CONSIGLIO AFFARI ESTERI, STALLO DELL’UE SULLE SANZIONI ALLA RUSSIA

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Fonte Immagine: https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2021/02/08/borrell-se-mosca-rifiuta-il-dialogo-lue-deve-trarne-le-conseguenze_a88f2a3f-bdb8-4425-8b84-2b317dfbdce2.html

Il veto di Budapest blocca il sesto pacchetto di sanzioni alla Russia, ma Bruxelles continua a lavorare al RePowerEU, il piano per diversificare le fonti energetiche e ridurre la dipendenza da Mosca.

Durante il Consiglio “Affari esteri” di lunedì 16 maggio, i ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Ue si sono confrontati su numerose questioni in agenda, dalla guerra in Ucraina alle sanzioni alla Russia, dalle relazioni con i Balcani occidentali alle domande di adesione alla NATO da parte di Svezia e Finlandia, entrambe membri dell’Unione europea. Tuttavia, il tema che ha dominato l’incontro è stato, senza dubbio, quello della posizione che gli Stati europei intendono assumere in relazione alla guerra in Ucraina.

L’Ue, infatti, conferma gli impegni assunti negli scorsi mesi nei confronti di Kiev, si dice favorevole a stanziare altri 500 milioni di euro per fornire aiuto militare all’Ucraina, da finanziare attraverso lo strumento europeo per la pace, e intende proseguire sulla strada delle sanzioni nei confronti di Mosca. A tale proposito, Bruxelles si compiace della scelta dei partner dei Balcani occidentali di condividere la linea europea ed invita soprattutto gli Stati candidati ad entrare a far parte dell’Ue ad allinearsi pienamente alla politica estera europea. 

Al termine dell’incontro, a cui ha partecipato anche il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, l’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, in conferenza stampa, ha dichiarato: “Abbiamo esaminato tutte le modalità con cui possiamo fornire sostegno finanziario: a fronte del peggioramento della situazione umanitaria, a fronte delle necessità finanziarie immediate dell’Ucraina durante la guerra, per la ricostruzione post-bellica del paese e per l’autodifesa”. 

Resta, tuttavia, lo stallo sull’adozione del sesto pacchetto di sanzioni alla Russia, presentato lo scorso 4 maggio al Parlamento europeo dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che è stato discusso ma non approvato. Fintantoché l’Ungheria continuerà ad opporsi all’embargo sulle importazioni di gas e petrolio russi, infatti, per i 27 non sarà possibile adottare una decisione unanime. Budapest, in particolare, ritiene che l’Europa non sia ancora pronta per rendersi indipendente dalle forniture energetiche russe e che non sarà possibile raggiungere l’autonomia prima di diversi anni.

Nel frattempo, però, Bruxelles continua a portare avanti il progetto RePower Eu, presentato a marzo. Si tratta di un piano per la diversificazione delle fonti energetiche che, favorendo il ricorso a fonti alternative, potrebbe avere un impatto significativo sulla domanda e sulle scelte di consumo e, di conseguenza, anche sulla dipendenza dalle risorse provenienti dalla Russia, coniugando, in questo modo, interessi economici, ambientali e geopolitici. Sui tempi di attuazione del progetto, però, ci sono ancora molti dubbi.

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Studi internazionali presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi sulle relazioni esterne dell'UE. Iscritta all’Albo dei giornalisti pubblicisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, occupandosi di Politica ed Esteri. In seguito, ha intrapreso il percorso professionale da consulente.
Per lo IARI è caporedattrice della Redazione Europa. In particolare, si occupa di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. È profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, mai isolati e sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI, analizzando temi di respiro europeo e internazionale, le permette di coniugare i suoi più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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