GIAPPONE E STATI UNITI VERSO L’ACCORDO SUI SEMICONDUTTORI

4 mins read
Fonte Immagine: https://english.kyodonews.net/news/2022/03/f88096e8f7cd-breaking-news-kishida-proposes-biden-visit-japan-in-late-april.html

Il 23 maggio Joe Biden farà tappa a Tokyo in quello che è il suo primo viaggio in Asia dopo aver assunto la carica. Secondo le fonti governative, l’incontro con Kishida Fumio avrà come oggetto il mercato dei semiconduttori.

Il primo viaggio di Biden in Asia, previsto per la seconda metà di maggio, farà tappa sia in Corea del Sud che in Giappone. A Seul incontrerà il neo eletto presidente Yoon Suk-yeol, mentre in Giappone avrà luogo anche il meeting di vertice della Quad initiative, dove probabilmente Stati Uniti, Giappone e Australia proseguiranno i loro sforzi diplomatici per portare l’India a una posizione più dura nei confronti della Russia.

L’incontro di con il Primo ministro del Giappone Fumio Kishida affronterà invece in particolare il tema dei semiconduttori. I mutamenti dello scenario globale, caratterizzati dal combinato disposto di pandemia e guerra in Ucraina, hanno sottolineato la fragilità della filiera produttiva mondiale e solleva grandi dubbi per quanto riguarda il mercato dei semiconduttori.

Giappone e Stati Uniti sembrano in procinto di chiudere un accordo che servirà da quadro per organizzare una pronta risposta in caso di scarsità di chip sul mercato mondiale, che sarà probabilmente fondata sulla creazione di scorte sufficienti ad assorbire eventuali shock esterni. Oltre a questo accordo, i due leader affronteranno anche il tema del rafforzamento della cooperazione dei due Paesi in ambito difesa, soprattutto per quanto riguarda i domini cyber e spazio.

La preoccupazione circa i semiconduttori deriva dal fatto che la maggior parte della filiera mondiale dipende essenzialmente da Taiwan e, in misura minore, dalla Corea del Sud. La pandemia prima e la guerra in Ucraina dopo hanno dimostrato che, in un mondo globalizzato e altamente interconnesso, le filiere produttive globali possono essere molto sensibili agli shock politici. Eventuali scarsità impattano fortemente anche su settori molto diversi da quello direttamente interessato e possono avere conseguenze economiche importanti: l’aumento dei prezzi dell’energia in Europa ne è una chiara prova.

Ciò che ci si deve domandare però è se queste scelte, adottate su criteri settoriali e emergenziali, non porteranno poi nel lungo periodo ad un processo di decoupling e deglobalizzazione, nel quale si cercherà di limitare le economie a un mercato sovranazionale e non mondiale, limitato a realtà politiche allineate nello scacchiere globale.

Per quanto riguarda i semiconduttori, la filiera globale è particolarmente fragile, considerate le crescenti tensioni nella regione indo-pacifica: un’eventuale spiralizzazione negativa del confronto Cina-Stati Uniti porterebbe a una carenza di chip che avrebbe sicuramente conseguenze devastanti per l’economia globale.

Queste preoccupazioni, il cui banco di prova è la reazione dei sistemi economici occidentali alla guerra in Ucraina, sono ben maggiori davanti a un conflitto tra Pechino e Washington. È quindi necessario lavorare per una minore interdipendenza economica in grado di assorbire gli shock della politica internazionale o è meglio invece rafforzarla in chiave deterrente, ma trovandosi poi scoperti qualora la situazione precipiti? Le prossime scelte degli attori globali ci mostreranno se questa tendenza proseguirà o si invertirà.

Nato nel 1992 in Sardegna, consegue la laurea triennale in Scienze Politiche presso l’Università di Cagliari, per poi proseguire gli studi in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi con una tesi sulla dottrina militare maoista. In mezzo, un’esperienza di quattro mesi presso la Capital Normal University di Pechino e un crescente interesse per tematiche riguardanti l’Asia-Pacifico, la strategia militare e la marittimità. Nel 2019 consegue il master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, dove frequenta il 78° Corso Normale di Stato Maggiore per ufficiali della Marina Militare. Continua a collaborare con l’Istituto, principalmente per convegni e incontri all’Arsenale di Venezia e partecipando in veste di tutor alle esercitazioni di Pianificazione Operativa. Attualmente vive a Venezia ed è membro dello IARI, redazione Asia-Oceania, dove si occupa principalmente del Giappone. È inoltre membro del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima), think-tank affiliato alla Marina, e ha pubblicato analisi e approfondimenti per altre testate online.

Latest from ASIA E OCEANIA