L’Australia dialoga con l’India per parlare alla Cina

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L’Australia rafforza la sua posizione di media potenza regionale asiatica a seguito di un fruttuoso viaggio del Ministro della Difesa Robert Marles a New Delhi.

Il Ministro della Difesa australiano Robert Marles è stato recentemente impegnato in un viaggio diplomatico in India, dove ha incontrato il suo omologo Rajnath Singh. L’esito dell’operazione è sicuramente molto soddisfacente per entrambe le parti, che hanno sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione in materia di difesa per contenere l’assertività cinese in modo sistemico, sull’Himalaya così come nelle acque dell’Indo-Pacifico.

Nel dettaglio, il Ministro Marles ha definito il rapporto tra i due Paesi come una partnership strategica completa, delineando la strada per ulteriori passi avanti in questa direzione. Come è risaputo, l’India fa parte della Quad insieme ad Australia, Giappone e Stati Uniti ed è uno dei Paesi più critici nei confronti della Cina, che viene percepita non solo come un rivale non solo in termini economici, ma anche da un punto di vista strategico, complici alcune rivendicazioni territoriali incrociate sugli altopiani himalayani. La fermezza della postura strategica anticinese di Nuova Delhi fa sì che l’India sia un partner naturale per chiunque voglia elaborare una strategia di contenimento efficace verso Pechino, nello specifico Australia e Giappone.

Proprio su questi temi, Marles ha sottolineato come questo momento storico rappresenti l’apice dell’allineamento strategico tra Australia e India, sottolineando come il rapporto con la Cina sia ambiguo per entrambi i Paesi, che intrattengono importanti relazioni economiche con Pechino nonostante la tensione montante sul piano strategico. Le necessità della sicurezza portano Marles a dichiarare che un accordo di accesso reciproco sia il prossimo passo naturale verso un rafforzamento del partenariato tra New Delhi e Canberra, similarmente a quanto accaduto con il Giappone nei mesi precedenti.

Nonostante i toni molto amichevoli e rassicuranti utilizzati da Marles, è chiaro che il grande elefante nella stanza fosse il tema Russia, che non è stato trattato in questa sede. A differenza del Primo Ministro giapponese Kishida, Marles non ha cercato di convincere ulteriormente la controparte indiana a sposare la linea dura di Washington e alleati in modo da poter sfruttare la Quad in chiave antirussa e allargare il fronte globale opposto a Mosca.

Il governo di Anthony Albanese sembra quindi disponibile a scindere i temi caso per caso, rifiutando un approccio monolitico: questo genere di approccio potrebbe essere molto utile anche nei rapporti con la Cina, che applica modalità di negoziazione diplomatica win-win da sempre. Lasciare fuori dal tavolo i temi più divisivi può aiutare il dialogo tra le parti, ponendo le basi per rapporti più sereni.

Il viaggio di Marles in India sembra quindi delineare non solo una nuova stagione di rapporti in tema di sicurezza con l’India, ma anche un approccio ipoteticamente più aperto al dialogo nei confronti di Pechino.

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

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