UNA NUOVA FORMA DI COOPERAZIONE PER LE DUE UNIONI

Fonte Immagine: https://au.int/en/pressreleases/20200317/africa-union-and-european-union-join-forces-ensuring-peace-africa

Europa ed Africa, due continenti molto vicini geograficamente eppure molto lontani sotto il punto di vista di svilippo socio-economico. Mentre l’Unione Europea si posiziona come la seconda economia più potente al mondo, la maggior parte degli stati africani deve far fronte ad un problema di povertà assoluta che non ha eguali. 

L’Africa rappresenta una sfida globale in termini di sviluppo e il raggiungimento di standard fondamentali per il miglioramento della qualità della vita è uno degli obiettivi dell’Agenda 2030. La riduzione della povertà, dell’instabilità socio-economica, il rafforzamento della sicurezza domestica, la gestione delle migrazioni, l’affrontare i cambiamenti climatici e il potenziamento del sistema sanitario fanno tutti parte di una nuova strategia tra le due Unioni.

Introduzione 

I leader delle due Unioni, rispettivamente il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e il presidente dell’Unione Africana Macky Sall si sono riuniti, insieme ai capi di Stato e di governo di tutti gli Stati membri, nel sesto summit  tra l’Unione Europea e l’Unione Africana tenutosi a Bruxelles nei giorni 17 e 18 Febbraio 2022. 

Lo scopo del vertice era quello di stabilire una nuova forma di partneariato, volta ‘’perseguire obiettivi comuni di solidarietà, pace e sicurezza’’come ha sottolineato Charles Michel. Certamente obiettivi molto ambiziosi da raggiungere entro il 2030, ma che nonostante ciò rappresentano un buon punto di partenza verso un miglioramento qualitativo delle relazioni tra l’Unione Europea e l’Unione Africana. 

Il rafforzamento delle relazioni socio-politiche tra la maggiore istituzione europea e quella africana è di cruciale importanza per ambo le Unioni, soprattutto considerando gli argomenti di comune interesse come le dinamiche che riguardano il Mediterraneo e tutta la gestione dei fenomeni migratori, i vaccini per il Covid-19, lo sviluppo socio economico, la lotta al terrorismo e al traffico illecito. 

Il paradosso africano

Il continente africano è il primo al mondo in termini di risorse naturali, infatti detiene il 30% delle riserve minerali, il 20% di petrolio e gas naturale e il 40% di riserve aurifere di tutto il mondo. Nonostante ciò, gli quasi la metà degli stati africani si posizionano in fondo alla classifica dell’Indice di Sviluppo Umano. 

Basti pensare ai minerali di fondamentale importanza per  la produzione di smartphone e dispositivi elettronici come il litio, il cobalto e il tantalum, che provengono dalla Repubblica Democratica del Congo, il terzo stato più povero del mondo e che occupa la 175 esima posizione nella classifica dell’Indice di Sviluppo umano

La narrazione di paradossi tra la presenza di risorse e la condizione di assoluta povertà è comune per la maggior parte degli stati dell’Africa in quanto le risorse presenti non sono gestite propriamente dagli attori locali, ma da multinazionali estere. In particolare multinazionali europee, americane, russe e cinesi che non lasciano spazio all’innescarsi di un processo di sviluppo economico domestico. Queste grandi multinazionali si sono formalmente stabilite nel continente africano a partire dagli anni ’60, ’70 e ‘80 quando tutti gli stati africani sembravano aver raggiunto l’indipendenza dal sistema coloniale. In realtà iniziava il nuovo capitolo del neocolonialismo economico e dell’instabilità politica caratterizzata da innumerevoli lotte di potere. L’instabilità politica e la condizione di caos e anarchia che avvolgeva, e che in alcuni casi avvolge ancora, gli stati africani, non ha permesso l’appropriazione delle risorse naturali per lo sviluppo di attività economiche autoctone. 

Verso una nuova forma di cooperazione

Il nuovo partenariato tra l’UE e l’UA andrà verso un nuovo obiettivo, che si discosta molto dall’idea di ‘’salvare l’Africa’’, ovvero da una concezione eurocentrica e paternalistica, bensì tramite l’attuazione di strategie di cooperazione e di condivisione di obiettivi

Queste strategie verranno attuate tramite il rafforzamento di piani di lavoro multilaterali che prevedono l’intervento dei maggiori istituti finanziari europei ma anche attori internazionali come le Nazioni Unite.

Uno dei maggiori contribuenti è la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), la quale si occuperà di finanziare uno degli obiettivi previsti nel settore ‘’equità e salute’’, ovvero la distribuzione di almeno 450 milioni di dosi di vaccini per il Covid-19 entro la metà del 2022, per cui sono stati stanziati $3 miliardi. Si prevede invece una collaborazione trilaterale UE-ONU- AU per quanto riguarda la gestione della mobilità, dei fenomeni migratori e del traffico illecito internazionale

Ulteriori investimenti, in particolare €150 miliardi saranno a sostegno di un’Agenda comune 2030-2063 che prevede un pacchetto di obiettivi volto allo sviluppo della digitalizzazione, della transizione verde, dell’ISU e della costruzione di posti di lavoro dignitosi e sostenibili. 

Potenziare i rapporti multilaterali tra le istituzioni europee e quelle africane può costituire un grande passo verso la costituzione di un sistema di cooperazione attivo ed efficiente, che comporterà dei benefici dal punto di vista geopolitico sia all’Europa che all’Africa.

È chiaro che gli sforzi dell’Unione Europea non siano esenti da interessi di tipo strategico. Riaffermare la propria prima posizione per Investimenti Diretti Esteri in Africa, con un totale di €241 miliardi investiti, è di fondamentale importanza per la reputazione dell’UE nel mondo in termini di influenza politica ed economica. 

A sostegno di ciò, durante il summit è stato sottolineato che l’insieme dei Paesi che compongono l’Unione Europea (27) e l’Unione Africana (55) costituiscono il 47% dei membri dell’ONU. Ciò significa che, potenziare strategie di cooperazione e attivarsi congiuntamente nelle dinamiche internazionali, può condurre l’UE e l’AU ad una posizione di maggiore peso durante le decisioni in seno alle Nazioni Unite. 

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