati precedentemente. L’obiettivo appare ora quello di focalizzarsi sulle questioni economiche; pertanto, trattare un tema così divisivo potrebbe rivelarsi altamente controproducente. 

Da quanto riportato, si può constatare come i rapporti tra l’Australia e l’Indonesia abbiano vissuto innumerevoli alti e bassi, tanto da essere descritti da molti analisti come delle montagne russe. La visita da parte del Primo Ministro Albanese a Giacarta rappresenta sicuramente un inizio molto promettente, ma resta da vedere se si tratta davvero dell’avvio di una nuova fase per le relazioni     tra i due paesi, oppure semplicemente dell’ennesima ripetizione di un ciclo destinato a perpetuarsi all’infinito. 

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