Crisi tra Algeria, Spagna e Marocco

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Fonte immagine: Google Earth

L’Algeria ha recentemente sospeso il Trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione concluso l’08 ottobre 2002 con la Spagna, a seguito del peggioramento delle relazioni bilaterali in atto da marzo 2022 segnando un momento di tensione nella rete di relazioni che legano il Nord Africa e l’Europa. Ma come si è giunti a questo punto?

Marzo 2022

Il 18 marzo le autorità politiche di Madrid hanno dichiarato di ritenere come “realistica e accettabile” l’iniziativa diplomatica promossa dal Marocco per risolvere la disputa territoriale riguardante lo status del Sahara occidentale, un’area amministrata dalla Spagna fino al 1976 e ora contesa tra il Marocco, che ne rivendica la sovranità e il movimento indipendentista del Fronte Polisario, le cui rivendicazioni politiche sono supportate dall’Algeria, interessata a garantirsi una forma di influenza su un territorio che rappresenta un accesso all’Oceano Atlantico.

La presa di posizione del governo spagnolo di Pedro Sanchez è stata accolta positivamente dal Ministero degli Affari Esteri del Marocco e ha posto le basi per lo scambio di nuove visite ufficiali tra le autorità di governo dei due Paesi, interessate a stringere ulteriormente la cooperazione bilaterale in più ambiti, in particolare nel contrasto all’immigrazione clandestina e nel settore energetico.

All’avvicinamento tra Madrid e Rabat, avvenuto sul contesto del Sahara Occidentale, ha fatto immediatamente seguito la risposta di riflesso di Algeri, in quanto attore geopoliticamente coinvolto e interessato alla leadership del Nord Africa in collisione con il rivale rappresentato dal vicino Marocco. La risposta si è concretizzata diplomaticamente con la decisione algerina di richiamare in patria per consultazioni il proprio ambasciatore a Madrid. Una decisione che nel linguaggio della diplomazia esprime un momento di forte tensione nello status delle relazioni bilaterali tra Stati e che può prolungarsi per diverso tempo.

In Algeria, la decisione della Spagna di supportare la proposta autonomistica del Marocco è stata accolta con un certo stupore e risentimento dall’opinione pubblica e dal Parlamento algerino, che ha invitato di riflesso i deputati e senatori spagnoli a contrastare la decisione del governo di Pedro Sanchez sperando di ottenere una revisione della posizione considerata come “irresponsabile e contraria al diritto internazionale”.

A seguito della decisione, la diplomazia algerina ha accusato il Marocco di aver utilizzato l’immigrazione clandestina come un’arma di ricatto politico nei confronti della Spagna per ottenere il desiderato appoggio sul progetto relativo al Sahara Occidentale , tuttavia il governo di Pedro Sanchez ha dovuto affrontare anche il rischio che la stessa Algeria utilizzasse a sua volta la sospensione dei rimpatri e la propria rilevanza nel settore energetico per forzare la mano e costringere Madrid ad un ripensamento, soprattutto in un momento in cui la sicurezza energetica era ed è al centro dell’agenda politica europea, a causa degli effetti della guerra tra Russia e Ucraina.

Ad aggiungere un ulteriore livello di complessità nel contesto, sovrapponendo e collegando questioni politiche conflittuali, si è inserita la dichiarazione del Ministro degli Affari Esteri israeliano, Yair Lapid, che al termine di un vertice con le autorità politiche del Marocco il 28 marzo, ha dichiarato di accogliere positivamente la decisione spagnola di appoggiare Rabat sulla questione del Sahara Occidentale.

Ciò ha rappresentato di fatto l’intervento trasversale di un’altra questione di sfondo che divide la comunità internazionale e, in primis, Algeria e Marocco nel contesto geopolitico del Medioriente e Nord Africa: il conflitto israelo-palestinese. Infatti, se da un lato l’Algeria ha sposato la causa dell’autodeterminazione del popolo palestinese, così come quello del popolo saharawi, dall’altro lato invece il Marocco ha proceduto alla normalizzazione delle relazioni con Israele e alla riacutizzazione dello scontro con il Fronte Polisario.

Aprile 2022

In aprile, in questo scenario complesso, si è registrata un’escalation negativa nella relazione triangolare tra Algeria, Spagna e Marocco prima con il movimento del Fronte Polisario che ha annunciato di aver interrotto i contatti para-diplomatici esistenti con il governo spagnolo, poi con il Ministero degli Affari Esteri algerino che ha denunciato le attività militari e le presunte violazioni dei diritti umani attuate dal Regno del Marocco contro la popolazione civile nel territorio conteso.

Inoltre, durante un’intervista ad un quotidiano di informazione, l’inviato speciale algerino Amar Belani, in qualità di diplomatico incaricato della questione del Sahara Occidentale, ha dichiarato pubblicamente che l’Algeria è pronta ad agire in autodifesa in caso di un attacco del Marocco e che tale eventualità verrebbe considerata come un casus belli. Hanno fatto seguito le dure dichiarazioni del Ministro dell’Energia e delle Miniere algerino Mohamed Arkab in merito alle possibili violazioni della Spagna dei termini dei contratti di fornitura di gas naturale con l’Algeria.

Maggio 2022

Nella prima metà di maggio, i rappresentanti diplomatici dei Paesi Bassi hanno accolto positivamente il progetto autonomistico del Marocco per il territorio conteso del Sahara Occidentale in occasione di un incontro tra il Ministro degli Affari Esteri olandese e quello marocchino a Rabat, segnando un ulteriore successo per la politica estera del Marocco alla ricerca di riconoscimento internazionale.

Inoltre, la diplomazia di Rabat ha esercitato una pressione costante anche nelle sedi internazionali come quella del Comitato per la decolonizzazione delle Nazioni Unite o la Conferenza per la lotta al gruppo terroristico Daesh, dove si è assistito ad accesi dibattiti tra i rappresentanti diplomatici algerini e marocchini con al centro del confronto proprio l’autodeterminazione del Sahara Occidentale.  

Anche la Turchia, in quanto attore influente e partner economico di primo piano per l’area del Nord Africa, è stata coinvolta di riflesso in questa controversia, venendo chiamata in causa da una parte prima e dall’altra dopo. In maggio, alcune agenzie di stampa marocchine hanno diffuso la notizia che la Turchia avesse riconosciuto la sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale sollevando polemiche nell’opinione pubblica e nella stampa algerina.

È stata necessaria una dichiarazione dell’Ambasciatore turco Tanju Bilgic alla stampa e poi una visita di Stato del Presidente della Repubblica Abdelmadjid Tebboune in Turchia il 15, 16 e 17 maggio per fugare ogni timore di un possibile avvicinamento tra la Turchia e il Marocco e per invece rilanciare il Trattato di amicizia e cooperazione bilaterale firmato nel 2006 tra Istanbul e Algeri. La Turchia ha così rinnovato “il rapporto di fratellanza” che lega i due Paesi e ha ribadito di supportare la ricerca di una soluzione politica nel quadro delle Nazioni Unite attraverso il dialogo tra le parti.

Maggio 2022 – Giugno 2022

Tra la seconda metà di maggio e la prima metà di giugno, la questione attinente lo status del Sahara Occidentale ha assunto una particolare rilevanza per i vertici della politica estera dell’Unione Europea.

Infatti, in una dichiarazione rivolta ad Algeri, l’Alto Rappresentante della politica estera e di sicurezza comune, Josep Borrell, ha esposto la posizione comune dei Paesi membri dell’Unione Europea, affermando che:

  1.  l’Unione Europea sostiene gli sforzi delle Nazioni Unite a favore di un processo politico per giungere ad una soluzione ritenuta reciprocamente accettabile dalle parti coinvolte;
  2. lo status giuridico del Sahara Occidentale deve essere affrontato conformemente al diritto internazionale all’interno dei negoziati in corso sotto la guida delle Nazioni Unite.

La posizione dei Paesi dell’UE, apparentemente imparziale e di rimando al dialogo da svolgersi in ambito ONU, è stata accolta positivamente dal Ministero degli Affari Esteri algerino, in quanto avrebbe contribuito a scoraggiare i tentativi della diplomazia di Rabat di imporre la propria posizione. Nonostante ciò, il linguaggio adoperato da Bruxelles nelle dichiarazioni ha registrato dei cambiamenti importanti, tra cui il mancato riferimento all’opzione referendaria voluta dal Fronte Polisario e supportata dall’Algeria, rappresentando verosimilmente un segnale di cambiamento.

A ciò hanno fatto seguito gli scambi di dichiarazioni e l’incontro del 28 maggio tra il Ministro degli Affari Esteri algerino, Ramtane Lamamra, e l’inviata speciale dell’Unione Europea per il Sahel, Emanuela Claudia del Re, che se da un lato hanno evidenziato l’importanza dell’Algeria nell’area sahelo-sahariana come potenza stabilizzatrice e come guardiano del nuovo confine esterno dell’Europa, dall’alto lato non hanno comunque fermato il peggioramento in atto nelle relazioni bilaterali tra Algeria e Spagna.

L’08 giugno, le autorità politiche algerine hanno comunicato la decisione unilaterale di sospendere con effetto immediato il Trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione concluso nell’ottobre del 2002 con la Spagna, a titolo di reazione contro la decisione presa il 18 marzo dal governo di Pedro Sanchez di sostenere l’iniziativa diplomatica del Marocco. Ciò ha messo in discussione la cooperazione algerino-spagnola nel controllo dei flussi migratori, nel contrasto al traffico di esseri umani, la validità dei contratti di fornitura di gas tra i due Paesi e le transazioni commerciali da e verso la Spagna.

La situazione scaturita dal confronto tra Algeria, Marocco e Spagna sul destino del Sahara Occidentale adesso ruota attorno le forniture energetiche, soprattutto data l’importanza che queste ultime hanno assunto alla luce dell’obiettivo dell’indipendenza energetica, e ha finito per coinvolgere non solo singoli Paesi, ma l’Unione Europea nel suo complesso.

 I vertici di Bruxelles, in seguito alla pressione esercitata dalla Spagna tramite la visita del Ministro degli Affari Esteri Jose Manuel Albares in Belgio presso l’Alto Rappresentante Josep Borrell e il Vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombovskissi,  hanno confermato che l’Unione Europea è pronta a far fronte comune davanti alle misure applicate dall’Algeria nei confronti della Spagna, che rischia di subire gli effetti negativi della crisi diplomatica con Algeri e registrare un’inflazione dei prezzi nel breve termine.

In risposta a questi ultimi eventi, le autorità politiche di Algeri hanno da un lato rassicurato che l’Algeria onorerà i propri impegni contrattuali, mentre dall’altro lato hanno accolto negativamente la presa di posizione dell’UE sulla tensione che governa lo stato delle relazioni bilaterali tra Algeria e Spagna e che potrebbe pregiudicare gli impegni dell’accordo di associazione tra Algeria e Unione Europea.

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