L’instabilità politica torna a bussare alle porte della Bulgaria 

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Fonte Immagine: ansa.it

Il 22 Giugno, con un voto di sfiducia, il governo bulgaro del premier Petkov è caduto, riportando la Bulgaria nel caos politico e, con ogni probabilità, ad una quarta tornata elettorale in autunno. Tra i motivi della caduta del governo Petkov si trova la sua posizione relativa al veto sull’ingresso della Macedonia del Nord in Europa, una questione che diventa sempre più rilevante nella politica interna ed estera del paese. 

Martedì 22 Giugno il governo Petkov ha ricevuto un voto di sfiducia da parte del Parlamento bulgaro, decretando la fine del governo insediatosi appena sei mesi fa. Dopo tre turni elettorali la Bulgaria sembra così sprofondare nuovamente nell’ instabilità politica che porterà, con ogni probabilità, ad una nuova tornata elettorale il prossimo autunno. Le possibilità che si riesca a formare un nuovo governo con l’attuale maggioranza sono infatti estremamente limitate e la popolazione bulgara sembra destinata a tornare alle urne per una quarta volta. 

I motivi della sfiducia risiedono nelle accuse lanciate da parte del partito “C’è un popolo come questo” per la gestione poco trasparente del bilancio, e per l’opinione di Petkov sul veto bulgaro all’ingresso della Macedonia del Nord in Unione Europea. Petkov aveva infatti, sin dai primi giorni del suo mandato, mostrato la volontà di aprire un nuovo dialogo con Skopje mettendo fine alla faida storico-culturale che tiene la Macedonia del Nord alle porte dell’UE ormai da troppi anni. La sua apertura tuttavia ha sempre incontrato l’ostilità di diversi esponenti politici, tra cui lo stesso presidente Radev che aveva giudicato la sua apertura come “frettolosa e prematura”.

La disputa con la Macedonia del Nord sembra così essere centrale anche in questo momento per la politica bulgara, non solo perché motivo focale della sfiducia nei confronti di Petkov, ma anche perché, negli stessi giorni, in occasione del Consiglio Europeo del 23 e 24 Giugno, la presidenza francese ha presentato una proposta di compromesso che possa superare la questione del veto bulgaro.

Petkov ha deciso di lasciare la decisione nelle mani del Parlamento bulgaro che dovrà ora decretare se accettare o meno il compromesso. Da notare, tuttavia, è che, anche qualora il compromesso venisse accettato da parte della Bulgaria, è improbabile che vada a buon fine. La Macedonia del Nord ha infatti giudicato il compromesso come irrispettoso delle sue richieste, tanto che il 2 Luglio centinaia di manifestanti sono scesi in Piazza a Skopje per sottolineare la loro disapprovazione nei confronti della proposta francese.  

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