Jokowi e la sua politica “alternativa”

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Fonte Immagine: https://www.theborneopost.com/2022/06/30/jokowi-offers-to-take-message-from-zelensky-to-putin/

Il presidente indonesiano Joko Widodo ha deciso di seguire la propria strada invitando al prossimo G20 non solo Putin ma anche Zelensky; la sua manovra mostra le tendenze di un gruppo di potenze che non si riconosce nello schema polare.

Joko Widodo, presidente dell’Indonesia, sembra giocare tutte le sue carte all’interno del nuovo panorama geopolitico, facendosi in un certo senso portavoce di tutte quelle potenze regionali che hanno deciso di rimanere “neutrali” di fronte allo scontro sempre più diretto e esplicito fra i nuovi blocchi, quello occidentale (guidato da Stati Uniti e Unione Europea) e quello orientale (capitanato da Cina e Russia).

Da diverso tempo infatti Jokowi, come viene bonariamente soprannominato dai suoi cittadini, si trova tra i protagonisti di ciò che alcune testate giornalistiche hanno definito “l’intrigo”: il leader dello Stato di Giacarta, che a novembre di quest’anno ospiterà per la prima volta il G20, è stato sottoposto a svariate pressioni politiche da parte di alcuni partecipanti al forum internazionale affinché la Russia fosse esclusa dagli incontri ufficiali in risposta all’invasione dell’Ucraina.

In questo frangente, Widodo non si è limitato esclusivamente a resistere alle pressioni ma ha tentato di mostrarsi al mondo come nuovo possibile mediatore fra le due parti impegnate in un terribile conflitto armato dal mese di febbraio, invitando ufficialmente Putin e Zelensky (come ospite) al summit di novembre. E non solo.

Il presidente indonesiano ha approfittato del suo viaggio in Europa (in qualità di ospite al G7, di cui l’Indonesia non fa parte) per visitare al termine di giugno sia Kiev sia Mosca dove pare aver ottenuto una “doppia vittoria”. In Ucraina Jokowi è stato accolto benevolmente dal presidente Zelensky, al quale ha mostrato tutta la propria solidarietà per la difficile situazione in cui versano i cittadini ucraini visitando persino la città di Irpin, dove tra le macerie ha rivolto a tutte le nazioni un richiamo alla pace.

In Russia, è stato accolto in maniera altrettanto cortese e positiva da Putin al quale è riuscito a “strappare” la promessa di non causare più l’arresto delle scorte di grano e fertilizzanti provenienti dai territori ucraini (nonostante il presidente russo abbia declinato le responsabilità di Mosca in merito).

Sebbene infatti Widodo si sia presentato quale promotore di pace e “ponte di comunicazione” fra i due Paesi in lotta, è probabile che l’obbiettivo principale delle sue visite sia stato quello di evitare una crisi alimentare su grande scala, che potrebbe ancora travolgere i cosiddetti “Paesi in via di sviluppo” con conseguenze disastrose per l’intero scenario globale. D’altra parte, è anche possibile che il nuovo ruolo assunto da Jokowi a livello internazionale giochi a suo favore per quanto riguarda la politica interna: secondo alcune indiscrezioni, Widodo rappresenterebbe una figura talmente amata che si guarderebbe già a un terzo mandato, anche se attualmente incostituzionale.

Quali che siano le motivazioni dietro le scelte di Giacarta è importante comunque riconoscere il messaggio che iniziative del genere trasmettono alla comunità internazionale: la bebas-aktif, il “non allineamento attivo” dell’Indonesia, potrebbe mettere in evidenza quelle realtà politiche che autonomamente rifiutano la visione di un mondo polare e costringere i leader a osservare non solo il conflitto russo-ucraino ma le attuali crisi globali da una differente prospettiva.

Laureata triennale in Lingue, Culture e Società dell'Asia e dell'Africa Mediterranea (LICSAAM) indirizzo "Cina" e magistrale in Relazioni Internazionali Comparate (RIC) indirizzo Asia Orientale all'università Ca'Foscari di Venezia. Membro di redazione dello IARI per la sezione Asia, con focus sui Paesi del gruppo ASEAN e Corea.

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