EL SALVADOR: LA DERIVA AUTORITARIA DEL PAESE DI NAYIB BUKELE

Fonte Immagine: https://www.lenius.it/el-salvador-stati-piu-violenti-mondo/

Durante la domenica di Pasqua, a El Salvador, sono state arrestate 506 persone, aggiungendosi al totale di 13.086 arresti dalla proclamazione dello stato di emergenza. Tale evento aumenta la preoccupazione internazionale sul rispetto dei diritti umani, nonché della deriva autoritaria del Paese. 

Il 27 marzo è stato proclamato lo stato di emergenza a El Salvador, con il fine di contrastare l’escalation di violenza criminale tra gang. La decisione del presidente Nayib Bukele di attivare l’istituto è stata necessaria a causa dell’ondata di omicidi che si stavano verificando nel Paese, nonché dell’incremento del traffico di droga ed estorsioni. Infatti, secondo il governo, i membri delle gang sono arrivati ad essere 60.000, con il controllo di 247 municipalità su 262. 

L’approccio del governo salvadoregno ha sollevato preoccupazione da parte delle organizzazioni internazionali sui diritti umani e delle ONG, in primo luogo per le frequenti violazioni dei diritti umani, in quanto appare che gli arresti avvengano in modo massiccio e arbitrario e non siano rivolti solo ed esclusivamente ai membri di organizzazioni criminali, ma anche ad esempio nei confronti di giornalisti.

Lo stato di emergenza prevede inoltre la detenzione per 15 giorni senza alcun tipo di consulenza legale. Sono stati condivisi sui social media diverse immagini delle condizioni dure su cui riversano i detenuti, che sono costretti a rimanere ammanettati ed accovacciati in biancheria intima. 

In questo senso, l’intervento delle organizzazioni internazionali e delle ONG hanno messo luce tuttavia sull’elemento centrale: l’applicazione dello stato di emergenza ha sollevato la questione di un cambio di regime all’interno del Paese, nel quale tra prendendo sempre più forma un’autoritarismo dove il presidente Bukele sta accentrando sempre di più il potere nelle sue mani. Il presidente salvadoregno non ha mancato la sua risposta, dicendo che le regole previste dallo stato di emergenza non verrano in nessun caso modificate.

Come sono state prese di mira le organizzazioni internazionali, allo stesso modo sono stati accusati gli USA che, secondo il presidente, sostengono le bande criminali. La giustificazione di Bukele risiede nelle accuse avanzate dagli USA nei confronti del metodo discutibile usato dal presidente nell’affrontare l’emergenza. 

Valentina Topatigh

Valentina Topatigh, nata a Udine classe 1997. Dopo la maturità linguistica, ha ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con tesi in diritto pubblico comparato sulla mozione di fiducia e sfiducia nei rispettivi ordinamenti di Germania e Spagna. È attualmente tesista per il master in International Law and Global Governance alla Tilburg University nei Paesi Bassi. Contemporaneamente ai suoi studi è anche membro della redazione America Latina per lo IARI.

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