Kaliningrad: enclave russa in Europa dal potenziale esplosivo

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Fonte immagine: https://it.topwar.ru/96511-blokadnyy-kaliningrad-nenauchnaya-ne-fantastika.html

Kaliningrad è attualmente al centro dell’attenzione in quanto, successivamente all’invasione Ucraina e come territorio fortemente militarizzato, può essere considerato un forte fattore di escalation del conflitto con la NATO. Il motivo? La sua posizione geografica e il divieto di traffico ferroviario dalla Russia a Kaliningrad deciso dalla Lituania. 

Kaliningrad è un piccolo territorio russo che si affaccia al Mar Baltico, situato tra la Polonia e la Lituania. Inizialmente era territorio tedesco, ma successivamente alla Seconda Guerra Mondiale, i sovietici lo hanno occupato, facendolo abitare da popolazione sovietica e costruendoci un porto, che assieme a quello di Baltysk (Kaliningrad), sono gli unici porti russi ad affacciarsi su mari caldi.

Kaliningrad, nel corso degli anni, ha decisamente assunto un’importanza strategica: situato in territorio europeo ha potuto ottenere un’importanza maggiore da quando la Polonia e i Paesi Baltici hanno firmato il Patto Atlantico. Da qui, diventa un luogo altamente militarizzato, in quanto, sosteneva il Cremlino, era necessario tenere sotto controllo la crescente presenza degli americani nell’area. Da qui possono partire missili a capacità nucleare, gli Iskander, in grado di colpire le principali capitali dell’Europa Orientale. Lo stesso vale se la Svezia e la Finlandia ufficializzassero il loro ingresso nella NATO: da Kaliningrad ne partirebbero le reazioni. 

Il 18 giugno, la Lituania, successivamente alla sanzioni imposte contro la Russia, ha deciso di bloccare il traffico ferroviario che arriva all’enclave. In questo modo, vengono fermate sia le importazioni che le esportazioni di materiali fondamentali, quali il metallo, materiali di alta tecnologia e carbone. Dopo tale decisione, si è elevato il rischio di escalation del conflitto, che sta uscendo ufficialmente dai confini ucraini.

Mosca ha risposto subito alla sospensione dei trasporti affermando in modo duro che potrebbero esserci conseguenze se il blocco non venisse sollevato, in protezione dei propri interessi nazionali, e che, nonostante secondo Michel Borell la Lituania stia semplicemente mettendo in pratica le sanzioni europee contro la Russia, c’è un accordo internazionale tra UE e Russia di non interferenza sulle reti dei trasporti che sta venendo violato. Sarcasticamente, il primo ministro lituano ha risposto nuovamente alla Russia “è ironico sentir parlare di violazione di trattati internazionali da un paese che ha violato ogni singolo trattato internazionale”, aggiungendo che non si sta verificando nessun blocco su Kaliningrad ma che i beni e le persone non sanzionati stanno continuando a transitare normalmente. 

Per quanto sia crescente la paura, le previsioni attuali non vedono la necessità, come la possibilità, per la Russia di uscire dai confini del conflitto in Ucraina e attaccare i Paesi della NATO, in quanto con capacità militare limitata. Inoltre, è rilevante considerare come, in caso di conflitto armato, Kaliningrad possa difendersi, in quanto totalmente circondata, impedendo così alle forze russe di disperdersi. Allo stesso modo, e lo stiamo già vedendo ora, non sarebbe altrettanto semplice far pervenire gli aiuti militari necessari alla sopravvivenza. 

Valentina Topatigh, nata a Udine classe 1997. Dopo la maturità linguistica, ha ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con tesi in diritto pubblico comparato sulla mozione di fiducia e sfiducia nei rispettivi ordinamenti di Germania e Spagna. È attualmente tesista per il master in International Law and Global Governance alla Tilburg University nei Paesi Bassi. Contemporaneamente ai suoi studi è anche membro della redazione America Latina per lo IARI.

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