La 19°edizione dei Giochi del Mediterraneo in Algeria

8 mins read
Fonte immagine: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d0/Algeria_Turkey_Locator.png

L’apertura della 19esima edizione dei Giochi del Mediterraneo ad Oran, in Algeria, ha rappresentato un’importante opportunità di promozione d’immagine per la diplomazia algerina, occupata nella negoziazione di partnership e accordi di investimento con la Turchia.

Il 25 giugno si è tenuta la cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo ad Oran in Algeria, una manifestazione sportiva alla quale hanno partecipato gli Stati dell’area mediterranea fin dal 1951, sulla falsariga di quanto avviene per i Giochi Olimpici. L’evento di apertura si è svolto alla presenza del Presidente della Repubblica algerina Abdelmadjid Tebboune e di altre figure politiche estere di alto livello come il Vicepresidente turco Fuat Oktay, l’emiro del Qatar Tamim Ben Hamad Al-Thani, il Ministro dell’interno italiano Luciana Lamorgese e il Segretario generale dell’Unione per il Mediterraneo Nasser Kamel. Questo evento, che ha raccolto diverse personalità di alto rilievo, ha rappresentato un’importante opportunità di promozione e di public diplomacy per l’Algeria, che ospita per la seconda volta un’edizione dei Giochi del Mediterraneo.

Di particolare rilevanza è stata la presenza del Vicepresidente turco Fuat Oktay ad Oran, che ha fatto seguito alla precedente visita di Stato compiuta a maggio in Turchia dal Presidente della Repubblica algerina Abdelmadjid Tebboune, la quale aveva condotto ad un rilancio del Trattato di amicizia e cooperazione bilaterale concluso nel 2006 e più in generale ad un riavvicinamento tra Algeri e Ankara. 

A confermare questo andamento nello status delle relazioni bilaterali tra i due Paesi sono le stesse dichiarazioni del Vicepresidente turco Fuat Oktay che in occasione della recente visita ad un’acciaieria di Oran, di proprietà di un’azienda turca operante in Algeria, ha dichiarato che Ankara ha in mente di realizzare un accordo di libero scambio[1] o di commercio preferenziale con Algeri al fine di aumentare il volume degli scambi e la rilevanza delle partnership nei settori siderurgico, energetico, tessile, chimico-farmaceutico e agroalimentare. La dichiarazione è stata ripresa dai media algerini che l’hanno accolta positivamente come una scelta che confermerebbe l’esistenza di un forte coordinamento e di una certa complementarità, che si estende oltre la semplice dimensione economica, tra le relazioni “fraterne” di Ankara e Algeri. Un coordinamento che, all’indomani della cerimonia di apertura, sembra ulteriormente confermato dalla visita di 3 giorni della delegazione parlamentare algerina in Turchia, compiuta con l’obiettivo di aprire nuove prospettive in termini di cooperazione parlamentare bilaterale.

In precedenza, in occasione dell’incontro di maggio con il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il Presidente della Repubblica Abdelmadjid Tebboune, aveva accolto positivamente la riattivazione dell’asse politico privilegiato Algeri-Ankara e in particolare il successo della cooperazione algerino-turca nel settore tessile nel centro di Relizane e nell’industria siderurgica presso Oran, dove è operativa la società turca Tosyali. Il coinvolgimento di questa grande società turca in più settori economici dell’Algeria, come sistema-Paese, è un segnale più generale dell’alto livello di compenetrazione che le aziende turche hanno raggiunto nel sistema economico algerino ed espressione del grado di interdipendenza[2] esistente tra i due Stati delle diverse sponde del Mediterraneo.  Ciò è evidenziato dall’interesse manifestato dalle diverse società ed aziende turche interessate ad investire in diversi grandi progetti in Algeria. Si pensi ad esempio alla recente firma di un accordo di produzione di energia elettrica proveniente da impianti fotovoltaici, concluso tra il gruppo Tosyali Holding e l’Agenzia nazionale algerina per la promozione e la razionalizzazione dell’uso dell’energia. Questa non è stata l’unica holding turca ad essersi interessata all’Algeria ed al settore energetico e infatti anche il gruppo Tay ha espresso, in occasione di un recente incontro con il Ministro algerino della Transizione energetica e le Energie Rinnovabili, Benattou Ziane, l’intenzione di investire nelle energie rinnovabili, soprattutto alla luce dell’importanza che va assumendo il progetto Solar 1000 MW[3] per l’approvvigionamento energetico nel lungo periodo.

La 19esima edizione dei Giochi del Mediterraneo, dunque, è stata un’ulteriore opportunità per l’Algeria, che ha colto l’utilità di farsi vedere, in primis, come Paese degno di prestigio e impegnato in azioni di public diplomacy nel Mediterraneo, e, in secundis come un partner per la Turchia, soprattutto in settori mutualmente strategici per lo sviluppo: se Algeri guarda ad Ankara per ottenere ulteriori investimenti esteri e know how per sviluppare i propri cantieri e progetti, dall’altro lato la Turchia ha ben chiaro nei propri piani a lungo termine la posizione geopolitica che ricopre l’Algeria nel Nord Africa, nonché la posizione determinante dei suoi porti e delle sue infrastrutture. Questi, infatti, rappresentano una porta di accesso all’Africa subsahariana, alla quale Ankara non ha mai smesso di guardare con interesse nel tentativo di riuscire a proiettare la propria influenza economica e politica nella regione e anche oltre il deserto.


[1] In particolare, le radici più prossime del progetto di accordo di libero scambio si possono rintracciare nel Business Forum algerino-turco del gennaio 2020.

[2] Negli ultimi 25 anni le esportazioni della Turchia in Algeria sono aumentate a un tasso annualizzato del 5,5%, da 380 milioni di dollari nel 1995 a 1,45 miliardi di dollari nel 2020.  Nel corso del 2020, la Turchia ha avuto un ampio scambio netto con l’Algeria nelle esportazioni di macchine ($ 366 milioni), metalli ($ 223 milioni) e tessili ($ 202 milioni). Mentre, durante il 2020, l’Algeria ha avuto un ampio scambio netto con la Turchia nelle esportazioni di prodotti minerali ($ 418 milioni), prodotti chimici ($ 59,6 milioni) e prodotti alimentari ($ 29,8 milioni).

[3] Il progetto “Solar 1000 MW” (megawatts) è stato annunciato per la prima volta dalle autorità algerine nel 2020 e ad oggi è parte integrante della strategia di transizione energetica perseguita dall’Algeria. Il bando di gara indetto dal Ministero della Transizione Energetica e delle Energie Rinnovabili, aperto a qualsiasi società nazionale o estera, ha in previsione la realizzazione di impianti di produzione di energia fotovoltaica in 11 siti in cinque wilayas, cioè Béchar, Ouargla, El Oued, Touggourt e Laghouat in collaborazione con la SHAEMS, una joint-venture costituita dall’incontro tra le società pubbliche algerine “Sonelgaz” e “Sonatrach”. E’ inoltre previsto che i ricavi provenienti dalla vendita dell’energia prodotta con questi impianti saranno fatturati e pagati in Algeria in valuta locale (dinaro).

Latest from MEDIO ORIENTE DAILY