PER LUIGI DI MAIO È TEMPO DI ALLARGAMENTO AI BALCANI OCCIDENTALI 

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Fonte Immagine: lavoce.hr

Nell’incontro con il ministro degli esteri croato, Grlic-Radman, Luigi Di Maio ha sottolineato come il nuovo scenario geopolitico affermatosi con la guerra in Ucraina abbia reso più urgente l’allargamento dell’Unione Europea ai Balcani occidentali. Un tema che già negli scorsi mesi si era affermato in diversi incontri bilaterali ed europei. 

Ieri, 24 Maggio, il ministro degli esteri Luigi di Maio ha incontrato il corrispettivo croato Grlic-Radman nell’ambito della V sessione del Comitato di coordinamento dei ministri Italia-Croazia alla Farnesina. Nel suo discorso, il ministro italiano, oltre a sottolineare il proficuo e stretto rapporto di collaborazione con la Croazia, ha sottolineato l’importanza e l’urgenza di riprendere in mano il processo di allargamento dell’Unione Europea verso i Balcani Occidentali.

A spingere verso questa direzione, come ha affermato Di Maio, è soprattutto la nuova condizione geopolitica portata dalla guerra in Ucraina. Il timore che il conflitto possa destabilizzare la regione balcanica ha infatti innescato una rinnovata urgenza per il completamento del processo. A dare nuova linfa all’allargamento è inoltre la richiesta di adesione all’UE presentata da Ucraina (per la quale si mormorava un ingresso lampo), Moldova e Georgia che vedranno impegnata l’UE nei prossimi anni e che spingono l’Unione a movimentarsi sul fronte balcanico anche al fine di evitare malumori da parte di chi è costretto alla soglia dell’UE ormai da decenni.  

Il ministro italiano non è il solo ad aver ribadito la nuova urgenza, né nel panorama nazionale, né in quello europeo. Il presidente della camera, Roberto Fico, aveva infatti espresso la stessa esigenza qualche settimana fa, in occasione della sua visita al parlamento bulgaro. Mentre sul fronte europeo già dalle prime settimane di conflitto si è tornati a parlare di allargamento ai Balcani, un tema che è stato trattato anche durante la riunione dei ministri degli Esteri UE tenutasi a Lussemburgo lo scorso 11 aprile, quando l’Unione ha deciso di fissare la scadenza per le trattative di accesso di Albania e Macedonia del Nord al 30 di Giugno, fine del semestre di presidenza francese. Il fatidico momento per i Balcani Occidentali si sta davvero avvicinando?

Certo è che dopo anni di interesse intermittente nei confronti di tale prospettiva, le promesse dell’Unione sono ormai difficili da prendere sul serio. Tuttavia, l’inaspettato e triste scenario geopolitico che si sta palesando in questi mesi potrebbe davvero rappresentare un momento di svolta per la regione, e a dimostrarcelo è proprio l’impego della Francia, storica sostenitrice di una politica europea impegnata nell’approfondimento delle competenze piuttosto che nell’allargamento geografico. L’Unione ha bisogno di stabilizzare la regione, e ne ha bisogno con grande urgenza. Da sottolineare è, tuttavia, che tale volontà non può compiersi senza un serio impegno dei paesi dei Balcani per incontrare i requisiti d’ingresso, impegno che abbiamo visto spesso mancare negli ultimi anni.    

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