ALGERIA E AL-QAEDA NEL MAGHREB ISLAMICO (AQIM): UNA MINACCIA PRESENTE?

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Fonte Immagine: Details - The World Factbook (cia.gov)

Nel primo semestre del 2022, Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM / AQMI) è stata al centro di operazioni antiterrorismo condotte dalle forze di sicurezza algerine. Ad oggi, l’organizzazione terroristica rappresenta un problema securitario dalle caratteristiche ibride e complesse.

Cosa è AQIM?

AQIM è un’organizzazione militante islamica emersa nel 2007, e rappresenta una delle ultime metamorfosi dell’islamismo radicale in Algeria, le cui radici più prossime sono rintracciabili nel periodo della guerra civile che ha colpito l’Algeria dal 1992 a seguito della decisione dell’esercito di intervenire nel sistema politico interno scongiurando la altrimenti temuta vittoria alle elezioni generali del partito politico islamista del Fronte Islamico della Salvezza (FIS), il cui obiettivo era lo stabilimento di uno Stato islamico basato sulla interpretazione fondamentalista della sharia.

Nella fase di scontro aperto tra l’esercito, intervenuto come guardiano del sistema politico e degli interessi della classe dirigente, e i gruppi di insorti, uno in particolare, il Gruppo Islamico Armato (GIA), è emerso come uno dei più efficienti e capaci nel colpire i propri obiettivi politici e militari in Algeria e all’estero. 

Tuttavia, sul finire degli anni ’90, con la transizione generale da un periodo più violento ad una fase di insorgenza a bassa intensità nella guerra civile algerina, il Gruppo Islamico Armato (GIA) ha iniziato a subire il contraccolpo delle misure di antiterrorismo messe in atto dalle autorità e della decisione della leadership del gruppo di colpire obiettivi civili senza distinzione. 

Con l’esplicita strategia di evitare di prendere di mira i civili per non alienarsi così il consenso di parte della popolazione, l’ex membro del GIA Hassan Hattab decide nel 1998 di fondare il nuovo Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (GSPC), che nel 2002 viene designato ufficialmente dal Dipartimento di Stato statunitense come organizzazione terroristica straniera.

Nel 2003, la leadership di Hassan Hattab viene prima delegittimata e poi sostituita con quella di Nabil Sahraoui, che dopo essere morto nel 2004 viene a sua volta sostituito alla guida da Abdelmalek Droukdel.

E’ proprio Abdelmalek Droukdel a indurre un cambiamento strategico di rilievo nell’organizzazione, riportandola alla tattica della violenza indiscriminata e avvicinandola alla rete di Osama Bin Laden. Nel 2007, il GSPC viene ufficialmente rinominato Al Qaeda nel Maghreb Islamico confermando l’affiliazione e adottando la retorica e il modus operandi di Al-Qaeda presente in altre aree della regione mediorientale e nordafricana. Tale evento è stato interpretato dagli specialisti come un tentativo del gruppo di garantirsi la sopravvivenza ad ogni costo attraverso un collegamento esterno d’eccellenza in un momento di forte difficoltà causata delle operazioni di sicurezza e delle amnistie, piuttosto che un segno di forza e di estensione strutturale della propria rete.

Sahelizzazione

L’organizzazione, sfruttando l’opportunità offerta dal vuoto di potere e di controllo che caratterizza la zona del Sahel, ha cambiato progressivamente le proprie priorità e diviso le aree di operazione, compiendo quello che è stato definito un processo di “Sahelizzazione”, che vede le cellule del gruppo operare anche in Mali, Mauritania e Niger, con una certa sfera di autonomia e con effetti rilevanti in termini di leadership e di dinamiche di sviluppo.

Infatti, la fazione saheliana di AQIM ha nel tempo raggiunto una maggiore rilevanza complessiva all’interno dell’organizzazione ritagliandosi un proprio spazio grazie al modus operandi fluido e a metà tra un’organizzazione terroristica vera e propria e un’organizzazione criminale organizzata dedita al controllo delle rotte del contrabbando transfrontaliero e al rapimento di turisti e lavoratori stranieri a fini di riscatto. 

AQIM è organizzata in una struttura gerarchica al cui vertice vi è un leader (tradizionalmente di origine algerina) assistito da un consiglio della shura, quest’ultimo composto dai comandanti regionali e dai capi delle ali dell’organizzazione. Nel tempo, il gruppo ha attraversato periodi di lotte intestine e riallacciamenti come quelli che nel 2011 hanno portato alla nascita del Movimento per l’Unità e la Jihad in Africa Occidentale (MUJWA) in Mauritania o che nel 2017 hanno riportato la fazione di AQIM e al-Murabitoun (gruppo militante jihadista salafita) all’interno della coalizione di Al-Qaeda con sede in Mali conosciuto con il nome di Gruppo d’appoggio all’’Islam e ai Musulmani (JNIM).

Le aree di operazione di AQIM si estendono nel nord-est dell’Algeria (considerata una base logistica) e si concentrano nel nord del Mali, sud-ovest della Libia, il Niger, il Burkina Faso e la Costa d’Avorio.

Attualmente, si stima che l’organizzazione possa basarsi su un capitale sociale di circa 500 – 1000 individui, di diversa nazionalità e divisi in gruppi, e su un arsenale che comprende armi leggere e armi da guerra verosimilmente trafugate dagli arsenali libici a seguito del 2011. Una costante delle tattiche di terrorismo e di guerriglia che vengono impiegate dall’organizzazione è rappresentata infine dalla presenza di ordigni esplosivi improvvisati.

Il 2022

Durante il primo semestre del 2022, si è registrata la presenza di eventi che hanno coinvolto AQIM, nei quali si è dimostrata una minaccia alla sicurezza, come testimonia quanto accaduto durante tre momenti in particolare.

  1.  Il 19 e il 23 febbraio, quando le forze di sicurezza algerine della 5° regione militare si sono scontrate con alcuni membri dell’organizzazione AQIM presso la foresta di Oued Edouar vicino Beni Zid (Bin El Ouiden, Skikda). Durante gli scontri, alcuni individui sono stati catturati mentre 7 sospettati di essere parte della rete di AQIM sono rimasti uccisi. Armi e munizionamento da guerra sono stati rinvenuti e sequestrati dall’esercito.
  1. Il 20 marzo, quando 3 membri delle forze di sicurezza algerine di stanza presso il posto di confine con il Mali nella regione di Timiaouine sono rimaste uccise a seguito di uno scontro armato avvenuto con membri di un gruppo terroristico non meglio identificato dalle autorità.
  1. Il 17 aprile quando una pattuglia dell’esercito algerino ha eliminato un individuo armato di fucile sospettato di essere un membro di AQIM presso l’area montuosa di Fouzar, Tarik Ibn Ziad, Ain Defla. 

Le autorità algerine hanno condotto una lunga campagna di sradicamento delle basi operative del gruppo. Tale sradicamento è stato accompagnato da amnistie che hanno ridotto il supporto e il capitale sociale dell’organizzazione nel tempo, favorendo però contemporaneamente una riorganizzazione dell’asse delle operazioni verso il Sud del Paese, più ricco di opportunità.

In particolare, i fatti del febbraio e aprile 2022 rappresentano eventi che confermano il proseguimento di tale strategia di contrasto da parte delle autorità e della tendenza in declino che sta seguendo la fazione di AQIM operativa nel Nord dell’Algeria, a fronte tuttavia della maggiore attività registrata nel Sahel come nel marzo 2022. 

In conclusione, ad oggi AQIM, in qualità di organizzazione-ombrello di più gruppi continua a rappresentare un problema di sicurezza rilevante in un’area a cavallo tra il Nord Africa e l’Africa subsahariana, che è caratterizzata dalla presenza di confini porosi e difficili da controllare, conflitti entico-religiosi, instabilità politica, sottosviluppo economico e corruzione diffusa. Seppur divisa internamente è ancora capace di avere un impatto diretto sulla dimensione geopolitica dell’area in virtù della minaccia che rappresenta per gli attori statali e i loro interessi in termini di sicurezza e per l’equilibrio di potere della regione. 

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