LA GUERRA DELLA DISINFORMAZIONE

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Fonte Immagine: https://www.sharper-night.it/evento/dibattito-scienza-e-fake-news/)

Dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina non sono stati utilizzati solo i mezzi militari tradizionali. Ad essi si è affiancato un massiccio uso dei mezzi di comunicazione, iniziando una vera e propria guerra di propaganda, volta a diffondere disinformazione nelle linee nemiche e a manipolare i sentimenti dell’opinione pubblica, altrimenti nota come infowar.    

Fin dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina è apparso chiaro che sarebbe stata una guerra diversa da quelle condotte finora, una guerra del mondo contemporaneo. Accanto alle tecniche e alle strategie tradizionali, messe in atto con l’utilizzo di mezzi convenzionali, si è rilevata un’importante presenza che fino a questo momento aveva avuto un impatto relativamente limitato: la rete Internet. Uno strumento fondamentale nel mondo iper-connesso e fortemente digitalizzato che sta caratterizzando la realtà attuale e che, come si vede anche nel quotidiano, rappresenta un’arma a doppio taglio. 

Una volontaria manipolazione delle informazioni per depistare l’avversario, tuttavia, non è una novità nel panorama degli studi strategici. Già nei tempi antichi la preziosità dell’informazione era ritenuta un vantaggio competitivo all’interno di un qualsiasi rapporto tra due potenze. Non a caso tale aspetto ha poi portato alla creazione di una sezione ben precisa dei servizi segreti, altrimenti nota come Intelligence. La ricezione e l’elaborazione delle informazioni in un’ottica di prevenzione futura è in grado di garantire una sicurezza, anche minima, che rende il possessore dell’informazione meno passibile ai rischi attuabili dal nemico e per questo motivo le tecniche di intelligence sono state adoperate da sempre nella storia dell’uomo. 

Tuttavia, nel contesto del conflitto attuale, per la prima volta l’opinione pubblica è stata resa partecipe di questo fenomeno, aggiornata in tempo reale a colpi di dirette sui social media e caduta vittima delle ricostruzioni fake di montaggi video e immagini sul campo di battaglia. L’avanzamento tecnologico ha reso possibile una manipolazione delle immagini e dei video tale da rendere difficile il riconoscimento di tutti i contenuti multimediali a cui si viene costantemente sottoposti e, quindi, ha anche reso possibile la manipolazione delle menti e delle emozioni dell’opinione pubblica, riuscendo a comunicare un messaggio veicolato e, spesso, irreale. 

In questo contesto è importante conoscere quella realtà spesso confusa con la guerra cyber, nota come infowar. Si tratta dell’abbreviazione per information warfare, un termine che vuole indicare “una guerra di parole, una guerra combattuta a colpi di propaganda”, utilizzando la rete come mezzo di comunicazione per mostrare a tutti coloro che ne hanno accesso la propria visione. L’obiettivo generale, in un conflitto geopolitico, è quello di destabilizzare le forze nemiche, oltre che influenzare e manipolare le masse con informazioni divulgate dai giornali e dai siti, sottoposti ad un rigido controllo da parte del potere centrale.

Grazie al controllo delle informazioni in rete, quindi, una parte può mettere in risalto le informazioni a sostegno della propria politica e veicolare il pensiero dell’opinione pubblica. Anche l’utilizzo di certe parole chiaveè un metodo utilizzato in questo nuovo tipo propaganda, in quanto hanno visibilmente un peso significativo sulle menti delle persone. Con questa tipologia di conflitto ci si ritrova facilmente ad assorbire in poco tempo moltissime informazioni senza nemmeno sapere in realtà quali siano quelle veritiere o a quali affidarsi, lasciando lo spettatore nella confusione. Per questo motivo questa tecnica viene spesso utilizzata anche da molti politici che decidono di spostare i propri conflitti sul web. 

Nel conflitto tra Russia e Ucraina, entrambe le parti hanno attuato questo tipo di strategia, iniziando una guerra a colpi di disinformazione che, nel caso della parte russa, parrebbe essere iniziata anche prima delle operazioni militari. Da un lato, l’attività del Cremlino è stata volta tanto al conseguimento e al consolidamento del consenso interno, quanto al tentativo di disarticolare la coesione all’esterno della Russia, confezionando prodotti mediatici mirati al popolo ucraino e alla Comunità Internazionale.

La retorica del ruolo dei russi come “liberatori”, così da enfatizzarne il ruolo salvifico svolto nei confronti dei cosiddetti fratelli ucraini, che sono vittime e ostaggi di un governo e di un Occidente definiti come “nazisti”, si accompagna alla ferma volontà di non definire il conflitto mai come “guerra” ma come “operazione militare speciale”. Un elemento distintivo della comunicazione del Presidente Vladimir Putin, che lo distingue nettamente dal suo omologo ucraino, è la presenza sui social media. Putin tende a non farne un uso intensivo, lasciando che la maggior parte delle informazioni vengano trasmesse dalle reti televisive nazionali, e quando compare sulle piattaforme trasmette un’immagine di se stesso come dell’uomo forte e solo al comando

Dall’altro lato, a Kyiv il protagonista indiscusso dei racconti social del Paese è il Presidente Volodymyr Zelensky, grazie anche alla sua passata carriera da attore e all’aiuto di un suo stretto collaboratore proveniente dallo stesso mondo. La sua presenza sui social è considerevole e grazie ai contenuti pubblicati sulle diverse piattaforme, è riuscito a diventare una delle principali fonti di informazione sul conflitto per i media di tutto il mondo, in particolare per le smentite nei confronti degli attacchi della propaganda russa.

Inoltre, grazie alle abilità del Presidente e del suo team, la comunicazione di Zelensky si sta rivelando particolarmente efficace per rafforzare la rete di aiuti internazionali e per trasmettere l’idea di un capitano presente, agguerrito e per nulla intenzionato ad abbandonare il proprio popolo. I suoi video in diretta e la sua capacità di comunicare in modo semplice con le persone in ogni parte del mondo hanno chiarito che, se non altro sul lato comunicazione, l’Ucraina sta vincendo la guerra che vede come premio i cuori e le menti della popolazione globale. 

Alla luce di quanto detto, l’esposizione costante ai contenuti multimediali e alle informazioni che vengono riportate, in modo spesso anche grossolano, può determinare lo scaturire di opinioni che non rispecchiano la realtà dei fatti. Per evitare o abbassare il più possibile questo rischio, un lavoro di controllo delle fonti risulta fondamentale per verificare la moltitudine di informazioni che riceviamo ogni giorno. Una buona pratica, oltre a ricercare che una notizia venga riportata su più di una testata, è quella di convalidare l’attendibilità della fonte stessa. In questo modo, attraverso un’indagine condotta in autonomia, si è maggiormente consapevoli di formare un’opinione il più oggettiva possibile ed in grado di valutare una notizia con spirito critico, destreggiandosi tra le fake news dei nostri giorni. 

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