LA BANCA CENTRALE IRACHENA TOGLIE IL DIVIETO DI SCAMBIO IN DOLLARI ALLE CITTÀ CURDE 

Fonte Immagine: Shafaq

La Banca Centrale irachena ha finalmente tolto alle città curde il blocco di cambiare e comprare il dollaro statunitense. La legge, attiva dal 2014, impediva ad alcune comunità di scambiare e comprare denaro, oggi possono finalmente aprirsi ai mercati esteri.

Con l’obbiettivo di limitare il riciclaggio di denaro sporco da parte dello Stato Islamico, nel 2014 la Banca Centrale irachena aveva messo un blocco sulle società private di cambio valuta nelle città curde di Kirkuk, Saladin e Ninaveh. Questa decisione aveva colpito anche i cittadini privati, specialmente coloro pagati in dollari, e le loro piccole-medie imprese, dato che limitava la quantità di commercio consentito con una banca non potendo acquistare e cambiare denaro. Per otto anni la situazione è rimasta la medesima, ma il 22 aprile 2022 la Banca Centrale ha finalmente tolto il divieto.

Sono molte le organizzazioni terroristiche che utilizzano le banche come mezzo per passare inosservati e riciclare denaro, negli ultimi anni però, con l’utilizzo sempre più frequente delle valute digitali, molti di questi gruppi hanno cambiato “modus operandi”. Le criptovalute, ad esempio, sono state utilizzate in diverse occasioni come forma illecita di finanziamento del terrorismo per far transitare denaro e sfuggire ai rilevamenti dell’Occidente, ma ad oggi non è ancora lo strumento principale.

In Siria, Yemen e Afghanistan è un sistema che progressivamente sta diventando sempre più noto, ma ciò non ha mai portato al blocco di queste valute online (in alcuni casi, solo alla chiusura di alcuni negozi). In altri casi invece, i gruppi terroristici continuano a preferire il contrabbando illecito per finanziarsi finanziariamente, ma anche militarmente.

Dunque, può sembrare, che la scelta della Banca Centrale irachena di togliere il blocco derivi proprio dal fatto che ormai le banche sono diventate una forma secondaria di riciclaggio di denaro e non più la principale. Questa scelta aprirà alle città curde colpite in questi ultimi anni ad un nuovo mercato, rendendo ora a loro possibile l’import ed export con altri paesi ma anche una possibilità di poter attrarre nuovi investimenti e prosperare economicamente. 

Giulia Valeria Anderson

Giulia Valeria Anderson - Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente praticamente pubblicista da Formiche.net per cui si occupa di politiche tech, e analista OSINT per una società di monitoraggio privata a Roma per cui riporta sull’Afghanistan. Specializzata in Medio Oriente, in particolare nella questione curda su cui ha scritto diverse pubblicazioni, tra cui su JIMES e per l’Istituto Curdo di Washington. Ha un diploma in geopolitica del medio oriente e un master di secondo livello sulla sicurezza globale. Giulia è molto attiva nel mondo del volontario, dirige la comunicazione dell’organizzazione non profit Manalive, di cui è anche membra del board e un attiva volontaria.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “Medio Oriente".

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