SPESE MILITARI E AMBIENTE: IL DELICATO CASO DI COLTANO

10 mins read
Fonte Immagine: https://www.parcosanrossore.org/san-rossore-le-regole-per-laccesso-2/

Nell’ultimo mese ha fatto scalpore la decisione del Governo italiano di costruire una base militare in un’area protetta. In questo articolo analizzeremo le varie posizioni ideologiche e politiche per una questione, la guerra sull’ambiente, sempre più pericolosa per il nostro pianeta.

Il 22 aprile 2022 in tutto il mondo si è celebrato come da ricorrenza annuale l’Earth Day, simbolicamente il giorno più importante per dare ancora più voce alle iniziative di sostegno ambientale, coinvolgimento delle persone e sensibilizzazione verso il futuro del pianeta.

Un Earth Day reso decisamente più triste rispetto al suo predecessore del 2021 a causa dell’invasione russa dell’Ucraina che, oltre a produrre migliaia di vittime innocenti, ha dimostrato limiti e debolezze di tutti i Paesi del mondo rispetto alla tutela dell’ambiente e della natura. Una guerra che ci ha costretto a ripensare alle scelte energetiche del futuro e che provocherà ritardi significativi nella lotta alla riduzione di CO2. Una fetta importante di tale danno è dovuta alla corsa agli armamenti e alle spese belliche che la maggior parte dei Paesi, europei in primis, si è vista costretta ad affrontare.

In Italia tra tante iniziative degne di lode è proprio una spesa militare ad aver creato il maggior scalpore e, per via dei possibili sviluppi nazionali e internazionali, secondo chi scrive, è il caso che questa venga analizzata il più dettagliatamente possibile.

A pochi chilometri da Pisa sorge Coltano, un piccolo borgo nel cuore del Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, un’oasi verde protetta che ospita decine di specie animali e vegetali.

Verso la fine di marzo 2022 è stata resa pubblica la decisione del governo di voler costruire una base militare all’interno della riserva naturale. Il Decreto (DPCM del 14 gennaio 2022 – “Individuazione delle opere destinate alla Difesa nazionale”), portante la doppia firma in calce del Presidente del Consiglio Mario Draghi e del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 23 marzo 2022 (qui nella versione ufficiale e integrale).

Il suddetto Decreto prevede l’utilizzo di un’importante fetta di parco, stimata attorno ai 73 ettari, per costruire diversi edifici destinati ai nostri corpi di difesa. Non si tratta di una base NATO, che in Italia sono circa 120, ma come lo stesso documento cita testualmente l’impianto andrebbe in favore del “Gruppo intervento speciale del Primo Reggimento Carabinieri paracadutisti «Tuscania» e del Centro cinofili, centri di eccellenza dell'Arma dei Carabinieri, impegnati nell’attività antiterrorismo e nella sicurezza delle rappresentanze diplomatiche a rischio, nonché nelle attività delle forze speciali e delle forze per operazioni speciali delle Forze armate”.
 
Le accuse: minaccia ambientale e utilizzo di fondi PNRR
Le numerose manifestazioni di dissenso nelle ultime settimane hanno fatto leva, in realtà, più sulla questione ambientale che sulla legittimità della costruzione di una base militare in sé.
Secondo i nutriti movimenti di protesta, come riporta La Nazione, l’opera danneggerebbe in modo permanente la zona e tutto l’ecosistema, necessario per la biodiversità, la regolazione del clima marittimo, lo stoccaggio naturale di anidride carbonica e la regolazione della quantità d’acqua e di nutrienti. 

Parallelamente un grande attenzione è stata altresì posta sul potenziale uso dei fondi PNRR -la cifra ufficiale non è stata ancora resa nota, ma si stima servano circa 190 milioni di euro- per il progetto: paradossalmente le stesse risorse monetarie messe a disposizione dall’Unione Europea dopo l’emergenza Covid-19 con il principale scopo di finanziare proprio la transizione ecologica e la ripresa del Paese.

Infine la terza accusa: quella del mancato coinvolgimento dei cittadini. Di certo attorno a questo tipo di opere pubbliche aleggia sempre la sindrome del Not In My Back Yard, ma gli enti della Toscana e della Provincia di Pisa hanno in più occasioni rimarcato di non essere stati sentiti. 

A fianco di diverse associazioni ambientali e sindacali, la questione ha trovato l’appoggio del Segretario del PD Enrico Letta che in un’intervista concessa a la Repubblica ha etichettato la base come “una scelta sbagliata nel merito e nel metodo, che va a intaccare un’area protetta con una decisione calata dall’alto”. La faccenda è finita quindi in Parlamento con un’interrogazione presentata d Nicola Frantoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, e soprattutto grazie ad una interpellanza urgente presentata Yana Chiara Ehm (Gruppo Misto) (qui il documento intero dal sito della Camera dei Deputati).

Posizione strategica e promessa di salvaguardia

La prima risposta del Governo è arrivata tramite il leghista Rossano Sasso (sottosegretario di Stato al Ministero dell’istruzione nel governo Draghi). La scelta del luogo ha innanzitutto tre motivi strategico-militari: la base sorgerà nei pressi della stazione radar di Coltano, un’ex radio usata fino a quindici anni fa dai militari, si troverebbe vicino alla base statunitense Camp Darby e all’aeroporto di Pisa in cui risiede la 46^ Brigata Aerea, con cui le forze armate dovrebbero portare avanti sinergicamente attività d’addestramento e che servirebbe per un immediato trasporto in caso di necessità operative che garantirebbero la sicurezza nazionale. 

In secondo luogo la località prescelta, di proprietà demaniale, soddisfa e rispetta i requisiti ambientali previsti dalla legge e non modificherà oltre i parametri consentiti l’equilibrio idrico, l’indice di vegetazione, l’ecosistema e la biodiversità. Inoltre, la base si pone l’obiettivo di garantire un quantitativo di emissioni pressoché nulle, basandosi infatti su impianti fotovoltaici e solari termici.

Sul lato del finanziamento, il Governo invece potrebbe fare un passo indietro: il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità intende infatti avvalersi dei “Fondi per lo sviluppo e la coesione 2021-2027” e non dei fondi PNRR destinati alla transizione green, dichiarando altresì un importante indotto economico e la creazione di posti di lavoro.

Infine, a testimonianza dell’importanza degli organi territoriali, in data 4 maggio 2022 ci sarà a Firenze un incontro tra le parti in causa, con gli ufficiali del Comando generale e il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili che incontreranno per un confronto diplomatico il sindaco di Pisa, i rappresentati della regione Toscana e dell’Ente parco per favorire uno scambio di idee sulla realizzazione del progetto.

Il futuro incerto tra clima bellico e sottostima del deturpamento ambiente

A prescindere da quello che succederà nei giorni a venire, il clima bellico in cui siamo a nostro malgrado immersi dopo lo scoppio della Guerra e la conseguente corsa agli armamenti rischia di danneggiare in maniera irreversibile l’ambiente e rallentare ulteriormente la transizione ecologica.

Secondo quanto riportato nell’ultimo Rapporto annuale del Segretario generale dell’Alleanza Atlantica (pubblicato il 31 marzo 2022), le spese per la difesa sono aumentate fino al 2% del PIL e non è per nulla scontato che calino. Il 2022 è stato un anno record per la spesa militare italiana e il dibattito deve sorgere proprio qui: quanto la costruzione di una base militare e quindi della sicurezza può prevalere sulla salvaguardia ambientale?

L’invasione dell’Ucraina sta affiancando al tragico costo umano enormi danni e rischi, diretti e indiretti, per l’ambiente, che potrebbero avere conseguenze per decenni. I ricercatori, gli scienziati e le ONG stanno studiando il modo per contenere tale impatto perché la distruzione della nostra atmosfera non deve essere considerata una minaccia meno grave dei carri armati russi che scioccamente tengono sotto scacco il mondo, portandolo nella direzione opposta rispetto alla pace tra nazioni.  

Latest from SOSTENIBILITÀ