Iron Beam: il sistema laser per la difesa aerea di Israele

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Fonte immagine: https://www.israelhayom.com/2022/06/01/pm-says-new-iron-beam-laser-interceptor-will-bankrupt-enemies/

Il nuovo sistema laser, Iron Beam, rafforza lo scudo difensivo israeliano, confermando la costante ricerca di sicurezza interna e di deterrenza militare dello Stato ebraico. 

Israele ha recentemente testato il nuovo sistema di difesa aerea, laser, denominato “Iron Beam”. Si tratta di un sistema di difesa aerea progettato per intercettare e distruggere razzi, artiglieria, mortai e UAV, ossia velivoli senza pilota.

I test sono la prima fase di un programma pluriennale – iniziato nel 2014 – guidato dalle industrie DDR&D (Directorate of Defense Research and Development) e della difesa. Il programma, finanziato con oltre 100 milioni di dollari, mira a sviluppare un sistema laser terrestre e aereo ad alta potenza attrezzato per affrontare minacce a lungo raggio e ad alta intensità. Il laser integrerà il sistema Iron Dome e costituirà maggiore efficacia e sostenibilità economica all’array di difesa aerea multilivello di Israele.

Il CEO e Presidente di Rafael Advanced Defense Systems, il maggiore generale Yoav Har Even, ha dichiarato: “Rafael è orgoglioso di aver completato questa prima serie di test con il laser ad alta potenza più innovativo del mondo. I test di successo includevano l’intercettazione di un’ampia gamma di minacce e hanno dimostrato le notevoli capacità del sistema. La nostra cooperazione con la DDR&D e il Ministero della Difesa ha portato a questo straordinario sviluppo, costituendo una pietra miliare significativa nel processo per raggiungere la capacità operativa”.

Gabi Siboni, esperta di strategia militare all’Istituto di Gerusalemme per la Strategia e la Sicurezza, ha aggiunto: “Israele non ha mai abbandonato l’idea della tecnologia laser. Questo sistema sarà più economico, più sicuro e meno dipendente dal riarmo”. 

Funzionamento e criticità

Iron Beam utilizza un laser a fibra per distruggere un bersaglio in volo entro 4-5 secondi dallo sparo a una distanza di 7 km. Sia che agisca come un sistema autonomo o con segnali esterni come parte di un sistema di difesa aerea, una minaccia viene rilevata da un sistema di sorveglianza e tracciata dalle piattaforme dei veicoli al fine di impegnarsi. I principali vantaggi dell’utilizzo di un’arma a energia diretta, rispetto agli intercettori missilistici convenzionali, sono i costi inferiori per colpo, il numero illimitato di lanci, i costi operativi inferiori e meno manodopera. Inoltre, non ci sono detriti intercettori che possano cadere sull’area protetta. Il costo di ogni intercettazione è trascurabile, a differenza dei costosi intercettori missilistici: circa 3,50 dollari statunitensi per colpo per coprire, contro 100.000-150.000 dollari per intercettore sparato. Gli attuali livelli di potenza dei laser sono di circa 100 kW e dovrebbero aumentare per una maggiore capacità distruttiva. 

Il sistema è costituito da un radar di difesa aerea, un’unità di comando e controllo e due sistemi High Energy Laser (HEL). Il funzionamento di questo sistema consiste nel puntare l’obiettivo nemico, seguendolo nella sua traiettoria e riscaldandolo fino a causare l’autodistruzione per l’eccessiva temperatura raggiunta dai detonatori interni. Una volta eliminato l’obiettivo, l’HEL ripristina automaticamente la funzione di sorveglianza di difesa. Oppure, se vi sono altri attacchi nemici in corso, provvederà immediatamente a riagganciare altri missili per distruggerli dando priorità alle minacce più vicine all’impatto.

Al contempo, però, vi sono anche delle incertezze da considerare. Lo svantaggio di un sistema laser è che può non funzionare in maniera efficiente in periodi di scarsa visibilità, compresa la copertura del cielo o altre condizioni metereologiche avverse. Per questo motivo, funzionari israeliani stanno valutando l’idea di montare questo sistema anche sugli aerei, al fine di aggirare questo limite e colpire i bersagli anche al di sopra delle nubi. 

Le minacce individuate

La volontà di introdurre un nuovo sistema di difesa aereo da parte israeliana ha degli obiettivi specifici. Come ben noto, la salvaguardia dell’integrità nazionale è sempre stato il primo cruciale obiettivo dello Stato ebraico. Ciò ha comportato una costante ricerca di sistemi d’arma all’avanguardia, volti all’innovazione e all’efficienza, al fine di garantire complesse esigenze di sicurezza interna. L’imprevedibilità e la variabilità delle potenziali sorgenti di fuoco, hanno spinto Israele ad implementare sistemi di difesa aerea multilivello e integrati tra loro. 

Ancora una volta, gli attori che rappresentano il principale pericolo per Israele sono l’Iran, i filoiraniani aventi base in Libano di Hezbollah e i palestinesi di Hamas.

Al Paese a maggioranza sciita viene tendenzialmente associata la minaccia legata ai droni e a velivoli UAV. Come precedentemente avvenuto, per ora la tensione tra Israele e Iran ha visto provocazioni reciproche a distanza, con azioni di disturbo non confermate ufficialmente. 

La minaccia cibernetica assume ancora più rilevanza nel contesto attuale, in cui l’Iran aspira a dotarsi di armi nucleari. Per tali motivi, Iron Beam, nelle previsioni israeliane, dovrà essere in grado di intercettare questo tipo di eventuali minacce, che potrebbero violare siti strategici. 

A proposito di ciò, durante il discorso di presentazione di Iron Beam, il Primo Ministro Naftali Bennet ha lanciato un messaggio di aperta ostilità nei confronti dell’Iran, dichiarando: “La campagna per indebolire l’Iran è iniziata. Questa campagna è in tutte le dimensioni: azioni nucleari, economiche, cibernetiche, aperte e segrete, da sole e in cooperazione con gli altri. Più debole è l’Iran, più deboli sono i suoi delegati”. 

Ad Hamas ed Hezbollah, invece, viene associata la minaccia “tradizionale”, legata all’utilizzo di missili a corto e medio raggio. Queste due fazioni, infatti, sono dotate di un elevato numero di missili che, nel corso dei conflitti, hanno tentato di aggirare il sistema di difesa aerea israeliano. 

La strategia è stata quella della saturazione, ossia il tentativo di sovraccaricare lo scudo missilistico dello Stato ebraico, penetrando lo spazio aereo con i missili non intercettati. 

Questo ha portato il sistema Iron Dome, utilizzato da Israele, ad uno sforzo operativo maggiore, aumentando notevolmente i costi della difesa. L’integrazione con il sistema Iron Beam, quindi, permette di avere un supporto operativo per le minacce nel breve raggio, qualora si dovessero ripresentare situazioni di saturazione di minaccia aerea. Inoltre, consente di agire con più rapidità ad un costo minimo, rappresentando – potenzialmente – un elemento scoraggiante per eventuali minacce missilistiche. 

Il sistema di difesa aerea israeliano

Iron Beam costituirà il quarto elemento del sistema di difesa aerea di Israele, insieme ad Arrow 3, David’s Sling e il già citato Iron Dome.  

La “Fionda di David” (David’s Sling) è progettato per intercettare missili balistici e missili da crociera medio-lungo raggio, sparati da distanze comprese tra i 40 e i 300 km. 

Iron Dome è utilizzato per intercettare razzi a corto raggio, colpi di mortaio e pezzi di artiglieria, con una gittata di circa 70 km. Ogni batteria di questo sistema permette di difendere un’area di circa 150 km quadrati. 

Arrow 3, infine, è progettato per intercettare i missili balistici al di fuori dell’atmosfera terrestre. 

Per questioni geografiche e geopolitiche, l’intento israeliano è quello di saldare sempre di più lo scudo aereo di difesa. Le potenziali sorgenti di fuoco circondano letteralmente i confini del Paese, mettendo le autorità politiche nelle condizioni di ripensare costantemente strategie di deterrenza. 

Ancora una volta, il messaggio implicito sembra essere chiaro: Israele intende ribadire e incrementare la propria (netta) superiorità tecnologica nei confronti dei Paesi e degli attori non statuali considerati nemici dello Stato ebraico. Lo scopo è quello convincere l’avversario che qualsiasi azione intimidatoria nei propri confronti, avrebbe un rapporto costi/benefici molto svantaggioso. 

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