IL DEBITO GLOBALE E LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

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Fonte Immagine: https://www.sott.net/article/407960-Global-sovereign-debt-to-jump-to-50-trillion

Dopo due anni di pandemia e due mesi di guerra, l’economia globale sta annaspando. Molti paesi in via di sviluppo stanno vivendo difficoltà nella gestione del debito estero e altri problemi di bilancio. Sebbene il FMI abbia prontamente reagito, ora la sfida è ancora più ardua.

La situazione economica globale dopo due anni di pandemia e due mesi di guerra è al limite. La direttrice del Fondo Monetario Internazionale (FMI) Georgieva ha spiegato in un’intervista che prima della guerra “ciò per cui stavamo lottando è che la crescita salisse e l’inflazione che è diventata un problema scendesse. Invece, abbiamo l’esatto opposto: la crescita sta scendendo; l’inflazione sta salendo”. Tuttavia, il problema più grande è la disuguaglianza nell’impatto che questa crisi sta avendo in vari paesi. Ad esempio, i problemi di sicurezza alimentare stanno diventando ora più salienti che mai, specialmente in Africa, Medio Oriente e Asia, i quali si affidavano al cibo russo e ucraino per il loro mantenimento. In effetti, i prezzi sono aumentati drasticamente, stabilendo un nuovo massimo storico e colpendo duramente i più poveri. Inoltre, i paesi in via di sviluppo (PVS) hanno una maggiore sensibilità verso le variazioni dei prezzi nei mercati globali rispetto ai paesi più sviluppati, rendendoli più vulnerabili.

Source: https://www.fao.org/worldfoodsituation/foodpricesindex/en/

Inoltre, alcuni ricercatori hanno studiato la differenza degli effetti delle crisi tra paesi sviluppati e non. Ad esempio, l’aumento del greggio riduce la produzione nei paesi africani più del doppio rispetto alla media mondiale. Condizioni economiche disastrose potrebbero generare un forte aumento delle disuguaglianze sociali e numerose minacce alla sicurezza con violenza per il controllo delle risorse alimentari. 

Sofferenza del debito globale

Il dilemma principale dei PVS è l’aumento dei loro livelli di debito e i rischi ad esso associati. Il problema è che 23 paesi africani sono ora in bancarotta o ad alto rischio e i livelli di debito nel continente non sono stati così alti come lo sono oggi in oltre un decennio. In effetti, il FMI ha calcolato che il prestito globale è salito di 28 punti percentuali, al 256% del prodotto interno lordo mondiale nel 2020, con il debito pubblico che rappresenta quasi il 40% del totale, il più alto in quasi sei decenni. Oggigiorno, con una maggiore percezione del rischio e l’atteso inasprimento delle politiche monetarie, le vulnerabilità del debito sono tornate al centro dell’attenzione. Circa il 60% dei paesi iscritti alla Debt Service Suspension Initiative (un’iniziativa sviluppata dal FMI, dalla Banca Mondiale e dal G20 per sostenere le finanze di 73 paesi) sono ad alto rischio o già in difficoltà col debito – quando un paese ha iniziato o sta per iniziare una ristrutturazione del debito, o quando un paese sta accumulando arretrati. Inoltre, il debito pubblico globale dovrebbe scendere nel 2022 per poi stabilizzarsi a circa il 95 per cento del PIL nel medio termine, 11 punti percentuali in più rispetto a prima della pandemia. 

Source: https://blogs.imf.org/2022/04/07/restructuring-debt-of-poorer-nations-requires-more-efficient-coordination/

Come espresso da alcune economiste, il debito diventa problematico quando è costoso, inutile o non comunicato trasparentemente. Tuttavia, tendiamo a trascurare le reali conseguenze e pericoli che i problemi di debito potrebbero creare globalmente. Ad esempio, 20 milioni di persone sono attualmente a rischio di povertà estrema, l’Africa deve rimborsare un totale di 60€ miliardi nel 2022 e quest’anno il debito è aumentato ancora più velocemente creando un massiccio declassamento dei paesi africani (41% di loro) da parte delle agenzie di rating. 

Ma ora la combinazione dideclassamento e aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense sta espandendo i costi di finanziamento. Inoltre, non solo gli investitori sono più avversi al rischio a causa dell’elevato rischio geopolitico, evitando investimenti incerti, ma la disuguaglianza e l’instabilità sociale, politica ed economica stanno aumentando creando un effetto economicamente negativo sulle classi a medio e basso reddito.

Pertanto, la ripresa economica per i PVS è compromessa da queste combinazioni negative. In effetti, molti esperti si aspettano che le economie in via di sviluppo affrontino deflussi di capitali poiché le principali banche centrali delle economie avanzate ritireranno gli stimoli politici e aumenteranno i tassi di interesse. Inoltre, anche i paesi dell’America Latina stanno vivendo difficoltà economiche, soprattutto a causa dell’elevata inflazione, ma con rischi di mettere a repentaglio una già fragile situazione debitoria. 

Cosa ha fatto l’Organizzazione Internazionale?

Recentemente, il FMI ha approvato 1,3€ miliardi in finanziamenti di emergenza per l’Ucraina per aiutare a soddisfare le esigenze di spesa e mitigare l’impatto economico dell’invasione militare russa. Inoltre, il FMI ha anche utilizzato il suo strumento di finanziamento rapido (RFI) per sostenere l’economia ucraina, un meccanismo che fornisce assistenza finanziaria rapida e a facile accesso ai paesi membri che si trovano ad affrontare un problemi con la bilancia dei pagamenti.

Inoltre, Georgieva ha espresso la sua fiducia nelle capacità del FMI nella raccolta e analisi di dati affidabili per proporre suggerimenti per gli stati e le altre organizzazioni internazionali. Infatti, per sostenere gli sforzi del Fondo nella gestione della crisi, il FMI ha chiesto a Jens Weidmann, ex presidente della Bundesbank, di guidare un gruppo esterno per consigliare il FMI nelle sue decisioni. Tuttavia, il FMI ha anche sostenuto attivamente i paesi durante la pandemia, stanziando circa 615€ miliardi da agosto 2021, come diritti speciali di prelievo (DSP).

DSP sono un tipo di valuta di riserva supplementare creata dal FMI e calcolata da un paniere ponderato di valute internazionali. Inoltre, il Debt Service Suspension Initiative (DSSI) ha offerto un sollievo temporaneo dai pagamenti bilaterali del debito durante la pandemia, ma i pagamenti alle istituzioni multilaterali e ai creditori privati sono rimasti in vigore e il progetto è scaduto nel dicembre 2021. Tuttavia, va ricordato che questa iniziativa ha solo sospeso, ma non annullato, 12€ miliardi di debito.

Allo stesso modo, i leader del G20 si sono impegnati a sostenere i paesi a basso reddito prestando 95€ miliardi dei loro DSP. Allo stesso modo, anche nuovi creditori, come la Cina e l’India, hanno deciso di coordinarsi per fornire una riduzione del debito coerente con la capacità del debitore di pagare e mantenere le esigenze di spesa essenziali. In effetti, al giorno d’oggi la Cina e gli obbligazionisti privati svolgono un ruolo di prestito molto ampio nei PVS, con Pechino il più grande creditore bilaterale ufficiale in oltre la metà dei paesi partecipanti al DSSI, anche contando tutti i 22 creditori del Club di Parigi come un’unica fonte. 

Cosa potrebbe fare l’Organizzazione Internazionale?

Ma questo non è sufficiente per alleviare le numerose difficoltà economiche. In effetti, alcuni esperti sostengono che il FMI e la Banca Mondiale dovrebbero rispondere con decisione con un pacchetto economico che eviti gli effetti negativi di queste crisi economiche e sociali nei PVS. 

Tuttavia, il FMI ha promesso che continuerà a contribuire ad affrontare le cause profonde del debito con efficienti consigli politici e attività per lo sviluppo delle potenzialità economiche, ma ha anche chiesto una migliore cooperazione internazionale per ridurre al minimo le tensioni economiche e finanziarie. Inoltre, è probabile che la ristrutturazione del debito diventerà più frequente nel tempo e dovrà affrontare sfide di coordinamento più complesse rispetto al passato a causa della maggiore diversità dei creditori. 

Pertanto, il FMI svolge un ruolo fondamentale poiché può aiutare ad affrontare alcune di queste sfide garantendo il coordinamento e la fiducia tra creditori e debitori. La maggior parte dei PVS ha bisogno del sostegno di tutta la comunità internazionale, sia stati che istituzioni internazionali. 

Il FMI e altre organizzazioni internazionali potrebbero anche svolgere un ruolo più diretto che semplici consulenti politici. Per alcuni esperti, il FMI e la Banca mondiale dovrebbero sostenere economicamente i paesi che affrontano sfide di liquidità con assistenza finanziaria ed esborso del debito. Parallelamente, il FMI e il G20 dovrebbero incentivare la partecipazione e l’applicazione del quadro comune (Common Framework), adottare misure per dimostrare che funziona, accelerarlo e sostenere i paesi mutuatari. Il quadro mira ad affrontare il problema dei debiti insostenibili, ma c’è un forte scetticismo riguardo alla sua applicabilità, soprattutto perché ci sono molti attori non coinvolti e, all’interno del G20, ci sono sia gli Stati Uniti che la Cina.

 In effetti, altri sostengono che il CF dovrebbe chiarire come la comparabilità (o parità) di trattamento sarà applicata, se attraverso l’attuazione delle politiche del FMI o no, in modo da dare maggiore conforto a creditori e debitori. Inoltre, il lavoro di bilancio dovrebbe essere esteso ad altri paesi altamente indebitati che potrebbero beneficiare del coordinamento dei creditori poiché la risoluzione rapida e ordinata del debito è nell’interesse di tutti.

Conclusioni

La situazione economica globale è in condizioni gravi, con il rischio di una catena di default statali preoccupante. Se il numero dei default sul debito debba essere esageratamente elevato, allora molti creditori subiranno gravi perdite nei loro bilanci, sia aziende private che entità statali e internazionali. Per questo la comunità internazionale deve creare una strategia comune per difendere le economie dei PVS che rischiano di collassare al fine di non creare un’ondata di panico generale nei mercati che potrebbe ulteriormente aggravare una situazione già critica a causa dell’elevata e prolungata inflazione e degli effetti della guerra in Ucraina.

Come si è già visto durante la pandemia, sia gli stati che enti internazionali come il FMI sono capaci di interagire al fine di un bene comune: la stabilità economica internazionale. Alcuni strumenti sono già in atto, ma ulteriori nuove misure e l’espansione delle attuali strategie politiche è necessaria per far fronte ad una crisi ancora più radicale e pericolose della precedente. e

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