IL BLOCCO DELLE ESPORTAZIONI DI GRANO INDIANO

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L’India blocca quasi totalmente le esportazioni di grano per proteggere la sicurezza alimentare della propria popolazione

Pochi giorni fa, precisamente il 14 marzo 2022, il governo indiano ha preso una decisione dura, imponendo il blocco immediato delle esportazioni dei prodotti agricoli. Tale provvedimento è stato assunto in seguito all’impennata inflazionistica che il mercato interno ha subito a causa delle conseguenze commerciali e finanziarie provocate dalla crisi ucraina, provocando un peggioramento sul fronte della sicurezza alimentare nazionale.

A causa della guerra, infatti, il prezzo globale dei beni di prima necessità e delle fonti energetiche principali, luce, gas e carburanti vari, è aumentato vertiginosamente, riversando tutto il peso di questo aumento sui consumatori. La decisione indiana mette sotto pressione anche tutto il sistema internazionali agroalimentare, essendo l’India il secondo paese produttore di grano al mondo. I risultati che sono stati presentati dall’Ufficio nazionale di statistica indiano non sono incoraggianti; in generale, nel mese di aprile si è registrato un livello di inflazione pari all’7,79%.

I dati settoriali hanno fornito un quadro molto più complesso e preoccupante. Nel settore agro-alimentare si è registrato un aumento dei prezzi di circa l’8, 38%, il dato più elevato registrato negli ultimi 8 anni; in particolare, sono state due le categorie che hanno maggiormente attirato l’attenzione degli analisti: quella dei “vegetali” e quella degli “oli e grassi”.

In entrambi i casi i prezzi dei prodotti appartenenti a queste due categorie hanno subito delle importanti variazioni di prezzi a causa dell’aumento generale dei prezzi del trasporto, che ha colpito l’India indipendentemente dal fatto di essere un Paese importatore o produttore. Nel primo caso, infatti, l’India è uno Stato che importa i prodotti vegetali, e l’inflazione si è assestata al 15, 41%, mentre nel secondo essa è una produttrice ma comunque il paniere di beni ha registrato un livello d’inflazione elevato ma costante, fissato al 17,28%. Nell’ambito energetico, l’aumento dell’inflazione al dettaglio ha registrato il valore del 10, 80%, intaccando anche il settore dei fertilizzanti.

Notando un aumento quasi incontrollato dei prezzi, il governo ha agito bloccando quasi tutte le esportazioni, tranne quelle con l’Egitto, e appoggiando la decisione della Reserve Bank di aumentare di 40 punti il tasso repo. L’intervento sui tassi d’interesse si configura, quindi, necessario secondo le autorità anche se a lungo andare potrebbe arrestare la crescita del Paese, perché l’economia indiana sta affrontando un’ulteriore fase di instabilità dopo aver sperimentato una leggera ripresa economica post-covid 19. 

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Relazioni Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina. Ha sempre dimostrato una fortissima propensione per la storia delle relazioni e delle organizzazioni internazionali, concentrandosi sulle tematiche legate allo sviluppo, alla cooperazione internazionale e ai modelli di sviluppo Sud-Sud. La tesi magistrale ha rispecchiato questo suo interesse ed è stata incentrata sull’ analisi dello sviluppo economico indiano, attraverso i cambiamenti di politica interna ed internazionale e prediligendo nello studio l’evoluzione del rapporto tra l’India e la World Trade Organization (WTO). Il suo percorso all’interno dell’Istituto è iniziato nel mese di settembre del 2020, dapprima come collaboratrice per il settore del Sud-Est asiatico e successivamente come membro di redazione referente per la Cina. Nel corso di questo anno di attività ha coordinato per l’Istituto il focus sulla geopolitica del vaccino e dal mese di settembre 2021 è membro del Consiglio di Amministrazione dello IARI e ha iniziato il percorso di dottorato di ricerca in Scienze Politiche dell’Università di Messina.

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