HASSAN SHEIKH MOHAMUD ELETTO (NUOVAMENTE) PRESIDENTE IN SOMALIA

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Fonte Immagine: Mogadiscio. Fonte: New York Times

Hassan Sheikh Mohamud è stato (ri)eletto Presidente della Somalia domenica 15 maggio, nonostante i numerosi tentativi di sabotaggio e i molteplici attentati terroristici che hanno visto coinvolti diversi seggi.

Dopo quasi un anno, il popolo somalo è finalmente tornato alle urne. Il mandato del presidente uscente, Mohamed Abdullahi Mohamed, anche conosciuto come Farmajo, era terminato nel mese di febbraio 2021 ma fino a pochi giorni fa, le nuove elezioni per il successore non erano mai state convocate. Mohamed A.

Mohamed ha infatti tentato, nell’arco di questi mesi, di estendere il suo governo per decreto scatenando violenti scontri di piazza nella capitale Mogadiscio e nelle zone limitrofe. In vista delle mancate elezioni, la comunità internazionale ha più volte domandato, invano, delle free and fair elections, fino a vedersi costretta a chiedere al Primo Ministro Mohamed Hussein Roble di intervenire direttamente e cercare un consenso con il Presidente. 

La situazione in Somalia è molto precaria: da decenni i terroristi di al-Qaeda e al-Shabaab lottano tra loro, contro il popolo e contro le forze somale, al fine di rovesciare il governo e prenderne il controllo. Nonostante queste tensioni, il popolo somalo ha deciso comunque di recarsi alle urne e di scegliere un candidato molto conosciuto. 

Hassan Sheikh Mohamud, vincitore di queste elezioni e nuovo presidente della Somalia, era, infatti, già stato presidente dal 2012 al 2017, ma non era riuscito nel suo intento di porre fine alle lotte intestine e di sradicare la corruzione. Questa volta, come promesso in campagna elettore, Hassan S. Mohamud punta sull’ esperienza, sulla conoscenza del sistema somalo e sulle esperienze sul campo maturate, queste infatti lo renderebbe ora più capace di agire come presidente. 

Durante la giornata di domenica 15 maggio, si sono udite forte esplosioni nei pressi dell’aeroporto di Mogadiscio, dove si sono recati a votare i quattro candidati in gara, ma la polizia ha dichiarato che non ci sono state vittime e ha attribuito gli attacchi ad al-Shabaab – che negli ultimi mesi ha aumentato gli attentati.

Come presso l’aeroporto, anche in altre parti della città e in alcuni villaggi più remoti ci sono stati tentativi di sabotaggio, ma il governo aveva predisposto appositamente un controllo ferreo di tali zone comprensivo di coprifuoco al fine di evitare ulteriori tensioni. Come ha scritto il New York Times, “al Shabab ha sfruttato l’instabilità politica e le aspre divisioni tra le forze di sicurezza per far crescere i propri tentacoli. Nelle settimane e nei mesi precedenti il voto, il gruppo ha ucciso civili anche in ristoranti sulla spiaggia, ha organizzato una grande offensiva su una base dell’Unione Africana – uccidendo almeno 10 peacekeepers del Burundi – e ha inviato attentatori suicidi a saltare sulle auto di funzionari governativi.” 

Con l’elezione del nuovo presidente, si spera che la situazione in Somalia possa migliorare, ma data la natura del conflitto e la forte instabilità politica e sociale, sommata alla grave carestia alimentare che da anni colpisce la parte di popolazione più rurale, sarà molto difficile per il neo(ri)eletto Hassan Sheikh Mohamud farsi strada con il suo nuovo governo. 

Giulia Valeria Anderson - Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente praticamente pubblicista da Formiche.net per cui si occupa di politiche tech, e analista OSINT per una società di monitoraggio privata a Roma per cui riporta sull’Afghanistan. Specializzata in Medio Oriente, in particolare nella questione curda su cui ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui su JIMES e per l’Istituto Curdo di Washington. Ha un diploma in geopolitica del medio oriente e un master di secondo livello sulla sicurezza globale. Giulia è molto attiva nel mondo del volontario, dirige la comunicazione dell’organizzazione non profit Manalive, di cui è anche membra del board e un attiva volontaria.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “Medio Oriente".

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