QUELL’INTRECCIO TRA UCRAINA E INFLAZIONE CHE SPAVENTA BIDEN

Fonte Immagine: foxbusiness

Mentre la guerra in Ucraina perdura più del previsto, Biden appare essere preoccupato per il contraccolpo sull’economia americana. Inflazione e elezioni di medio termine si stagliano all’orizzonte come due montagne ardue da scalare per il Capo della Casa Bianca.

Una mano agli ucraini, una dentro le tasche svuotate dall’inflazione. La strana primavera degli americani.

I canali via cavo statunitensi stanno dedicando molto del loro tempo a raccontare le immagini che arrivano dall’Ucraina. Un fatto inusuale anche considerando il fatto che i soldati americani non stanno prestando alcun servizio sul territorio ucraino. MsnbcCNNFox News possiedono dei corrispondenti sul suolo ucraino i quali riferiscono giorno e notte dell’invasione russa. Tuttavia non è chiaro quanto il pubblico americano risulti essere veramente interessato alla vicenda.

Un sondaggio condotto dall’Università del Maryland chiarisce alcuni aspetti ed evidenzia come gli statunitensi sostengano Kiev ed approvino l’invio di aiuti militari all’Ucraina. Ma al tempo stesso i medesimi sondaggi suggeriscono che una buona fetta degli intervistati non sostenga l’idea di inviare truppe statunitensi sul territorio mentre un americano su tre ritiene che l’inflazione non debba rappresentare in alcun modo un prezzo da pagare come contropartita al supporto fornito alla popolazione ucraina.

Un altro sondaggio della Quinnipiac University, pubblicato il 31 marzo, evidenzia come l’inflazione superi di gran lunga la guerra come principale preoccupazione degli americani: il 30% degli adulti intervistati ha affermato come i prezzi elevati risultino essere la loro principale preoccupazione, mentre soltanto il 14% ha affermato che a destare loro timore sia la situazione in Ucraina.

Questa tendenza appare essere maggiormente marcata in alcuni Stati rispetto ad altri. In Florida, ad esempio, pochissimi sono i cartelli che inneggiano alla causa ucraina, oppure le bandiere giallo-blu attaccate alle finestre degli appartamenti: ciò che maggiormente sembra preoccupare i floridiani è il prezzo elevato della benzina e del cibo. Secondariamente la scarsità delle piogge. Problemi interni, dunque. Che nulla hanno a che vedere con la solidarietà nei confronti degli ucraini.

Fino a che punto si spingerà la solidarietà degli americani nei confronti degli ucraini?

Resta da indagare fino a che punto gli statunitensi saranno disposti a sposare la causa degli ucraini, anche eventualmente a costo di alcuni sacrifici loro richiesti nella loro vita quotidiana, come l’aumento del costo delle materie prime oppure l’incremento del prezzo del carburante.

Non appare casuale a tal proposito l’opinione espressa da Chris Jackson, vicepresidente di Ipsos, il quale ha così riassunto: “gli americani intendono indubbiamente supportare l’Ucraina” ma “fino a un certo punto”. In primo luogo il prezzo elevato della benzina potrebbe infatti far desistere da un sostegno illimitato nei confronti di Kiev: gli americani, infatti, sembrano intenzionati a voler addossare le colpe dell’aumento dei prezzi tutte sulle spalle di Biden invece che puntare il dito contro le conseguenze innescate dall’invasione scatenata da Putin.

A spaventare l’amministrazione statunitense vi è il fatto che più a lungo durerà la guerra, maggiori probabilmente saranno gli incrementi dei prezzi di cibo e energia. Una prospettiva non troppo rosea per Biden, a pochi mesi dal Midterm e in un momento cruciale per il suo mandato. L’impennata dei prezzi della benzina ha infatti fatto schizzare l’inflazione ai massimi livelli da 40 anni a questa parte.

l’inflazione negli Usa

Nel febbraio scorso il Capo della Casa Bianca aveva comunque avvertito gli americani del pericolo delle ripercussioniche la guerra avrebbe potuto avere sullo loro vite. Tuttavia una buona fetta di statunitensi riteneva che il conflitto si sarebbe risolto in tempi rapidi. Ma dopo due mesi di combattimenti, fino a quando Biden potrà sostenere la volontà di sacrificio della nazione? E soprattutto per quanto tempo potrà farlo?

La lezione francese: concentrarsi sui problemi interni sembra essere la carta vincente.

Le elezioni francesi sembrano aver chiarito il fatto che i politici che ignorano le questioni locali per concentrare la loro attenzione sull’Ucraina finiscono per farlo a loro rischio e pericolo. Nonostante la sconfitta al ballottaggio contro Macron, l’indice di gradimento nei confronti di Marine Le Pen è cresciuto nelle ultime due settimane di campagna elettorale in gran parte grazie all’abilità della candidata del Rassemblement National che è riuscita a catalizzare l’attenzione dei francesi sul prezzo elevato di benzina e cibo.

Una strada che Biden dovrà necessariamente provare ad imitare per cercare di recuperare consensi tra la popolazione americana, dopo che il suo indice di gradimento ha fatto segnare un’ulteriore ribasso.

Le elezioni di medio termine negli Stati Uniti, occasione durante la quale si deciderà il controllo del Congresso, si svolgeranno tra sei mesi. Tuttavia i funzionari statunitensi avvertono il rischio che la guerra in Ucraina si trascinerà molto più a lungo rispetto a questa data. Per questo si spiega, in parte, la premura di Biden nell’inviare ulteriori aiuti militari all’esercito di Kiev, nell’intento di dare la spallata vincente contro l’esercito di Mosca.

Il rischio è che una guerra lunga potrebbe logorare l’animo e gli umori degli americani, alla prese con l’inflazione che sta di fatto svuotando le loro tasche. Anche per questo motivo l’amministrazione democratica sta compiendo uno sforzo importante per cercare di parlare alla nazione di questioni strettamente interne. Le scorse settimane la Casa Bianca ha infatti inviato una consulente di alto livello per la politica interna, ovvero Susan Rice, a presenziare in programmi televisivi per pubblicizzare una nuova iniziativa per il controllo delle armi.

Ad una domanda sulla guerra in Ucraina, la Rice, ex ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Uniti, ha preferito non rispondere. Sintomo che l’amministrazione americana intende concentrare la propria attenzione anche su altre priorità.

Al tempo stesso il conflitto tanto nominato, forse fin troppo esasperato, da Biden tra democrazia e autocrazia, ovvero la cosiddetta guerra ideologica, sta iniziando lentamente a perdere interessare tra gli stessi americani, e viene praticamente avvertito come prioritario soltanto nelle stanze dei bottoni di Washington. Un altro tema sul quale Biden, nei prossimi mesi, dovrà necessariamente riflettere.

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