Il Baltico si infiamma

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Negli ultimi giorni abbiamo visto tutti che il Baltico si è come infiammato, è ritornato ad essere una zona di tensione tra i due blocchi come lo era stato nei periodi più bui e travagliati della guerra fredda.

Con la NATO che si sta allargando e il conflitto in Ucraina che da guerra lampo si è trasformato in una guerra di posizione che a volte sfocia anche in una guerriglia urbana le cose non vanno come avevano programmato i vertici militari russi e Mosca sta passando un periodo di isolamento internazionale e sanzioni davvero duro.

L’Ucraina, e lo stesso vale anche per i baltici, chiede armi e mezzi ai Paesi occidentali che a loro volta si sentono sempre più minacciati da un fronte di guerra in continuo mutamento.   

L’allargamento a est dell’Alleanza Atlantica

Certo per la Russia è stato un brutto colpo l’allargamento a est della NATO, ha visto in pochi anni fuggire dal suo controllo tutti quei Paesi su cui fino a poco tempo prima riteneva di esercitare la sua influenza esclusiva. Il fronte est, che per tutta la durata della guerra fredda e dell’URSS è rimasto compatto e coeso, si era disgregato e in molti avevano sentito forte e chiaro il segnale che era tempo di unirsi all’occidente, di cambiare drasticamente il proprio stile di vita.

La Russia dopo il crollo dell’Unione Sovietica si era sentita accerchiata da potenziali nemici e aveva cominciato ad accumulare armi al confine per difendersi da eventuali minacce, tanto che quando i Paesi baltici aderirono all’Alleanza Atlantica mise in campo il suo sistema di difesa missilistica S-300 e S-400, la cosiddetta bolla” A2/AD (Anti-Access/Area Denial)che avrebbe dovuto farla sentire più tranquilla.

Più i Paesi dell’est[VI1]  Europa venivano accolti nelle fila della NATO, più la Russia si sentiva in qualche modo insicura e minacciata e il Baltico ha cominciato ad essere sempre di più una via d’acqua carica di tensione, una via d’acqua che dopo un breve periodo di tregua stava ritornando alla guerra fredda. Si cominciava di nuovo a parlare di sottomarini nascosti e segreti che venivano usati per spiare quelli che da amici erano diventati nemici, che posavano cavi sottomarini in grado di tracciare ogni minimo movimento.

L’enclave russa di Kaliningrad era diventata da un momento all’altro l’unico sbocco russo sul Baltico e si era ritrovata in mezzo a quel territorio che i russi consideravano nemico, senza più un amico su cui contare. Kaliningrad che è sempre stato un luogo dal forte significato strategico per i russi, a poco a poco era diventato l’unico lembo di terra che ancora poteva dirsi veramente russo e serviva per dare alle merci russe nuovi sbocchi commerciali. Non tutti sanno che nella stessa Kaliningrad ci sono anche missili a corto/medio raggio capaci di portare anche testate nucleari e dal 2018 i russi hanno messo a punto in quella stessa città un sistema missilistico, anche con missili ipersonici, capace di difendere il territorio russo da eventuali attacchi. E da Kaliningrad parte anche il corridoio che unisce Russia e Bielorussia, un corridoio che può rivelarsi fatale per le repubbliche baltiche perché può totalmente isolarle in poco tempo.

La Russia che considerava il Baltico quasi come un mare interno ne aveva perso il controllo e si è sentita accerchiata, ecco che la cortina di ferro era ricomparsa e aveva di nuovo diviso il mondo in due blocchi contrapposti.

La scelta di Svezia e Finlandia

Svezia e Finlandia dopo secoli di neutralità, sancita anche da accordi internazionali, hanno visto la paura di una Russia aggressiva ritornare nelle menti dei loro popoli e hanno subito convocato i rispettivi governi per decidere il da farsi.

Dopo lunghissime riunioni le due premier hanno deciso di rompere la storica neutralità e chiedere ufficialmente l’adesione all’Alleanza Atlantica scatenando le ire di Mosca e le minacce non troppo velate di un Vladimir Putin furioso.

La Russia ha cominciato ad assiepare armi lungo il lunghissimo confine che ha in comune con la Finlandia e ha minacciato di usarle se Helsinki avesse veramente deciso di unirsi alla NATO. Le minacce non hanno sortito l’effetto voluto da Mosca e, anzi, hanno spinto la Finlandia a prendere la sua decisione in un tempo molto breve con il risultato che si è unita anche la Svezia e l’adesione è stata unanime.

Del resto sia la Svezia sia la Finlandia sanno che ultimamente non ci si può fidare della Russia, che aveva spacciato per una semplice esercitazione la preparazione di una guerra vera che sta mietendo tante vittime innocenti. In modo particolare la Finlandia nel corso della sua lunga storia è stata per molti anni sotto la dominazione russa e non vuole assolutamente tirare indietro le lancette della storia.

Dopo avere iniziato l’iter di adesione alla NATO Finlandia e Svezia hanno deciso di partecipare per la prima volta da quasi membri ad una imponente esercitazione proprio sul Baltico che ha un forte valore simbolico. Si esprime il sostegno a Svezia e Finlandia e si fa capire che in caso di attacco russo non saranno lasciate sole.             

Come dice il Contrammiraglio John Menoni (US Navy) è più che mai importante la capacità di operare con la Svezia e la Finlandia: “Imparare ad interagire con le altre 14 nazioni presenti, capire come lavorare insieme in modo che qualunque sia la crisi, collegata anche ad altri eventi come un terremoto, o altre calamità, è importante costruire quella fiducia per affrontare insieme la crisi, per operare in armonia”.

L’isola svedese di Gotland è stata scelta come quartier generale ed è ritornata ad ospitare una guarnigione militare proprio per paura di un attacco russo. E gli abitanti si sentono più sicuri adesso. Uno dei locali dice: “Mi sento davvero preparato. Voglio dire che con questo dispiegamento possiamo difendere Gotland, assaltare un’isola così inespugnabile è un compito veramente difficile”.

Altri abitanti invece hanno ancora paura e dicono che, per quanto il presidio militare sia ben addestrato e dotato di armi moderne, pensano che non riuscirà a resistere ad una eventuale invasione russa perché i militari sono comunque troppo pochi.    

Per Finlandia e Svezia la Russia in questo momento è il principale nemico e cercano in tutti i modi di arginare quella minaccia che per loro è un attacco alla stessa sopravvivenza e intanto il mar Baltico è diventato, o forse sarebbe meglio ritornato, mare di segreti e spie.


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