Lo sbarco russo a Managua, rifornimento militare anti-USA sotto copertura

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Fonte immagine: https://www.laverita.info/accordo-militare-nicaragua-mosca-2657489720.html

Il presidente nicaraguense Daniel Ortega ha aperto le porte alla Russia, la quale ha avviato un’operazione di assistenza umanitaria nel Paese. Tuttavia, il Nicaragua sta ricevendo ingenti quantità di materiale militare, decisione vista con preoccupazione dagli Stati Uniti. 

Lo scambio di materiale bellico per l’assistenza sanitaria è stato deciso dall’Assemblea Nazionale nicaraguense, “in mutuo beneficio in casi di situazioni di emergenza per il secondo semestre del 2022” e vedono coinvolto non solo il Nicaragua, ma anche diversi paesi del Centro America, allineati alla visione di Ortega. Tra i Paesi compresi ci sono anche il Venezuela, Cuba, Messico, Repubblica Dominicana e El Salvador. 

Nonostante la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, abbia sottolineato che le stesse identiche attività le faccia gli Stati Uniti, è importante evidenziare che i rapporti tra la Russia e il Nicaragua si vanno sempre più rafforzandosi. Infatti, il Paese centroamericano si è avvicinato all’ex Unione Sovietica nel 1987, anno in cui la rivoluzione sandinista ha ricevuto appoggio da parte dei sovietici. Per quanto con la presidenza Eltsin ci sia stato un allontanamento, poiché quest’ultimo considerava il Nicaragua come territorio in orbita statunitense -quindi “intoccabile”-, una fase di riavvicinamento si è avuta con la presidenza Putin. Attualmente, il presidente russo e il suo omonimo nicaraguense stanno mostrando forte interessi a mantenere la propria cooperazione, in virtù della posizione strategica del Nicaragua. 

L’intervento russo non è però soltanto la possibilità di avere un piano d’azione in base ad un’evoluzione negativa del conflitto in Ucraina, ma successivamente al progressivo allentamento dei rapporti degli Stati Uniti con il suo “giardino di casa”. Ennesimo evento di questa politica si è visto con il 9th Summit of Americas, dove alcuni Paesi del Centro e Sud America non hanno potuto prendere parte a causa della loro espressa volontà di non allinearsi alle sanzioni internazionali imposte contro Mosca. La “visione economica” per la regione non comprende quindi tutta la regione. 

Nonostante i rapporti sembrino farsi sempre più forti, è necessario anche considerare l’altra faccia della penetrazione della Russia in Centro e Sud America. Per quanto la Russia in questo caso cerchi appoggio in alleati che stiano fisicamente vicino agli Stati Uniti, la stessa cosa si può affermare per la Cina, che ha portato avanti negli ultimi decenni numerose iniziative economiche nell’area. A questo punto è necessario considerare se la storia dei rapporti esteri tra la Russia e la Cina possa essere indice di una loro cooperazione o di un conflitto nella regione. 

Valentina Topatigh, nata a Udine classe 1997. Dopo la maturità linguistica, ha ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con tesi in diritto pubblico comparato sulla mozione di fiducia e sfiducia nei rispettivi ordinamenti di Germania e Spagna. È attualmente tesista per il master in International Law and Global Governance alla Tilburg University nei Paesi Bassi. Contemporaneamente ai suoi studi è anche membro della redazione America Latina per lo IARI.

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