ECOWAS e Unione Africana: sicurezza cooperativa o competizione regionale?

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Fonte Immagine: au.int

Unione Africana ed ECOWAS sono le principali organizzazioni attive in Africa, ma il loro rapporto è sempre stato caratterizzato da una forte competizione più che dalla volontà a cooperare, specialmente in materia di difesa e sicurezza. Alla luce del proliferare dei colpi di stato in Africa negli ultimi mesi e delle costanti minacce alla sicurezza nel continente, un maggiore coordinamento tra le due organizzazioni è necessario per garantire un minimo di stabilità politica e sociale alla popolazione africana.

Il continente africano rappresenta uno dei contesti più complessi dell’attuale scacchiere internazionale, in quanto sul suo territorio sono attivi una vasta gamma di attori sia locali che sovranazionali, con interessi spesso confliggenti tra loro.

Una peculiarità che si osserva in Africa, infatti, è l’esistenza di numerose organizzazioni regionali, di stampo sia politico che economico: se da una parte questo è un elemento in un certo senso inevitabile, data l’estensione territoriale africana e le diverse necessità che una regione può avere rispetto ad un’altra, dall’altra il rischio è quello di avere delle organizzazioni sostanzialmente inefficienti, che si ritrovano in competizione fra di esse per ottenere lo status di “più legittimata” ad agire sul territorio.

Fra le organizzazioni regionali più rilevanti si trova sicuramente ECOWAS (Economic Community of West African States), fondata nel 1975 e composta da 15 stati membri con il mandato il mandato di promuovere l’integrazione economica in tutti i settori di attività dei paesi costituenti. A completare tale complessa architettura istituzionale, in Africa nel 1963 nasce anche un’organizzazione continentale nel senso proprio del termine, l’Unione Africana, che racchiude al suo interno 55 stati e che si pone gerarchicamente al di sopra dei vari attori regionali.

La relazione fra ECOWAS e Unione Africana, che si presentano come le più influenti organizzazioni presenti in Africa, ha vissuto diverse fasi, alternando momenti di proficua cooperazione a periodi invece di forte competizione. Una delle aree dove il rapporto tra le due organizzazioni è risultato più controverso è quella legata alla sicurezza e alla difesa, con particolare riferimento al soggetto che dovrebbe intervenire nel caso di un conflitto armato o di una minaccia alla sicurezza.

Le ragioni fondanti dell’ambiguità di questa relazione trovano la loro origine nel Memorandum of Understanding del 2008, documento centrale nel regolare i rapporti tra l’Unione Africana e le organizzazioni regionali attive in Africa, in particolare con 8 di queste; l’obiettivo primario di tale MoU era quello di condurre ad uno sforzo coordinato e congiunto per “creare, proteggere e promuovere la democrazia da parte delle organizzazioni nei loro Stati membri”.

Il MoU tuttavia ha una formulazione abbastanza vaga che lascia spazio a diverse interpretazioni, favorendo così una mancanza di chiarezza che gioca sicuramente più a favore di organizzazione come ECOWAS piuttosto che all’Unione Africana: il principio di sussidiarietà che regola il MoU, infatti, stabilisce come l’UA possa intervenire solamente quando il livello inferiore, ovvero le organizzazioni regionali, non sono in grado di risolvere in maniera efficace una particolare questione.

Tutto ciò non fa altro che generare diverse visioni di uno stesso fenomeno e delle possibili soluzioni relative e in una situazione di conflitto sia l’UA che le organizzazioni regionali coinvolte possono legittimamente pretendere di essere il soggetto chiave per risolvere la controversia in corso.

In un contesto come quello africano, caratterizzato da un’alta fragilità e da un elevatissimo grado di conflittualità, questa ambiguità di fondo si è finora tradotta in una sostanziale incapacità di intervenire in maniera efficace sul territorio. La storia africana infatti è piena di guerre civili e conflitti armati, presenti in intensità e numeri così elevati da modificare la natura stessa di alcune organizzazioni regionali: se da una parte l’Unione Africana nasce con l’obiettivo esplicito di “promote peace, security, and stability on the continent”, ECOWAS ha dovuto adattare i suoi obiettivi e rimodellare la sua struttura alle sfide in materia di sicurezza che si verificano nei territori dei suoi stati membri.

Nel 1990 infatti alcuni membri di ECOWAS danno luogo alla nascita di ECOMOG (Economic Community of West African States Monitoring Group), una forza armata di dispiegamento rapido composta dagli eserciti nazionali degli stati membri per intervenire congiuntamente in caso di conflitto violento. ECOMOG è stato dispiegato in quattro diverse occasioni (Liberia, Sierra Leone, Guinea Bissau e Costa d’Avorio) e la sua creazione ha segnato il definitivo shift di ECOWAS da un impegno esclusivamente di tipo economico a delle priorità anche politiche, attraverso la riforma del proprio statuto nel 1993, dove la pace e la stabilità rappresentavano condizioni essenziali per il raggiungimento dell’integrazione economica.

La formazione di ECOMOG rappresenta inoltre il momento in cui ha inizio formalmente l’overlapping tra ECOWAS e Unione Africana in materia di sicurezza. Al momento la sfida principale che le due organizzazioni devono affrontare riguarda il tema della cooperazione e del coordinamento delle loro azioni; un tentativo in questo senso si è avuto nel 2002, quando l’Unione Africana ha inaugurato un nuovo sistema di difesa collettiva noto come African Peace and Security Architecture (APSA).

Attraverso questo meccanismo, l’Unione Africana ha provato a regolamentare la struttura difensiva continentale e a porsi nuovamente come soggetto leader e punto di riferimento del sistema africano, senza ottenere però successi significativi: il problema fondamentale ad oggi rimane l’assenza di uno quadro istituzionale chiaro e definito, dato che il MoU ha fallito nel suo scopo. A ciò si aggiungono le aspirazioni di leadership regionale dal punto di vista politico-militare (oltre che economico) di ECOWAS: il risultato è una comunicazione irregolare ed incompleta tra le due entità ed una cooperazione praticamente assente.

Una delle poche certezze è che l’Africa nel suo complesso non ha molto da guadagnare da questo tipo di competizione interna, soprattutto se ciò dovesse portare a una sorta di marginalizzazione dell’Unione Africana anche sul piano internazionale, oltre che interno.

L’Unione Africana infatti è l’unica organizzazione intergovernativa africana con una rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite, in quanto è considerata l’organismo ombrello di tutte le organizzazioni sub regionali africane. Dovrebbe essere dunque di interesse comune di tutte le comunità regionali africane (ECOWAS in primis, dato il suo peso e l’influenza che essa ancora ha nel contesto odierno) aiutare l’Unione Africana ad ottenere maggiore legittimità e uno status riconosciuto a livello internazionale di esecutore unico delle politiche di sicurezza in Africa.

Questo bisogno diventa ancora più necessario se calato nell’attualità politica degli ultimi mesi in Africa, che ha visto la proliferazione di numerosi colpi di stato in diversi paesi: Mali, Ciad, Guinea, Sudan e Burkina Faso sono solo gli ultimi in ordine temporale. Unione Africana ed ECOWAS hanno condannato in maniera ferma e convinta i vari colpi di stato, provvedendo poi a sospendere il paese in questione dalle rispettive organizzazioni di appartenenza, come nel caso della Guinea; rimane tuttavia un problema di fondo, ovvero che tali misure sono spesso delle template measures, che non hanno effetti concreti se non quello di mostrare un impegno congiunto delle due organizzazioni e che non vanno a toccare le cause profonde che hanno portato al colpo di stato.

Il primo novembre 2021 è stato rilasciato un comunicato sia dall’Unione Africana che da ECOWAS che annuncia come le due organizzazioni si sono impegnate a migliorare la loro cooperazione in materia di sicurezza e difesa. Tale promessa risponde proprio agli sviluppi negativi che si sono avuti negli ultimi mesi nel continente africano e sono state individuate delle aree d’intervento dove entrambe le organizzazioni riconoscono il bisogno di rafforzare il coordinamento e la comunicazione reciproca.

Il Commissario per la Pace e la Sicurezza della Commissione dell’UA, l’ambasciatore Bankole Adeoye, ha effettuato una visita di lavoro presso il Dipartimento per gli Affari Politici, la Pace e la Sicurezza della Commissione ECOWAS (PAPS) il 29 ottobre 2021 ad Abuja, in Nigeria, auspicando la creazione di uno scambio interregionale di conoscenze in materia di early warnings e prevenzione dei conflitti, strumenti assolutamente necessari per evitare lo scoppio di un conflitto armato.

Resta da capire se quanto affermato nel comunicato stampa si tradurrà in realtà o se rimarrà soltanto l’ennesimo tentativo fallimentare di raggiungere un’integrazione politica e di sicurezza tra ECOWAS e Unione Africana; se così fosse anche stavolta, si permetterebbe alle reti criminali transnazionali, ai gruppi armati non statali, al terrorismo e ad altri tipi di attori esterni di continuare ad agire senza che vi siano delle risposte efficaci e soprattutto univoche da parte delle istituzioni africane, lasciano il continente e la sua popolazione alla mercè del revisionista di turno. 

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