La Cina fra calo demografico e intelligenza artificiale

8 mins read
Fonte immagine: Cina, calo demografico record/ Dal 2025 via ogni limite sui figli ma... (ilsussidiario.net)

I progressi realizzati nel campo dell’intelligenza artificiale dal governo cinese, sul piano estero, potrebbero essere funzionali a vincere la competizione internazionale con gli Stati Uniti e, sul piano interno, a porre un freno al calo demografico che si è registrato negli ultimi cinque anni. 

Lo status di superpotenza cui aspira la Repubblica Popolare Cinese (RPC) deve passare per lo sviluppo di un arsenale tecnologico che possa favorire il progresso sul piano nazionale e possa rendere il Paese un reale competitor sul piano internazionale. L’applicazione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) potrebbe sostenere il mercato del lavoro cinese finché le misure e le riforme volte ad arrestare il persistente calo demografico, che costituisce la minaccia più concreta alla crescita economica e alla realizzazione dei maestosi progetti geopolitici, non produrranno risultati concreti. Il calo demografico dipende da due fattori: da una parte, dai vertiginosi cambiamenti interni che non sono stati affiancati da riforme strutturali efficienti volte a creare condizioni favorevoli ai giovani in tutti i campi della vita economica e sociale; dall’altra parte, dalle stringenti politiche del Partito Comunista Cinese (PCC) sul controllo delle nascite che sono state ufficialmente ammorbidite ad agosto 2021 quando alle donne è stata concessa la possibilità di concepire fino a tre figli. 

Il controllo delle nascite, insieme all’invecchiamento della popolazione, ha contribuito a rendere la Cina un Paese vecchio con ridotte possibilità di raggiungere e poi mantenere, nel lungo periodo, lo status di superpotenza. In particolare, le condizioni di vita della popolazione cinese sono migliorate notevolmente negli ultimi decenni e questo ha consentito la crescita della popolazione anziana che, tuttavia, non è sostenuta da sistemi assistenziali efficienti, da sistemi di sanità gratuiti e da pensioni adeguate. Spesso sono i figli a doversi occupare dei genitori anziani senza ricevere incentivi o aiuti da parte dello Stato e, al contempo, devono svolgere lunghi turni di lavoro visti gli alti costi della vita, specialmente nelle metropoli. 

Il 2021 è il quinto anno di seguito, dopo l’abolizione della politica del figlio unico nel 2013, che in Cina si è registrato un calo demografico. Al 2019, secondo le fonti ufficiali, il tasso di fertilità in Cina si è attestato intorno all’1,7% e, al 2021, il numero dei nuovi nati è stato pari a 10,61 milioni. La situazione che negli ultimi anni si è venuta a creare colpisce soprattutto le donne che sono le prime a dover scegliere fra il lavoro e la famiglia poiché viene negata loro la possibilità di ricorrere al congelamento degli ovuli o alla maternità surrogata, misure mediche che rimangono illegali nel Paese. Per coltivare la speranza di realizzare il grande sogno di rinascita della nazione cinese, messo a serio repentaglio dalla mancanza di adulti in età lavorativa che possano continuare a traghettare il Paese verso la modernizzazione e lo sviluppo economico, il PCC deve porre rimedio alle questioni demografiche, altrimenti, la Cina diventerà il primo Paese a essere invecchiato prima di essere diventato ricco. 

Innanzitutto, il governo di Zhongnanhai dovrebbe mettere in campo una serie di misure che avviino la costruzione di un welfarevisto che alla popolazione non vengono garantiti i diritti sociali fondamentali. Fuori dalle metropoli, che ospitano le élitesfinanziarie cinesi e internazionali, la qualità della vita non è alta sebbene importanti progressi siano stati compiuti attraverso il miglioramento dell’alimentazione, la costruzione di infrastrutture sanitarie e l’aumento dell’igiene che hanno notevolmente aumentato la speranza di vita, rendendo la Cina uno dei paesi a basso reddito più longevi del mondo. L’invecchiamento della popolazione, tuttavia,  costituisce la più seria minaccia a lungo termine per Pechino poiché la mancanza di persone in età lavorativa impedisce di sostenere gli inattivi e di risparmiare per garantire il successo del modello di sviluppo fondato sugli investimenti.

Secondo alcuni analisti, a offrire un importante aiuto potrebbe essere l’implementazione dell’IA poiché, nei prossimi tre decenni, si stima che la popolazione cinese in età lavorativa potrebbe diminuire di 170-260 milioni e l’intelligenza artificiale potrebbe sostituire 200-330 milioni di lavoratori. Una così vasta trasformazione prevede però il raggiungimento di un alto grado di sviluppo tecnologico che è stato definito dal piano decennale Made in China 2025, varato dal governo nel 2015 e volto a rendere il Paese una mega industria hi tech che possa raggiungere l’autosufficienza nel campo della tecnologia. L’intenzione è quella di implementare l’intelligenza artificiale in tutti gli ambiti lavorativi e, in particolare, nel settore industriale i robot cinesi dovrebbero passare dal 50% del 2020 al 70% nei cinque anni successivi.

L’impiego crescente di IA si rende necessario in un paese in cui si stima che entro il 2050 un terzo della popolazione avrà 60 anni e tanto più se si pensa che le recenti aperture del governo cinese tese ad allentare il controllo sulle nascite non produrranno effetti immediati e quindi non risolveranno nel breve periodo la questione demografica. Sul piano estero, invece, Pechino punta a diventare un diretto competitor di Washington anche per il settore tecnologico e tale intento si concilia perfettamente con il grandioso progetto della Belt and Road Initiative per cui i Paesi in via di sviluppo potrebbero guardare alla Cina non solo per la cooperazione allo sviluppo, cosa che peraltro hanno già fatto, ma anche per avere un nuovo partner commerciale nell’ambito dell’hi-tech.

In conclusione, le misure adottate nel futuro più prossimo dovranno essere tese a invertire la tendenza demografica nel medio-lungo periodo e a rafforzare il settore tecnologico nel breve periodo affinché sia garantita la crescita economica. 

Latest from ASIA E OCEANIA