Ankara prosegue le attività di esplorazione energetica nel Mediterraneo

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Fonte Immagine: https://www.dailysabah.com/business/energy/turkeys-4th-drillship-to-begin-explorations-in-med-in-august

Atene teme nuove azioni in acque contese e, dopo la diffusione di una mappa che raffigura numerose isole greche sotto al bandiera turca, chiede spiegazioni. 

La scorsa settimana, il ministro dell’Energia e delle Risorse naturali turco, Fatih Dönmez, ha annunciato la ripresa delle attività di esplorazione energetica da parte di Ankara a partire da agosto. Le operazioni si svolgeranno con l’ausilio di una nuova nave da perforazione, la Abdülhamid Han, gestita dalla compagnia energetica statale Turkish Petroleum Corporation (TPAO) e dotata di tecnologia avanzata, che può lavorare fino a 3.665 metri di profondità. Le attività, che andranno ad aggiungersi a quelle in corso nel mar Nero, con ogni probabilità avranno luogo nel mar Mediterraneo, dove sono stati individuati cinque o sei possibili siti di esplorazione. 

Il ministro Dönmez ha dichiarato: “Continuiamo le nostre attività di perforazione nelle nostre aree di influenza marittima nella Patria Blu (Mavi Vatan, aree che ricadono sotto la giurisdizione marittima della Turchia) da quattro anni senza interruzioni”. Il ministro dell’Energia turco, dunque, ha sottolineato esplicitamente il fatto che le operazioni di esplorazione e perforazione siano state compiute in acque turche. Eppure, negli ultimi anni ci sono stati numerosi episodi di scontro tra Ankara e i suoi vicini, primi fra tutti Cipro e Grecia, a causa di attività esplorative in acque contese, come nel caso delle attività al largo dell’isola greca di Kastellorizo. E nulla esclude che, a due anni dalle tensioni nel Mediterraneo orientale, la storia possa ripetersi.

Del resto, la questione di Cipro non è mai stata risolta e Turchia e Grecia non hanno mai raggiunto una distensione dei rapporti reale e duratura, continuando, piuttosto, a scontrarsi in numerose occasioni. L’ultimo episodio che rischia di accendere nuovamente la tensione tra Atene e Ankara ha a che fare con la diffusione in rete, da parte di esponenti del Partito Nazionalista turco e del movimento di estrema destra dei Lupi Grigi, di una mappa del Mediterraneo orientale che attribuirebbe alla Turchia la sovranità su numerose isole greche, tra cui quelle del Dodecaneso e Creta. Si tratta di un episodio circoscritto che, tuttavia, ha spinto il premier greco Mitsotakis ad interrogarsi sulla posizione del governo turco e a chiedere spiegazioni. Sulla questione si è espresso anche il Dipartimento di Stato statunitense, dichiarando che “la sovranità e l’integrità territoriale della Grecia sono fuori discussione”.

Quella che può sembrare una disputa tra Stati sulla delimitazione dei rispettivi confini è, in realtà, anche una questione di interesse collettivo europeo, intrinsecamente connessa al tema dell’accesso alle risorse energetiche del Mediterraneo.

Nel particolare momento di crisi energetica che stiamo vivendo, in cui gli Stati iniziano a proiettarsi verso politiche di contenimento dei consumi che, inevitabilmente, andranno ad impattare su cittadini e imprese, limitando l’accesso alle risorse in quello che inizia ad essere definito come un lockdown energetico, la definizione di confini europei che consentano di stabilire con certezza la sovranità degli Stati e l’accesso alle risorse diventa un tema di estrema attualità. Da questo punto di vista, oggi più che prima, pensare alle relazioni tra due o più Stati, alle mappe, ai confini e alle risorse è necessario per pensare agli interessi della collettività. 

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Studi internazionali presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi sulle relazioni esterne dell'UE. Iscritta all’Albo dei giornalisti pubblicisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, occupandosi di Politica ed Esteri. In seguito, ha intrapreso il percorso professionale da consulente.
Per lo IARI è caporedattrice della Redazione Europa. In particolare, si occupa di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. È profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, mai isolati e sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI, analizzando temi di respiro europeo e internazionale, le permette di coniugare i suoi più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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