L’INDIA E L’UE: UN LEGAME DA DOVER COLTIVARE

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L’India e l’Unione Europea investono sul partenariato strategico.

Da quando è iniziata la crisi russo-ucraina l’India ha iniziato ad acquisire, a livello internazionale, un peso sempre più centrale. Non solo, sul piano politico, si è dovuta districare all’interno  delle trame diplomatiche intessute dalla Russia e dagli Stati Uniti, ma ha anche dovuto ripensare un proprio riposizionamento nel quadrante geopolitico, sia regionale che globale, in termini prettamente commerciali. Proprio per quest’ultimo motivo, l’India si sta dimostrando sempre più interessata a stabilire partnership bilaterali, come quella siglata con gli Emirati Arabi Uniti e quella stipulata, in recentissima data, con l’Unione Europea (UE).  

I rapporti commerciali tra India e UE possono essere definiti di lunga data e nel corso dei decenni hanno subito una totale rivisitazione. La loro origine risale ai primi anni 60, quando i due attuali attori avevano una natura molto diversa da quella odierna: l’India era un Paese dall’economia pianificata ed estremamente chiusa agli scambi commerciali internazionali e l’Unione Europea esisteva nella sua forma più embrionale di Comunità Economica Europea (CEE).

I primi anni 2000 hanno rappresentato un importante turnover perché si aprirono con tutta una serie di trattative per stabilire un legame commerciale e strategico più inteso tra le due Parti, salvo poi arenarsi a causa di tutte le vicende legate al caso che coinvolse la petroliera italiana Enrica Lexie. La recente espansione cinese nell’Indo-Pacifico ha poi fornito l’input necessario affinché l’India e Unione Europea tornassero a parlare dei loro rapporti commerciali.

Il riavvicinamento è stato graduale ma ha comunque dato i suoi frutti. Da circa due anni, infatti, esse progettano in modo congiunto di investire ed intervenire in aree di interesse comune, quali il settore tecnologico, la ricerca, l’innovazione o ancora la sicurezza e il cambiamento climatico. Nel 2021, esse hanno deciso di riavviare il negoziato sulla sicurezza marittima e, in aggiunta, l’UE ha deciso di avviare un partenariato sulle tematiche dell’energia, dei trasporti e della digitalizzazione.

Le aree di interesse strategico tra India e UE non sono solo queste però, se si guarda infatti all’aspetto pandemico, che non può essere escluso da questa analisi, si potrà notare come i legami nei settori medici, biomedici e farmaceutici tra le parti in questione abbiano conosciuto un importante incremento. 

La natura conclusione di questa nuova e ritrovata fiducia tra India e UE è stato l’incontro che si è tenuto il 25 aprile tra Ursula Von der Leyen e Narenda Modi dal quale è venuta fuori la volontà di cooperare più intensamente creando una struttura improntata squisitamente alle politiche di libero scambio. Sia l’una che altra parte hanno convenuto che lo scacchiere internazionale è in rapido mutamento e che tale condizione che mette a repentaglio la sicurezza internazionale; lo squilibrio dello scenario globale è determinato sia da cause interne, come la crisi russo-ucraina, sia da motivi esterni come i cambiamenti climatici, ma in ogni caso è necessario agire.

L’azione prevista è fondata sui principi della cooperazione internazionale e sulla creazione di un Consiglio per il commercio e la tecnologia. Questa struttura, dalla natura bilaterale, avrà il compito di rendere operative le decisioni politiche e di implementare la cooperazione tecnica tra i due attori. Per New Delhi la stipulazione di un tale accordo è alquanto inedita, ma l’UE può già vantare un successo in tal senso richiamando quello di cooperazione con gli USA, ma in ogni caso sarà chiaro che l’instaurazione di una simile partnership possa essere considerata il primo tassello verso una maggiore cooperazione strategica tra India e UE

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Relazioni Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina. Ha sempre dimostrato una fortissima propensione per la storia delle relazioni e delle organizzazioni internazionali, concentrandosi sulle tematiche legate allo sviluppo, alla cooperazione internazionale e ai modelli di sviluppo Sud-Sud. La tesi magistrale ha rispecchiato questo suo interesse ed è stata incentrata sull’ analisi dello sviluppo economico indiano, attraverso i cambiamenti di politica interna ed internazionale e prediligendo nello studio l’evoluzione del rapporto tra l’India e la World Trade Organization (WTO). Il suo percorso all’interno dell’Istituto è iniziato nel mese di settembre del 2020, dapprima come collaboratrice per il settore del Sud-Est asiatico e successivamente come membro di redazione referente per la Cina. Nel corso di questo anno di attività ha coordinato per l’Istituto il focus sulla geopolitica del vaccino e dal mese di settembre 2021 è membro del Consiglio di Amministrazione dello IARI e ha iniziato il percorso di dottorato di ricerca in Scienze Politiche dell’Università di Messina.

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