IL RIPOSIZIONAMENTO INDIANO

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L’India si riposiziona nel quadrante asiatico, rinsaldando i legami QUAD e aprendosi ad Ovest con un accordo di libero scambio con gli Emirati Arabi Uniti. 

Nelle ultime settimane l’India si è impegnata su vari versanti della propria politica estera per rinsaldare diversi legami internazionali, sicuramente scossi e messi in dubbi dallo scoppio della crisi ucraina. Come è stato detto più volte, con lo scoppio della guerra russo-ucraina l’India si è trovata letteralmente tra l’incudine e il martello, costretta tra il dare supporto all’alleato storico, la Russia, e il non offendere i membri dell’alleanza QUAD, in primis USA E UK, coinvolti inevitabilmente nella crisi.

Questo ha condotto l’India a  guardarsi bene dal prendere una posizione chiara e netta circa la guerra russo-ucraina, mantenendo una posizione neutrale, almeno dal punto di vista ufficiale, per salvaguardare il più possibile i propri interessi nazionali, sorretti e tutelati dalla special relationship con la Federazione Russa. Quest’ultima, dal suo conto, ha provato a rinsaldare il rapporto con l’India per come ha potuto, attraverso l’intenzione di limitare i danni delle sanzioni economiche e finanziarie internazionali su se stessa e sui propri partners commerciali vendendo loro petrolio a prezzi agevolati e idealizzando un sistema di pagamento internazionale alternativo allo SWIFT che permetta, nel caso specifico indiano, di agevolare i pagamenti in rupie-rubli.

Lo stesso discorso è stato applicato all’acquisto delle armi, considerando che la Russia ha in ballo sempre con l’India un accordo di cooperazione militare, con il quale si impegna a fornirle e rinnovarle gli armamenti, della durata di 9 anni. Queste volontà sono state confermate dalla visita del Ministro degli Esteri russo Lavrov a Nuova Delhi meno di un mese fa.  

Quasi contestualmente il premier Modi ha deciso di agire sul fronte QUAD, accogliendo l’11 aprile la visita del segretario di Stato americano, Antony Blinken, e di quella della Difesa, Lloyd Austin, che si sono incontrati con i corrispettivi Ministri indiani Subrahmanyam Jaishankar, Ministro degli Esteri, e  Rajnath Singh, Ministro della Difesa. Questi incontri, definito dialoghi a 2+2 e seguiti poi da una telefonata tra Biden e Modi, hanno rimarcato la necessità tra i due Paesi membri del QUAD di cooperare maggiormente per fortificare la loro influenza nell’Indo-Pacifico, per limitare la minaccia cinese. 

Considerando che la priorità americana è sempre quella di limitare il “nemico” cinese, il Primo Ministro indiano sta già guardando anche al futuro, soprattutto a quello che si presenterà dopo la fine della crisi russo-ucraina, quando la regione del Sud-Est asiatico tornerà nuovamente centrale nelle trame diplomatiche. Questo lo ha portato a siglare sempre nel mese di aprile un accordo commerciale di libero scambio con gli Emirati Arabi Uniti.

La decisione ovviamente non è casuale, in quanto dal punto di vista commerciale l’India, con la decisione di ritirarsi dal RCEP, ha perso molto terreno rispetto alla Cina, con la conseguenza di aver sentito l’esigenza di doversi aprire a nuovi mercati. Ed essi sono stati ritrovati ad ovest, investendo in settori strategici quali metalli preziosi e non, combustibili minerali e dispositivi nucleari. Con questo accordo le aziende degli Emirati Arabi Uniti saranno considerate alla stessa stregua di quelle indiane durante lo svolgimenti delle gare di appalto dei lavori.

Inoltre, il patto prevede anche l’abbattimento delle barriere su alcune categorie di prodotti farmaceutici e questa scelta rappresenta è una grande spinta per l’economia indiana, essendo l’India un Paese esportatore e produttore di farmaci.In conclusione, l’intento dell’India sembra essere quello di riposizionarsi nuovamente nel proprio quadrante regionale per continuare a svolgere la propria politica di crescita, limitando in tutti i modi l’espansionismo cinese e appoggiandosi a vari alleati, siano essi la Russia o l’America, per riuscirci

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Relazioni Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina. Ha sempre dimostrato una fortissima propensione per la storia delle relazioni e delle organizzazioni internazionali, concentrandosi sulle tematiche legate allo sviluppo, alla cooperazione internazionale e ai modelli di sviluppo Sud-Sud. La tesi magistrale ha rispecchiato questo suo interesse ed è stata incentrata sull’ analisi dello sviluppo economico indiano, attraverso i cambiamenti di politica interna ed internazionale e prediligendo nello studio l’evoluzione del rapporto tra l’India e la World Trade Organization (WTO). Il suo percorso all’interno dell’Istituto è iniziato nel mese di settembre del 2020, dapprima come collaboratrice per il settore del Sud-Est asiatico e successivamente come membro di redazione referente per la Cina. Nel corso di questo anno di attività ha coordinato per l’Istituto il focus sulla geopolitica del vaccino e dal mese di settembre 2021 è membro del Consiglio di Amministrazione dello IARI e ha iniziato il percorso di dottorato di ricerca in Scienze Politiche dell’Università di Messina.

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