COLOMBIA, TRA ELEZIONI, NATO E STATI UNITI

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Fonte Immagine: https://edition.cnn.com/2022/06/17/americas/gustavo-petro-profile-intl-latam/index.html

La Colombia rappresenta l’alleato primario in America Latina per la NATO e per gli Stati Uniti. Un decennio di lavoro e relazione internazionale che può cambiare con il primo Capo di Stato di sinistra per il Paese, Gustavo Petro.

La Colombia ha eletto il suo nuovo Presidente: Gustavo Petro. Lo scorso 29 maggio, al 1° turno, le urne avevano decretato i due sfidanti al ballottaggio di domenica 19 giugno, ovvero Gustavo Petro e Rodolfo Hernandez.
Al 2° turno, l’ex guerrigliero M-19, ha rispettato le aspettative raggiungendo 10.984.247 suffragi (50,57%), mentre lo sfidante Rodolfo Hernàndez si è fermato al 47% circa.

La vittoria di Petro ha un doppio valore storico per il Paese latinoamericano, in quanto il neo Capo di Stato è il primo presidente di sinistra dalla fondazione della nazione latinoamericana e perché al suo fianco è stata eletta Francia Márquez, prima vicepresidente afro-discendente. 

Questa elezione presidenziale cade in un momento particolare della storia latinoamericana, dopo che praticamente tutti i Paesi dell’area hanno eletto nuovi Presidenti e l’ultimo a farlo sarà il Brasile il prossimo ottobre. Oltre a ciò, gli equilibri mondiali e delle relazioni internazionali sono in un punto di svolta dopo gli accadimenti in Ucraina. In tal senso la Colombia già da un decennio gioca un ruolo importante nello scacchiere mondiale, come Stato di rilievo ed importanza geopolitica in tutta l’America Latina.

Gustavo Petro ora dovrà sedere per quattro anni nella Casa de Nariño a Bogotà e dovrà essere in grado di gestire una politica estera, relazioni internazionali ed equilibri geopolitici molto importanti per la Colombia e per il suo futuro.

La Colombia rappresenta da molto tempo un alleato e punto di riferimento in America Latina per l’Atlantico. Un punto importante di questo nesso, è stato il documento firmato nel giugno 2013, con la stipula del Acuerdo sobre Cooperación y Seguridad de Información, tra la Colombia e la NATO.
Quell’accordo servì al Paese latinoamericano per avvicinarsi ai Paesi globalmente più influenti e di poter godere dell’addestramento militare del Patto Atlantico, oltre che le proprie capacità operative nel settore della sicurezza e delle forze armate. 


Il progressivo avvicinamento, nonostante elementi all’interno dell’accordo che prevedevano in nessun caso la presenza di truppe straniere sul territorio colombiano e escludeva la possibilità futura dell’adesione alla NATO di Bogotà,per via di impossibilità di adempire a requisiti geografici richiesti dal Trattato istitutivo, scaturì numerose critiche dai Paesi limitrofi e non dell’area latinoamericana.

Nonostante le perplessità dei Paesi sudamericani usualmente ostili alla NATO, la Colombia ha incrementato questo legame attraverso nuovi spunti di collaborazione prima e svariate missioni a guida NATO a cui ha partecipato anche la Colombia.
La svolta in questa relazione internazionale è datata maggio 2017, quando è stato stipulato il Programma Individuale di Associazione e Cooperazione (IPCP), con il quale la Colombia si apprestava a divenire l’anno seguente “Partner across the globe” della NATO.

La Colombia è diventata quindi nel 2018 il primo Paese latinoamericano ad essere entrato nel gruppo di Stati non membri con “Partner globale”. Entrare nell’Alleanza significa per la Colombia continuità nell’usufrutto dell’addestramento della NATO, nonché scambio di informazioni e materiali in differenti ambiti. Per lo Stato latinoamericano ci sono però anche degli obblighi, come quello di condividere con l’Alleanza le proprie forze armate nelle lotte globali, come il terrorismo.

La coesione ed unità d’intenti è proseguita anche con l’avvento di Iván Duque, che prima rinnovato l’IPCP, di durata biennale, e successivamente ha continuato l’adesione colombiana al Building Integrity Policy and Action Plan (BI), il programma della NATO volto a combattere la corruzione e a favorire la trasparenza nel settore della difesa e della sicurezza. Altri tasselli sono stati l’accreditamento del Centro internazionale di smistamento della Colombia nella rete di centri di istruzione NATO, ruolo sempre maggiore su tematiche quali genere e sicurezza globale, ulteriori aree e tematiche di cooperazione con un accordo dello scorso dicembre 2021


È evidente come la Colombia negli ultimi anni abbia incrementato questo forte legame con la NATO, ed innalzato il suo rilievo internazionale. Ma il lavoro dello Stato sudamericano in questi termini si è anche visto con l’altro partner di fiducia, ovvero gli Stati Uniti, anch’essi alleati di primo piano per il Patto Atlantico.

Da sempre punto fermo e di sicurezza per gli USA, la Colombia ha affinato anche il legame con la potenza statunitense fino a raggiungere lo scorso febbraio la nomina direttamente di Joe Biden a divenire “Major Non-NATO Ally” (MNNA) di Washington
Questo status, entrato in vigore per la Colombia il 21 maggio, permette numerosi vantaggi economici e finanziari tra cui: ricezione di equipaggiamento NATO per la difesa tra quello in “eccesso”; di ottenere finanziamenti per l’acquisto di dispositivi per il rilevamento di esplosivi e di stipulare accordi con il Dipartimento della Difesa per condurre progetti di ricerca congiunti. Oltre a ciò, rafforza il legame bilaterale su otto aree chiave: sviluppo economico, istruzione, sviluppo rurale, sicurezza e difesa, democrazia, migrazioni, cambiamento climatico, lotta alla pandemia.

La Colombia si accoda quindi ad altri 17 Stati considerati in tal senso dagli USA:  Filippine, Afghanistan, Thailandia, Argentina, Pakistan, Brasile, Australia, Bahrain, Israele, Giappone, Giordania, Corea del Sud, Kuwait, Marocco, Nuova Zelanda, Egitto e Tunisia. Il legame ferreo tra Stati Uniti e Colombia quindi prosegue saldo, festeggiando nel miglior modo possibile l’anno della celebrazione del bicentenario dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due Stati.

L’elezione di Gustavo Petro diventa quindi non solo di rilevanza per gli interessi prettamente nazionali, bensì anche per quelli internazionali. Un decennio passato a incrementare la propria presenza globale, suggellando accordi e legami, e alzando il proprio status internazionale nonostante il contesto duro dell’America Latina difficilmente verranno spazzati via, nonostante l’estrazione ideologica politica di Petro. Nonostante ciò, qualcosa potrebbe comunque cambiare.

Il rafforzamento del legame Colombia-NATO e Colombia-USA è stato concomitante al lavoro di dieci anni di esecutivo conservatore e di destra, esattamente l’opposto di quello che sarà Petro. Non a caso Joe Biden ha, forse preventivamente, aperto a colloqui e ritrovamento di punti d’unione con il Venezuela di Maduro, da anni pericolo primario per gli Stati Uniti. Con la presenza di Petro, la Colombia potrebbe non fungere più da controllore e tappo verso il Venezuela e verso gli interessi USA, e Washington lo sa. 

Il neo Capo di Stato colombiano però molto probabilmente troverà comunque punti comuni ed interesse sia con l’alleato americano sia con la NATO. Non dovrebbero comunque esserci grandi stravolgimenti nelle relazioni internazionali e geopolitica della Colombia. In primo luogo è improbabile che in quattro anni, durata del mandato presidenziale, il neo Presidente riuscirà a smantellare quanto fatto in più di dieci anni.

Seconda osservazione è che pur ipoteticamente non condividendo la visione ed idea NATO o USA, Petro non vorrà privarsi di tanti benefici e di ruolo preponderante nell’area latinoamericana. Oltre a ciò il contesto geopolitico internazionale non è di certo favorevole a colpi inaspettati. Il conflitto russo-ucraino ha solidificato la NATO e riproposto gli Stati Uniti come potenza assoluta, due componenti che non possono passare inosservate dal prossimo Presidente colombiano. Infine guardando alla sola area latinoamericana, Petro con tutta probabilità attenderà con ansia e un pizzico di fiducia l’elezione brasiliana in programma ad ottobre, sperando nel trionfo di Lula. Se anche in Brasile il vento di sinistra tornerà a soffiare, Petro troverà un’ulteriore alleato intraregionale che si accoderà ai già presenti Boric, Fernandez e Castro.




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