LA DANIMARCA ADERIRÀ ALLA PSDC 30 DOPO MAASTRICHT

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Fonte Immagine: Europa Today

Lo scorso mercoledì, il primo giugno 2022, il Paese scandinavo ha raggiunto la maggioranza dei voti favorevoli all’abolizione della clausola di esenzione (il cosiddetto opt-out) dalla politica di difesa europea (PSDC).

Nel 1993, in sede di adozione del Trattato di Maastricht, i danesi avevano bocciato il progetto, aderendo soltanto in seguito alla concessione europea di 4 esenzioni relativamente all’adozione dell’euro, all’adesione agli impegni in materia di cittadinanza europea, ai trasferimenti di sovranità in materia di giustizia e affari interni, nonché alla partecipazione alla politica di sicurezza e difesa comune (PSDC)

Per trent’anni Copenaghen ha mantenuto gli opt-out ottenuti ad Edimburgo nel 1993 e confermati con un Protocollospecifico, adottato ad Amsterdam il 2 ottobre 1997 ed allegato ai Trattati.

In particolare, il regime compromissorio relativo alla difesa prevedeva che la Danimarca, già Paese membro fondatore della NATO, non avrebbe preso parte alla politica comune di difesa, né tanto meno alla difesa comune, né avrebbe aderito all’UEO (Unione Europea occidentale, quale organizzazione internazionale regionale di sicurezza militare e cooperazione politica). Allo stesso tempo, tuttavia, non avrebbe ostacolato la cooperazione tra gli Stati membri nel settore.

Sul piano formale, il parlamento monocamerale danese deve adottare la decisione di revoca dell’opting-out. Il governo confida di trasmettere tale revoca a Bruxelles entro il prossimo primo luglio – sulla base dell’art. 7 del Protocollo del 1997 – ai sensi del quale la Danimarca «può in qualunque momento, secondo le proprie norme costituzionali, informare gli altri Stati membri che non intende più avvalersi, in tutto o in parte, dell’esenzione».

La svolta politica permetterà alla Danimarca, già membro fondatore della NATO, di correggere la sua politica di difesa, in un contesto in cui la tensione è alta. Gli effetti della guerra in Ucraina hanno portato già la Finlandia e la Svezia a inoltrare una richiesta formale di adesione alla NATO, con la conseguenza che, con la loro partecipazione, si potrebbe espandere il territorio operativo dell’Alleanza Atlantica, aumentandone la copertura nelle regioni settentrionali e orientali del continente europeo, lungo la frontiera con la Russia. 

Se a tale contesto si aggiunge la (quasi formale) partecipazione della Danimarca alla PSDC, comprendente la cooperazione europea in materia di difesa, la cooperazione allo sviluppo e l’acquisizione di capacità militari nel quadro dell’Unione, la partecipazione all’Agenzia Europea per la Difesa, nonché i progetti di cooperazione sulla cybersicurezza, con un aumento del bilancio della difesa, fino al 2% del PIL, stabilita in sede NATO, potrebbe apparire evidente un rischio latente: alzare l’asticella dello scontro oppure ricomprendere tali mosse strategiche in una logica di deterrenza tale da mantenere un certo status quo.

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