IL NUOVO LIBRO BIANCO E LA GIOVENTÙ  CINESE

Fonte immagine: Radio Free Asia, Chinese leader Xi Jinping seeks support of young people amid lockdown restrictions — Radio Free Asia (rfa.org)

Mentre il governo cinese lancia un appello ai giovani affinché agiscano per costruire il futuro della nazione, questi ultimi protestano contro il clima illiberale che regna nella Repubblica Popolare Cinese (RPC).

Il 21 aprile 2022 è stato pubblicato un nuovo Libro Bianco dal governo comunista cinese, in occasione del centenario dal I Congresso della Lega della Gioventù Comunista, svoltosi a Canton il 5 maggio 1922[1]. Il documento è interamente dedicato ai giovani, la cui vitalità e la cui forza sono decisive per il progresso e lo sviluppo economico della Repubblica Popolare Cinese (RPC). Fin dai primi anni del Novecento, la gioventù cinese ha rappresentato una categoria politica e una forza rivoluzionaria in grado di imprimere cambiamenti radicali nel Paese, a tal proposito si pensi a ciò che hanno significato il Movimento dei Cento Giorni (1898), il Movimento del 4 maggio (1919) e la Rivoluzione repubblicana (1911-1912), imbrigliata dai giovani intellettuali cinesi contro l’istituto imperiale. 

Il nuovo Libro Bianco celebra quel passato e si apre con un’aspra critica rivolta ai Paesi occidentali che, a partire dalla prima guerra dell’oppio (1840-1842), si sono rapportati al popolo cinese come a una civiltà semi-coloniale e semi-feudale. Gli avvenimenti che hanno condotto all’ascesa e al risveglio della nazione sono stati la fondazione del Partito Comunista Cinese (PCC) nel 1921, la guerra civile che i guerriglieri comunisti hanno combattuto contro l’esercito nazionalista di Chiang Kai-shek e la Lunga marcia (1934-1935), avvenimento cardine per la storia del popolo cinese e per il mantenimento del sistema politico odierno. In tutti questi eventi la gioventù ha svolto un ruolo chiave e ha rappresentato la forza trainante del Paese.

A tal proposito, occorre specificare che la Lega della Gioventù Comunista ha sempre coadiuvato il Partito nella diffusione degli ideali rossi fra i più giovani.  Quest’organo è tutt’oggi attivo e rappresenta un canale di ascesa al potere per coloro che non sono i diretti discendenti dei cosiddetti Principi rossi, ossia di coloro che hanno partecipato direttamente ai momenti più alti e vibranti della storia cinese, come la guerra civile e la Lunga marcia. I nipoti o i figli degli eroi rossi sono effettivamente privilegiati all’interno della società comunista, infatti, per le loro origini, vengono scelti per rivestire posizioni di primo piano all’interno della sfera politica. La Lega, invece, ha permesso anche a quei giovani che non hanno origini rosse e che sono interessati alla politica di avere un’ascesa all’interno del Partito o del governo. 

Il documento prosegue menzionando anche il programma delle quattro modernizzazioni (agricola, industriale, militare, scientifica e tecnologica) nell’era denghista, progetto per il quale molti giovani hanno messo a servizio della nazione le proprie capacità. È lapalissiano specificare che non vengono richiamate le proteste di Piazza Tienanmen del 1989 che, condotte da giovani studenti che chiedevano una quinta modernizzazione, quella politica, ebbero un epilogo tragico. 

Dagli anni Ottanta, il documento arriva direttamente al 2012, anno simbolico in cui si svolge il XVIII Congresso nazionale del PCC che nomina Xi Jinping Segretario generale del Partito. All’attuale Presidente viene attribuito il merito di aver coinvolto la gioventù nella politica del Paese e di avergli affidato un ruolo centrale nel programma per il rinascimento della nazione, teso a ricostruire l’antica grandeur del Zhongguo. Lo sviluppo vertiginoso della RPC negli ultimi anni ha permesso allo Stato di offrire maggiori opportunità economiche e finanziarie ai giovani che vogliono studiare per uscire da una condizione di povertà assoluta e per costruirsi un futuro solido. Stando ai dati offerti dal governo cinese, nel 2021, il tasso di completamento dell’istruzione obbligatoria in Cina ha raggiunto il 95,4%, il tasso di iscrizione all’istruzione secondaria superiore ha raggiunto il 91,4% e il tasso di iscrizione all’istruzione superiore il 57,8%. 

La chiosa del messaggio è che il futuro del Paese è nelle loro mani poiché attraverso i loro ideali, il loro senso di responsabilità, le loro capacità sempre più specifiche, la loro saggezza e la loro fiducia si può costruire un mondo migliore.

Nonostante gli indubbi progressi compiuti, molti analisti e studiosi hanno ravveduto, nell’appello rivolto ai giovani, il tentativo da parte di Xi Jinping di conquistare il loro appoggio per istituire il culto della personalità. A criticare il Presidente è stato lo scrittore Tian Qizhuang, la cui casa è stata perquisita dalle forze di polizia a seguito di alcune dichiarazioni in cui ha accusato l’establishment cinese di agire in violazione di una clausola aggiunta alla Costituzione del Partito durante il XII Congresso del PCC nel 1982, che vieta i culti della personalità nei confronti di un leader. D’altro canto, la pericolosa centralizzazione cui si sta assistendo in Cina negli ultimi anni, ha suscitato il timore dell’avvento di una nuova Rivoluzione culturale: sul web sono esplosi numerosi dibattiti e la risposta dell’amministrazione Xi Jinping è stata schierare l’“esercito dei cinquanta centesimi”, formato da individui pagati per schierarsi a favore della classe politica. 

Le élites intellettuali non sono le sole a protestare, infatti, a sollevare perplessità sulle azioni del governo sono stati anche gli studenti della Jiaotong University di Shanghai, che hanno trasformato un contest di poesia in un’occasione per protestare contro la classe politica accusata di aver rovinato un’intera generazione con la fallimentare gestione della pandemia e le stringenti misure di lockdown imposte nelle aree in cui vengono intercettati casi positivi al Covid-19; di non lottare contro il fenomeno del traffico di esseri umani e di reprimere la verità e chi la diffonde. 

In conclusione, ciò che viene proclamato dal governo cinese nel nuovo Libro Bianco è in forte contraddizione rispetto a ciò che emerge negli ambienti intellettuali e universitari, dove fioriscono proteste nei confronti della classe politica. Questo fa presupporre che, in futuro, il governo dovrà necessariamente ascoltare le istanze del popolo per conservare la propria stabilità, presupposto necessario alla realizzazione degli ambiziosi progetti cinesi.


[1] S. Graziani, Il Partito e i giovani. Storia della Lega giovanile comunista in Cina, Libreria Editrice Cafoscarina, Venezia 2013, p. 20.

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