Si rafforza l’asse tra Giappone e Australia

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Fonte Immagine: https://www.reuters.com/world/asia-pacific/australia-wants-broad-deep-security-ties-with-japan-minister-says-2022-06-15/

L’intesa tra Tokyo e Canberra sembra essere destinata a diventare un aspetto fondamentale dell’ambiente strategico indo-pacifico.

Mercoledì 15 giugno a Tokyo c’è stato il meeting interministeriale tra il Ministro della Difesa giapponese Kishi Nobuo e il suo omologo australiano, Richard Marles. Il primo incontro tra i due c’è stato qualche giorno prima alla conferenza di Shangri-La a Singapore.

Il meeting si è concretizzato in una dichiarazione di impegno volta a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi in termini di difesa e di protezione dell’ordine internazionale basato sulle regole e della libertà di navigazione nella regione indo-pacifica. Le due parti hanno riconosciuto l’estrema complessità dello scenario attuale, senza precedenti per la regione, che viene aggravata dalla guerra in Ucraina, che ha effetti destabilizzanti sugli equilibri mondiali.

I due Paesi si trovano in una posizione simile dal punto di vista strategico: sono entrambi alleati degli Stati Uniti, membri della Quad initiative e stanno vivendo un periodo di grande sviluppo delle capacità aeronavali del proprio strumento militare. L’Australia sta gradualmente diventando il principale partner difensivo del Giappone (fatta eccezione per gli Stati Uniti), come segnalato dalla crescente cooperazione in materia difensiva. Questo processo ha portato alla recente firma dell’accordo di accesso reciproco, che semplificherà le forme di cooperazione tra personale militare di entrambi i Paesi, favorendone l’interoperabilità. Pur non avendo ancora uno status ufficiale di alleanza, la tendenza sembra portare verso un ulteriore rafforzamento del rapporto tra i due Paesi, accomunati soprattutto dalla necessità di arginare l’ascesa cinese.

Il grande volano per l’accelerazione lungo questa strada è rappresentato dall’invasione russa dell’Ucraina. Gli effetti di quest’ultima sullo scenario indo-pacifico non sono tanto di natura diretta, ma indiretta: per quanti i timori che la Cina possa sfruttare il momento per assorbire Taiwan manu militari siano tranquillamente declassabili a chiacchiericcio giornalistico, le azioni della Russia hanno comunque reso più vicino e più considerabile lo spettro di una guerra: se può accadere in Europa, accadrà anche altrove. Questo potrà, nel medio periodo, spingere l’opinione pubblica giapponese ad accettare l’idea di una revisione costituzionale e di una spesa militare maggiore, battaglie politiche storiche del Partito liberal-democratico, ma che non ha mai portato fino in fondo per mancanza di supporto popolare (in Giappone ogni modifica costituzionale deve necessariamente passare per un referendum). La “normalizzazione” dello status delle forze armate giapponesi sarà il passo decisivo per liberare il potenziale strategico del Giappone e anche per un rafforzamento onnicomprensivo dell’asse con Canberra.

La destabilizzazione globale derivante dalle azioni russe va anche a rafforzare gli sforzi militari australiani, nonostante la relativa lontananza geografica. Il Giappone è un partner ideale per l’Australia, poiché le rispettive visioni dell’ordine regionale sono le medesime. Oltre a ciò, i due Paesi intendono collaborare anche per portare diplomaticamente l’Asean nello schieramento politico statunitense, evitando che tutti i Paesi del Sud-est asiatico finiscano per applicare politiche filocinesi. L’indecisione mostrata da alcuni di questi Paesi all’inizio dell’invasione russa potrebbe ripetersi in misura ancora maggiore, qualora il Paese al centro della crisi fosse la Cina. Per questa ragione, il rafforzamento della cooperazione con questi Stati è vitale per una strategia efficace, e non dev’essere un compito riservato solamente a Washington.

In conclusione, il potenziale militare ed economico della cooperazione tra Giappone e Australia sarà cruciale per gli sviluppi strategici nella regione. La guerra in Ucraina andrà probabilmente ad accelerare questo processo, avendo riportato le tematiche relative alla sicurezza nazionale al centro dei dibattiti pubblici.

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

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