BIDEN INCONTRA IL PRIMO MINISTRO UCRAINO, PARTE IL PROGRAMMA UNITING FOR UKRAINE

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha incontrato il Primo Ministro ucraino Denys Shmyhal. Dal 25 aprile è inoltre partito il programma “Uniting for Ukraine”.

Biden e Shmyhal hanno intrattenuto quella che è stata definito, da ambo le parti, un buon confronto. I leader hanno discusso delle azioni che hanno intrapreso, e intraprenderanno, gli Stati Uniti nei confronti e a danno della Russia, riprendendo le parole di Biden: “nello sforzo di fermare la brutalità di Putin”. Shmyahl, nel corso della giornata, ha incontrato anche il segretario del Tesoro Janet Yellen e altri membri del gabinetto statunitense.

Con questo incontro il governo americano ha puntato principalmente a far passare due messaggi. Il primo è che gli americani sono vicini al popolo ucraino, che vedono come unico e diretto interlocutore, vicinanza che l’Ucraina riconosce e per cui esprime gratitudine. Il secondo è che gli Stati Uniti puntano tutto sul tentativo di tenere unita l’Europa, politicamente, economicamente e militarmente. Shmyhal è il funzionario ucraino più anziano a visitare gli Stati Uniti dall’inizio dell’invasione della Russia.

È sempre di giovedì la notizia dell’avvio di un “nuovo programma di libertà vigilata umanitaria” per accogliere i cittadini ucraini in fuga dal conflitto negli Stati Uniti. Il programma, Uniting for Ukraine, annunciato dal Presidente in persona, fa parte dell’impegno preso dal governo statunitense di accogliere fino a 100.000 cittadini ucraini in territorio americano.

Il nuovo programma va in contro soprattutto agli ucraini che non hanno un visto o non hanno diritto a richiedere l’ingresso negli Stati Uniti secondo l’attuale normativa nazionale ordinaria. Il progetto garantirà infatti la possibilità di richiedere la libertà condizionale umanitaria.

Si tratta di un programma particolarmente ambizioso e con pochi esempi simili nel resto dei Paesi extraeuropei schieratisi contro l’invasione russa e per l’accoglienza dei profughi. Infatti, per essere ammessi al programma, i nuovi arrivati devono dimostrare di aver vissuto in Ucraina dall’11 febbraio, avere uno sponsor negli Stati Uniti, completare le vaccinazioni e aver superato alcuni controlli di sicurezza.

Stando alle notizie diffuse dal Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti, il programma è partito il 25 aprile, giorno a partire dal quale verrà consentito ai cittadini statunitensi di candidarsi per diventare “sponsor” di questa nuova forma di accoglienza, fornendo supporto, anche finanziario, agli ucraini in arrivo.

Parallelamente, e sempre a partire dal 25 aprile, agli ucraini recatisi in Messico al fine di tentare l’ingresso negli Stati Uniti, verrà negato l’accesso, misura presentata con la motivazione di voler scoraggiare quel corridoio di fuga. Fino ad oggi, il Dipartimento per l’Homeland Security aveva dato ordine di esentare gli ucraini, presenti alla frontiera messicana, dalle normative in vigore per gli altri immigrati. 

Il provvedimento applicato a tutte le differenti nazionalità che si recano alla frontiera messicana è noto come Titolo 42, e, a partire da questa settimana, verrà esteso anche ai cittadini ucraini. “Questo nuovo programma per la libertà vigilata umanitaria integrerà i percorsi legali esistenti a disposizione degli ucraini, inclusi i visti per gli immigrati”, ha dichiarato Biden.

Il Dipartimento di Stato fornirà risorse aggiuntive destinate ai programmi di reinsediamento dei rifugiati ucraini. Inoltre, il Dipartimento ha affermato che lavorerà di concerto con i partner europei, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e le ONG per identificare gli ucraini “particolarmente vulnerabili” che potrebbero giustificare un insediamento permanente negli Stati Uniti. In tali categorie verranno inclusi donne, bambini, anziani, persone LGBTQ, disabili e persone di colore.

Costanza Spera

Costanza Spera, classe 1994, nata e cresciuta a Perugia. Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Perugia, ha presentato una tesi mirata all’evoluzione del concetto di sicurezza interna, dalla Linea Maginot all’US Patriot Act. Sin dalla laurea triennale, conseguita anch’essa con lode a Perugia, nutre un profondo interesse per la politica statunitense.
Ha svolto un Master presso la SIOI di Roma in “Protezione strategica del Sistema Paese, Cyber Intelligence, Big Data e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche”, per il quale ha realizzato una tesi sull’evoluzione del terrorismo suprematista bianco e di estrema destra grazie ad un’analisi di Open Source Intelligence. Svolge, da gennaio 2021, un tirocinio presso la CONFITARMA di Roma.
Ha un diploma in programmazione informatica in linguaggio Python, si è occupata di cooperazione internazionale ed è da sempre attiva nel mondo dell’associazionismo, della politica e del teatro ed ha anche lavorato presso case circondariali umbre come tutor per gli studenti detenuti iscritti all’università.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “USA e Canada”.

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