LE MOTIVAZIONI ALLA BASE DELLA COOPERAZIONE TURCO-UCRAINA: PERCHÉ ERDOĞAN È COSÌ INTERESSATO ALLE SORTI DI KIEV

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Fonte Immagine: Meeting between Volodymyr Zelenskyy and Recep Tayyip Erdoğan started in Kyiv — Official website of the President of Ukraine

La mediazione della Turchia nel conflitto russo-ucraino ha portato alla luce l’intensificazione delle relazioni tra Ankara e Kiev. Entrambe le nazioni affacciano sul Mar Nero, anello idrografico di congiunzione tra Occidente e Oriente che la Russia ha sempre considerato un corridoio fondamentale per raggiungere il Mediterraneo e il Medio Oriente.  

Da quando il conflitto russo-ucraino si è esteso ben oltre i confini del Donbass, il peso geopolitico della Turchia è tornato a gravare in maniera consistente sui rapporti diplomatici internazionali. A stupire analisti e osservatori è stata la sollecitudine con cui il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan si è intestato il ruolo di principale mediatore fra le parti in causa. Grazie ai suoi ottimi rapporti sia con la Russia che con l’Ucraina, il 10 marzo Erdoğan è riuscito a far incontrare ad Antalya, nel sud della Turchia, i ministri degli Esteri di Kiev e Mosca. L’incontro non ha portato a un cessate il fuoco, ma rimane il più grande traguardo raggiunto in termini diplomatici da quando Putin ha deciso di innalzare il livello dello scontro. 

Oggi la Turchia sembra essere l’unico attore geopolitico in grado di interpretare il ruolo di forza equilibratricetra Russia e Ucraina, mentre Erdoğan rimane, probabilmente, l’ultimo interlocutore alla guida di un Paese membro della NATO che Putin sembra disposto ad ascoltare. I motivi di ciò hanno a che vedere con la spregiudicatezza diplomatica della Turchia. Infatti, se da un lato Erdoğan ha condannato apertamente l’azione militare della Russia, dall’altro si è schierato contro le durissime sanzioni economiche inflitte a Mosca dal blocco atlantico, in quello che appare, al contempo, un tentativo di preservare i propri interessi economici nell’area russo-ucraina e i propri legami diplomatici con i Paesi membri della NATO.  

L’alleanza turco-ucraina tra rapporti commerciali e cooperazione militare

Ma perché Erdoğan considera l’Ucraina un territorio così importante? Sebbene Mosca sia diventata, negli ultimi anni, uno dei principali partner commerciali della Turchia, Ankara intrattiene relazioni molto solide anche con Kiev. Il rafforzamento dei rapporti tra Ucraina e Turchia è avvenuto nel 2014, e trova origine proprio nello scontro tra Kiev e Mosca. È a partire da questo periodo che le relazioni turco-ucraine sono andate rafforzandosi, tanto nel settore economico quanto in quello della difesa. Basti pensare che, nel 2021, i rapporti commerciali tra i due Paesi hanno raggiunto i 7,4 miliardi di dollari, una cifra che Erdoğan, durante la sua visita a Kiev di inizio febbraio, aveva annunciato di voler portare a 10 miliardi. 

Tuttavia, nonostante gli scambi commerciali tra i due Paesi abbiano fatto registrare cifre di tutto rispetto, è nel settore della difesa che la sinergia turco-ucraina è apparsa in tutta la propria concretezza. A partire dal 2014, molte imprese turche hanno fornito competenze, beni e servizi per ammodernare l’apparato militare ucraino, al punto che, oggigiorno, una delle principali armi a disposizione di Kiev per fermare l’avanzata russa è rappresentata dai famigerati droni Bayraktar TB2 di fabbricazione turca. 

Da questo punto di vista, un evento particolarmente rilevante si è svolto nel 2020 quando, a Istanbul, il Presidente turco Erdoğan e quello ucraino Zelenskiy hanno siglato un accordo di cooperazione militare tra i due Paesi. Vale la pena sottolineare, a questo proposito, come l’intesa sia stata firmata nel bel mezzo del conflitto nel Nagorno-Karabakh che ha visto protagoniste Azerbaijan e Armenia, rispettivamente sostenute da Turchia e Russia. Una circostanza, quest’ultima, che permette di comprendere come le reali motivazioni dietro all’intesa turco-ucraina abbiano a che fare con la volontà, di entrambe le parti, di arginare l’influenza russa nel Mar Nero e di garantire la tranquillità della regione transcaucasica.

L’importanza strategica della Crimea

In questo quadro, risultano di particolare rilevanza le vicende che, negli ultimi anni, hanno interessato la Crimea. La Turchia, infatti, si è sempre rifiutata di riconoscere l’annessione della penisola da parte della Russia. Questo perché al suo interno risiedono circa 350 mila tatari, popolo turcofono e sunnita originario della Crimea che, secondo numerose fonti, sarebbe vittima di persecuzioni da parte dei russi. Al di là della vicinanza etnico-religiosa con una popolazione turcica, per Ankara la Crimea rappresenta soprattutto un’area di primaria importanza geopolitica.  

Grazie alla posizione strategica che occupa nel Mar Nero, la Crimea è un luogo fondamentale per gli equilibri della regione. Per questo motivo la penisola ha sempre rappresentato un territorio particolarmente importante per la Russia, dal momento che il controllo di essa consentirebbe a Mosca di controllare i traffici marittimi nel Mar Nero, di influenzare gli equilibri nell’Europa dell’Est e di avere accesso al Mediterraneo attraverso lo stretto dei Dardanelli. Da questo punto di vista, il controllo del porto di Sebastopoli rappresenta uno snodo fondamentale per chiunque ambisca a stabilire una supremazia commerciale nella regione. Non è un caso che, tra il 1853 e il 1856, l’Impero Russo e quello Ottomano si scontrarono proprio in Crimea per garantirsi un approdo nei Balcani e nel Mediterraneo. 

A distanza di quasi 170 anni, la Crimea continua a essere una penisola di grande interesse geopolitico ed è proprio in quest’ottica che va letto il rafforzamento delle relazioni tra la Turchia e l’Ucraina. Per Erdoğan, attrarre Kiev nella sfera di influenza turca è un’utile strategia per esercitare una supremazia commerciale nel Mar Nero, aprendo, inoltre, il mercato turco a quello europeo attraverso la penisola balcanica. Contestualmente, l’allontanamento dei russi da Sebastopoli permetterebbe alla Turchia di mettere in sicurezza i traffici energetici che partono dal Caucaso del Sud e approdano direttamente nell’Europa meridionale. Dunque, quella tra Ankara e Kiev appare sempre più come un’alleanza volta a contrastare le strategie espansionistiche della Russia e il suo storico desiderio di avere uno sbocco nei mari caldi del Sud.  

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