PYONGYANG È “IL NEMICO”

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Fonte Immagine: https://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2022/04/205_327123.html

Sul nuovo manuale delle forze armate sudcoreane, la Corea del Nord è identificata esplicitamente quale “nemico” del Paese, riflettendo una linea dura della nuova amministrazione di Seoul che potrebbe rivelarsi controproducente.

Il nuovo Ministro della Difesa sudcoreano, Lee Jong-sup, ha di recente messo in chiara luce quale sarà la direzione che la nuova amministrazione Yoon ha intenzione di intraprendere nei confronti del vicino Nord. A seguito di un discorso tenutosi di fronte al Parlamento, il Ministro si è infatti incaricato di avviare la distribuzione di nuovo materiale educativo destinato alle forze armate del Paese: in questo “libro bianco”, la Corea del Nord viene esplicitamente identificata quale “nemico”.

Sebbene l’utilizzo del termine sia piuttosto contestualizzato all’interno della frase “incriminata” (Pyongyang viene definito un regime nemico solo in virtù delle minacce che è accusato di porre alla Repubblica di Corea), il cambio di comunicazione rispetto all’uscente amministrazione Moon è evidente. L’ex presidente aveva infatti abilmente evitato qualsiasi terminologia che potesse risultare troppo diretta al fine di promuovere un’apertura del dialogo fra le due Coree, una mossa che secondo il neoeletto Yoon Suk-yeol si è dimostrata fallimentare specialmente in seguito alla crisi e allo stop delle trattative tra Stati Uniti e Corea del Nord nel 2019. 

Durante il suo discorso di fine mandato Moon Jae-In avrebbe persino auspicato la sopravvivenza di un clima di apertura e incontro fra i due Paesi della penisola, dimostrandosi convinto dell’efficacia della propria politica e imputando il fallimento delle trattative precedenti a fattori esterni. Da parte sua, il presidente Yoon ha in tale contesto tenuto a precisare che non negherà a Pyongyang la possibilità di un nuovo dialogo a patto che sia quest’ultima a “fare la prima mossa”: similmente alla politica del conservatore Lee Myung-bak (il cui mandato ebbe luogo tra il 2008 e il 2013), Yoon propone una politica di incentivi economici al regime del nord come ricompensa per l’attuazione di una potenziale opera di denuclearizzazione del Paese e minaccia forti ripercussioni in caso di provocazioni.

Tuttavia, molti esperti tengono a sottolineare come tale linea dura nei confronti dello Stato di Kim Jong-un possa rivelarsi controproducente. Il Nord non pare infatti aver gradito il riavvicinamento di Seoul agli Stati Uniti d’America in chiave strategico-militare: all’indomani dell’incontro fra Yoon e il presidente americano Biden (in cui fra le altre cose si è deciso per un incremento delle esercitazioni militari congiunte), infatti, la Corea del Nord ha effettuato un nuovo test missilistico che è parso agli occhi degli osservatori internazionali come un evidente segno di dissenso. È inoltre difficile che la denuclearizzazione venga realizzata in un contesto sempre più teso dal punto di vista militare: l’instabilità della regione pacifica, l’espansionismo cinese, la guerra in Ucraina, l’allargamento dell’influenza statunitense in Asia, la nuova corsa agli armamenti sono tutti fattori che portano il regime di Kim a rafforzare il proprio apparato bellico, percepito come unico mezzo di salvaguardia della propria sovranità territoriale e  fondamentale strumento di controllo interno.

Le due Coree paiono pertanto distanziarsi sempre di più: da un lato il Sud si mostra fortemente preoccupato per il potere nucleare del vicino e si sente abbandonato dalla comunità internazionale che fatica a imporre nuove sanzioni, dall’altro il Nord si trova di fronte a una crisi economica e umanitaria senza precedenti e teme il nuovo interessamento americano alla regione. In un clima di diffidenza e intimidazioni reciproche un punto d’incontro fra i due Paesi si mostra lontano dall’essere raggiunto.

Laureata triennale in Lingue, Culture e Società dell'Asia e dell'Africa Mediterranea (LICSAAM) indirizzo "Cina" e magistrale in Relazioni Internazionali Comparate (RIC) indirizzo Asia Orientale all'università Ca'Foscari di Venezia. Membro di redazione dello IARI per la sezione Asia, con focus sui Paesi del gruppo ASEAN e Corea.

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