LA STRATEGIA GEOPOLITICA DELL’AIUTO UMANITARIO

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Fonte Immagine: Asia Times

Arabia Saudita e Francia si dichiarano disposte a contribuire alla stabilità e allo sviluppo del Libano.

Arabia Saudita e la Francia hanno lanciato di recente una serie di progetti umanitari in Libano al fine di alleviare la sua schiacciante crisi finanziaria. I due paesi hanno stanziato 32 milioni di dollari. Il primo progetto si rivolge al nord del paese, in particolare a Tripoli, e prevede assistenza mensile a 7.500 persone sotto forma di aiuti economici e alimentari, come distribuzione di latte artificiale alle famiglie bisognose.

Questo sostegno deriva dall’impegno dell’Arabia Saudita e della Francia di essere al fianco del popolo libanese e di contribuire alla sua stabilità e al suo sviluppo. Il regno si sforza a sostenere tutto ciò che allevia le sofferenze di chi ne ha bisogno“, ha dichiarato l’ambasciatore saudita Alwaleed Bukhari.

Negli ultimi due anni il Libano ha attraversato una crisi economica paralizzante che ha lasciato la maggior parte della popolazione decimata. Inoltre, l’inflazione è tra le più alte al mondo e le cure mediche sono molto difficili da trovare. A partire da autunno 2019, con lo scoppio delle proteste di cui la causa scatenante è stata la tassa sulle chiamate WhatsApp, si sono susseguite una serie di eventi che hanno piegato la società libanese mettendo in luce la debolezza delle istituzioni civili.

L’iniziativa franco-saudita indica che l’ex potenza coloniale e il regno dei Sa’ud vogliono inserirsi nel dossier Libano come partner commerciali strategici. Tuttavia, come ha dichiarato ad Al Jazeera Lina Khatib, direttore del programma Medio Oriente e Nord Africa di Chatham House, questo non significa che i due paesi offriranno al Libano un pacchetto di salvataggio finanziario completo, o che sarà data priorità al paese nelle loro agende di affari esteri.  Pertanto, da un punto di vista prettamente strategico, appare che Parigi e Riyadh stiano tentando di rafforzare la loro presenza nel paese mediorientale al fine contrastare gli interessi di potenziali competitors regionali e internazionali facendo, il tutto facendo leva su progetti umanitari.

Sono Nicki Anastasio, ho 23 anni e studio presso la facoltà di relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’Orientale. Da quasi cinque anni vivo a Napoli, per studio e lavoro, ma sono originario della Costiera Amalfitana. Negli ultimi tre anni, ho fatto due esperienze studio in Marocco e in Egitto che mi hanno permesso di approfondire lo studio della lingua araba e della cultura dei paesi arabo-islamici, di cui sono affascinato sin da piccolo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in mediazione linguistica e culturale, ho ritenuto che analizzare le complesse dinamiche geo-politiche che caratterizzano i paesi della macro area medio-orientale fosse il proseguimento più naturale e spontaneo dei miei studi. Ritengo che per comprendere le ragioni alla base della perenne instabilità dell’area più calda del mondo sia necessario costruire una genealogia della crisi di legittimità che caratterizza gran parte dei suoi stati, considerando le specificità storico-culturali e socio-economiche di ogni contesto nazionale. Sono molto fiero di far parte dello IARI, una comunità di analisti unica nel suo genere.

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